La mafia non è più quella di una volta - Franco Maresco

La mafia non è più quella di una volta
Franco Maresco
2019 colore/bianco e nero ITA

Piu’ che seguito una vera e propria prosecuzione di ‘Belluscone’, film
del 2014 diretto stesso autore. Eccettuato per gli episodi nel quale
compare Letizia Battaglia (storica fotografa palermitana che ha
documentato la guerra di mafia nella Palermo degli anni ‘80) ed alla
quale e’ affidata anche l’amaro pre-finale, anche qui il protagonista
e’ Ciccio Mira, impresario e organizzatore di feste di piazza il cui
pezzo forte sono i cantanti neo-melodici che intonano rime in lingua
Napoletana. Lo spunto per seguire le giornate di Ciccio e’ l’insolita
-per lui- volonta’ di organizzare un concerto in onore dei giudici
Falcone e Borsellino, uccisi dalla mafia nell’ ormai lontano '92 nel
periferico quartiere ZEN di Palermo.

Da qui seguiremo le giornate del Mira (a cui fanno da controcanto
quelle della Battaglia) alle prese con i suoi artisti riluttanti di
fronte ad una tale performance e agli strascichi che provochera’ nella
stessa compagine artistica che rappresenta e nel suo socio in affari.

Per me un, piccolo, passo indietro rispetto al film precedente che
risplendeva nel suo ispiratissimo e sfaccettato gioco
meta-cinematografico; questo film e’ un racconto molto piu’ “semplice”
limitandosi a mostrare le giornate dell’impresario e delle persone
alle quali si accompagna. Ed e’ proprio facendo la conoscenza di
questi (mi riferisco in particolare al giovane cantante e al
produttore) che capiamo molto di piu’ del Mira (lo stesso Maresco -
una cosa inusuale - lo apostrofa in malo modo ma lui pare non capire,
ma mi fermo perche’ trattandosi di persone esistenti non mi va di dare
giudizi morali; chi vedra’ il film si fara’, se vorra’, la propria
idea).

Mi hanno dato fastidio certe incursioni nelle tragedie personali di
alcuni personaggi, ma si tratta di un mio problema perche’ il regista
non cerca di stimolare i nostri istinti voyeuristici ma trova con
queste, invece, un espediente per mostrare in maniera limpidissima cosa
sia il (desolante) motore che alimenta questi baracconi.

Ovviamente la vicenda raccontata e’ (come nel precedente film)
l’occasione per parlare di molte altre cose, a tal proposito e’
incredibile la digressione sul presidente della repubblica in carica.

Si ride molto, ed e’ un riso amarissimo, ma -al netto della crisi
depressiva che potrebbe generare in molti- uno splendido film. Non so
quando saranno tributati i giusti onori a questo cineasta che
(lasciatemelo dire) ha tenuto in piedi, insieme al suo ex sodale
Cipri’, il nome del cinema italiano negli anni '90 primi 2000.

La scena finale, penso, mi rimarra’ impressa per il resto dei miei
giorni.

Ciao!
C.