La Puritana (N. Grassia, 1989)

Film di Ninì Grassia che non ho mai visto, ma che mi interessa per la tematica della tossicodipendenza.
La trama dovrebbe ruotare intorno ad un’avvocatessa che arriva in un paesino della puglia per indagare su una vicenda di droga e scatena un turbine di sesso. Secondo le recensioni che leggo sul web erotismo spintissimo e film inconsistente.

Già che lo cerco, ci sono differenze tra il dvd duck record, la vhs playtime e la vhs eden?

Azz…visto non più tardi di 3 o 4 settimanfa su AB Channel, intorno alle 23:00. Il film era già iniziato. Bello trash, comunque ha delle scene di nudo notevoli, confermo. Francamente non mi dispiaceva affatto :-p

… e ovviamente registrato :slight_smile:

Mi sono procurato il dvd e l’ho visto finalmente intero. Capolavoro trash di Grassia! Fotografia cheap, musiche alla Rondò Veneziano, recitazione cagnesca, playmate in grande spolvero (sia la Newton che Annamaria Clementi, la moglie di Sbragia nel film, sono apparse su Playmen). Le scene di sesso della Newton sono notevoli (e numerose), ma soprattutto lei è notevole, rigogliosa e florida.

Mattia Sbragia, Helmut Berger, Gabriele Tinti, è la fiera degli attori in caduta libera. Berger in particolare recita proprio col disgusto stampato in faccia, Tinti almeno si offre più generosamente.
Ci sono delle vaccate notevoli, tipo:

[SPOILER] il commissariato che all’esterno riporta la targa di Verbania (Piemonte), ma che però riceve la posta indirizzata a Putignano (Puglia);

il sindaco e la moglie bagasciona che vengono ritrovati morti ammazzati in macchina, e si pensa ad un omicidio-suicidio dopo che Sbragia avrebbe scoperto l’adulterio della moglie. Secondo gli inquirenti ciò appare chiaro anche dalla perizia balistica: la moglie è stata freddata alle spalle (l’omicidio) e poi Sbragia si sarebbe sparato (il suicidio). Ed infatti la donna ha uno splendido buco in fronte con abbondante sangue;

la scena della morte del prete omosessuale è un improvviso cambio di registro che spiazza; la Newton, pia e devota, avvolta in un pizzo nero degno di un film di Mario Salieri, va a “confessarsi” in chiesa, e nel farlo accusa il prete dei suoi abusi sessuali. Il prete, sentendosi scoperto, impazzisce (si stringe la testa ed urla manco fosse Scanners), corre in preda al delirio fuori dalla chiesa e viene investito dalla prima macchina che passa. Puro gotico soprannaturale;

il conte ucciso a pompini e giornaletti zozzi, geniale![/SPOILER]
Meravigliosa la critica che fece Il Messaggero del film: “L’inqualificabile film spazzatura (non riciclabile) diretto da Ninì Grassia è un porno mancato morbosamente inconsistente, dove il sesso pecoreccio ignora del tutto erotismo e buongusto. Ai limiti del peculato. Sugli attori stendiamo un velo pietoso”.

Dvd Duck Records fuori catalogo, come tutta la serie degli erotici di Grassia.

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