La Locanda della Maladolescenza (Marco Sole, 1980)

Uno dei più ricercati di sempre, in vhs da Daniel:
http://www.scarevideo.com/locanda_maladolescenza.html

Visti gli escursus del passato non so cosa pensare riguardo la vhs.
Bando a ciò un ritrovamento interessante anche se in lingua tedesca.

Eravate al corrente di un edizione tedesca dell’ oscurissimo film di Marco Sole?
Ricordo diverse discussioni in merito al film i primissimi tempi su nocturno.

Io ho una copia della versione spagnola hard.
E so anche chi è il vero regista, ma non lo rivelo neanche sotto tortura.

Be’,ci si può provare… :smt079

nemmeno nel prossimo libro?

io ce l’ho in italiano cut

Da quale fonte?

non saprei

Tv? Origini? Non ti sei posto il quesito? :slight_smile:

non è da TV. Ha i titoli in tedesco mi pare, ma l’audio è in italiano. Non è neanche un capolavoro, ma interessante

Ti ho mandato un Pm (che non è un Pubblico Ministero ma un Personal Message).

hai fatto bene a dirlo…sei sempre così preciso. Peccato però che voglia dire Private Message…

Ci sono due categorie di forumisti.

Quelli simpatici, amabili, gentili, pronti alla collaborazione reciproca, del tipo “uno per tutti, tutti per uno”. Sono il 90% dei frequentatori di questo forum, e sono davvero contento di aver fatto la loro conoscenza virtuale.

Poi ci sono quelli scortesi ed egoisti, pronti solo a prendere e mai a dare, del tipo “non ho tempo per te e per queste cose”. Morrissey è uno di questi, e mi auguro che in futuro verrà ripagato con la stessa moneta.

perchè dici queste cose così cattive? Non è affatto vero! Mi sembra un attacco del tutto gratuito ed aggressivo. Sono disponibile con tutti e tutti lo sono con me (nei limiti delle possibilità e congiunture personali), anche se vorresti il contrario e non so il perchè. Se potessi ti offrirei da bere e ti stringerei la mano, ma su un forum è impossibile…

Boni, boni, queste cose trattatele in privato…

Mi giunge voce che altrove qualcuno ha rivelato la vera identità del regista di questo film rivendicando urbi et orbi la primogenitura di questa scoperta.

Come molti sanno, sono quasi tre anni, cioè da dopo la pubblicazione dell’inchiesta in otto puntate su “Blue”, che Andrea Napoli ed il sottoscritto stanno preparando uno studio sul primo hard italiano (1980-1984).

Nell’àmbito di questa ricerca di carattere storico abbiamo consultato, come è giusta regola per ogni studioso che si rispetti, le famose fonti ufficiali (PRC della Siae, ex Ministero dello Spettacolo…) che nessuno solitamente consulta.

Tutta questa premessa per dire che sono diversi anni che frequentiamo il PRC della Siae (senza sbagliare la porta d’accesso al pubblico) e che sono diversi anni che ci è (era) nota l’identità del regista de “La locanda della maladolescenza”.

Questi sono, in anteprima per “il forum esclusivo che fa opinione”, i dati completi della documentazione ministeriale de “La locanda della maladolescenza”:

titolo provvisorio: “Statale 45”

data inizio lavorazione: 24.05.1979 (rinviata al 03.12.1979)

regista: Bruno Gaburro

soggetto e sceneggiatura: Bruno Gaburro

aiuto regista: Giacomo Gramegna

direttore della fotografia: Fausto Zuccoli

scenografia: Mimmo Scavia

direttore di produzione: Angelo Facenna

Cast artistico:

Marina Vlady (Regina)

Franca Gonella (Adele)

Martine Brochard (Virginia)

Lino Capolicchio (Giordano)

Gilberto Galimberti (Tamma)

attore francese (Menapace)

Francesco De Leone (prestigiatore)

Spartaco Battisti (Bottoni)

figurazioni: italiani

una nota del MinSpettacolo del 28.12.1979 apporta le seguenti variazioni al cast tecnico:

direttore della fotografia: Antonio Modica

scenografia: Joseph Teichner

con una nota del MinSpettacolo del 16.06.1980 è recepito il cambiamento di titolo del film

Prima proiezione pubblica: 15.08.1980, Cinema Olimpia di Catania

Mimmo Scavia è quel Giandomenico Scavia di cui Fulci diceva peste e corna per la sua collaborazione sul set di Zombi 3?

E’ Bartolomeo detto Mimmo Scavia.

Tutto da ridere.
Il qualcuno di cui sopra, le cui opere francamente mi sfuggono, vedo che continua a sproloquiare, a proposito de “La locanda” e di altro (che, tanto per mafioseggiare, sottintende), di cose di cui dimostra di avere una conoscenza recente, oltre che approssimativa.
Nulla da eccepire al neofitismo di questo qualcuno (le cui opere francamente continuano a sfuggirmi), ma, cortesemente, ci lasci almeno prendere fiato tra una risata e l’altra.

La politica del servo (sciocco), come forse non è a tutti noto, non paga mai.
Il qualcuno di cui sopra, le cui opere francamente continuano a sfuggirmi, come premio per le sue “rivelazioni” mezzo internet su “La locanda della maladescenza” s’è beccato (non solo lui, ben inteso) le classiche e astiose due righe due sulle colonne di una nota rivista cult e cool.
D’ora in poi il nostro poligrafo internettiano potrà però andare fiero della sua autorevole qualifica di servo sciocco honoris causa. Auguri e buona fortuna.

C’è un’altra e più attendibile verità su “La locanda della maladolescenza”, che, ovviamente, è sconosciuta agli apologeti di farisaici cineasti e agli analfabeti che tanto si agitano sul web. Prossimamente sui soliti schermi.