La Poliziotta fa Carriera (Michele Massimo Tarantini, 1976)

Anno: 1976.
Regia: Michele Massimo Tarantini.
Produzione: Luciano Martino e Medusa Distribuzione.
Musiche: Pulsar.
Cast: Edwige Fenech, Mario Carotenuto, Alvaro Vitali, Michele Gammino, Gigi Ballista, Francesco Mulè, Giuseppe Pambieri, Gianfranco D’Angelo, Riccardo Garrone, Alfredo Adami, Gastone Pescucci, Nello Pazzafini, Jimmy Il Fenomeno, Maurizio Mattioli.

Un mio superstracultissimo fin da bambino e lo ritengo tutt’ora una delle migliori commedie sexy della storia, divertentissimo.

La regia di Michele Massimo Tarantini è sorprendente, e il tutto è gestito a meraviglia, forse perché è il secondo film del genere e il primo sotto commissione. Infatti, dopo il successo clamoroso inaspettato de “L’insegnate” di Nando Cicero, la produzione commissionò a Michele Massimo Tarantini un ruolo comico per Edwige Fenech e, prendendo spunto da “La Poliziotta” di Steno, costruì il personaggio di Gianna Amicucci.

Edwige Fenech doppiata in romano è meravigliosa e il film è particolarmente interessante perché sembra una riproposta femminile ai “Piedoni” con Bud Spencer e ai film di Bruce Lee, nonché ai polizieschi italiani (l’inseguimento con le auto con le inquadrature in tutti gli angoli dell’auto ricorda non poco gli inseguimenti di Umberto Lenzi).

Infinite le scene divertenti e strabilianti le gag atletiche di Edwige Fenech, meravigliosa come sempre.

Il cast è poi stellare e perfetto: Mario Carotenuto straordinario come sempre e grande mattatore; Alvaro Vitali (Tarallo) è sempre divertentissimo in un ruolo quasi da comica muta, esilarante sia in coppia con Mario Carotenuto che con la stessa Edwige; Michele Gammino divertentissimo più che in altri suoi ruoli, con un accento molto spiritoso; Gigi Ballista mitico come sempre (“Alberto, smettila di lasciare le impronte negative sul c…lo di Gianna”); Francesco Mulè simpaticissimo; Giuseppe Pambieri adatto al ruolo (divertentissimo quando viene picchiato da Nello Pazzafini); Gianfranco D’Angelo sempre divertente, anche se breve; Riccardo Garrone è come sempre meraviglioso; spassoso anche il siparietto tra Alvaro Vitali, Mario Carotenuto e il Mitico Alfredo Adami; esilarante anche Gastone Pescucci con cui Edwige Fenech dovrà portare a termine una “missione”; ovviamente straordinario Nello Pazzafini che ricorda non poco il suo ruolo in “Giovannona Coscialunga, disonorata con onore” di Sergio Martino; comparsata alla festa anche di un giovane Maurizio Mattioli con la barba… e Jimmy Il Fenomeno che canta scatenatissimo dove lo mettiamo, meraviglioso!

Comunque un film straordinario, manca solo che l’uomo che cerca l’uccello sia Italo Vegliante e poi sarebbe stato un Capolavoro.

Però resta un Grande Film, fantastica la colonna sonora.

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ti correggo: a Tarantini fu commissionato il film dopo il clamoroso successo de La liceale.

Ah, interessante. Io sapevo dopo “L’Insegnante”.
Grazie per la correzione.

Tarantini era stato aiuto di Cicero ne L’insegnante e con La liceale tentò di girare una commedia diversa da quella scritta nel copione, finchè scoperto fu cazziato e il film bloccato e solo successivamente sbloccato e distribuito alla meno peggio. Gli incassi furono però a sorpresa strepitosi, e subito scritturato per trasformare la Edwige in una attrice comica. Nacquero così le prime due poliziotte e Taxi girl.

Molto interessante!
Forse sono complici i primi esperimenti del filone, ma sono film che hanno veramente lasciato il segno.

Coi film del passato son già più in sintonia, con Mario: non un “gran film”, ma un gustosissimo filmetto che vedo sempre con piacere. Carotenuto era una forza della natura, e la Fenech…bè, era la Fenech, via! “Superstracultissimo” pure per me, sì!

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Ma io infatti passo da un genere all’altro molto facilmente, amo Charlie Chaplin come Alvaro Vitali, senza fare distinzione e, se un film merita, lo giudico bene.
“La Poliziotta fa Carriera” poi è uno dei miei preferiti che riguardo con molta felicità per i tempi andati, dove anche un film semplice era un’opera d’arte.

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“Opera d’arte” magari no, ma erano comunque film, cinema, non cacchette televisive.
P.S. Concordo in pieno: in misura e in modo diverso, ma anch’io apprezzo Vitali e Chaplin. Nonchè - a proposito di accoppiate “bizzarre”- Kubrick e Fulci. Liberamente e senza pregiudizi, appunto…

Io oserei anche Blake Edwards e Sergio Martino, per i miei gusti, ovviamente.

Uno dei peggiori esempi di commedia erotica italiana. Pessimo quasi in tutto e quando è arrivata la parola fine per me è stato un sollievo, ho continuato la visione per farmi male gratuitamente. Gli unici motivi di interesse sono la come sempre stupenda Edwige Fenech e lo strepitoso Mario Carotenuto. Lo reputo pessimo

Io l’ho trovato divertente, nella sua sgangheratezza. Notevolissimo Nellone Pazzafini nel ruolo del pappone “Mo je fuma” e il sempre bravo Mario Carotenuto.

Per la verità non finissimo. Però con un gran ritmo e trovate molto divertenti (la caccia all’uccello - cioè al pappagallino di casa - tra le altre). Edwige si spoglia pochissimo (mai integralmente), in compenso è sorprendente la presenza di diversi bambini. E lo è ancora di più la sequenza strappalacrime con la madre carcerata a Regina Coeli del bambino che lei si è presa particolarmente a cuore che minaccia di suicidarsi se non le fanno vedere il figlio con la protagonista che interviene impedendole di gettarsi da un finestrone del carcere portandole il figlio.