La ragazza di via Millelire (Gianni Serra 1980)

Caricato dal regista stesso su youtube:

Preceduto da una breve presentazione di Tullio Kezich. Quello che produceva la Rai prima dello svacco degli anni '80: una storia trucida, rozza, volgare e drammatica. Ragazzina 13enne a Torino tra degrado, eroina, prostituzione. Non un film riuscito (ancora non l’ho finito di vedere) ma un bel pugno nello stomaco.

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La versione che uscì in sala era comunque “alleggerita” rispetto a quella presentata al festival di Venezia. Chissà se Serra ha la copia originale. .

Parte in modo non convincente, sembra quasi macchiettistica la rappresentazione dei diversi casi umani che affollano gli uffici del Centro d’incontro, quasi forzata la riproduzione dello slang che esce dalla bocca dei giovani personaggi che si susseguono sullo schermo. Poi pian piano la pellicola comincia a fare intravedere un’anima, a trasmetterci emozioni. Serra e il suo sodale Sherman riescono a dipingere dei quadri genuini e vibranti di alcune delle situazioni e degli ambienti che ci mostrano, raccontando l’umanità che emerge da quei contesti così estremi e disagiati. E così restiamo ammirati dalla dedizione e dalla perseverenza con cui gli operatori dei servizi sociali riescono a dedicarsi anima e corpo alle persone che sostengono, senza farsi abbattere dalle continue defaillances in cui esse incappano, accogliendole e sostenendole in modo autentico nonostante i loro continui scivoloni, appigliandosi a tutta la forza che hanno in corpo per continuare a proporre loro sempre e comunque una possibilità da raccogliere per avere una prospettiva diversa, un’alternativa alla vita degradata nella quale continuano a ricadere. Un sistema di servizi sociali ancora agli esordi, che stava ancora tarandosi e strutturandosi, ma che aveva la sua forza in un personale determinato e coi controcoglioni, la cui arma principale era l’affetto incondizionato verso le persone che prendeva in carico.
E poi tanti altri sono i quadri che mi hanno colpito: la comunità religiosa di Ivrea, con la suora che riesce a dare un punto di vista spiazzante e profondo sulle modalità con cui interpreta la sua missione; i ragazzi del quartiere così sbandati e privi di riferimenti etici da non rendersi neppure conto della dimensione di mostruosità delle azioni che perpetrano nei confronti degli altri; la protagonista, così anestetizzata dalle sue esperienze di vita, che non prova neppure sgomento o debilitazione di fronte agli abusi che subisce (l’unica reazione è una sorta di rivalsa, di voglia di vendetta).
Simbolo delle dinamiche insensate, cicliche e senza via d’uscita che attraversano il quartiere di Mirafiori Sud sono gli operai del comune, che con dimessa rassegnazione ogni giorno si presentano col furgone col braccio elevatore lungo la via Millelire per sostituire le lampadine dell’illuminazione pubblica che puntualmente ogni sera, appena si accendono, vengono spaccate a sassate dai ragazzi del quartiere. Come dire, l’istituzione ci prova anche, quotidianamente, a darvi i mezzi per migliorare la vostra vita, ma voi, ormai immersi in una dinamica nichilista di autoannientamento, voi che avete perso la fiducia, voi che non credete nella possibilità di un supporto degli altri e di un cambiamento perché in primis non credete più in voi stessi, voi non fate altro che sabotare ogni intervento di aiuto esterno che provi a fare qualcosa per voi. Vi sentite condannati ad una vita di merda e non potete neanche immaginare la possilità di tirarvene fuori.
E in quest’ottica va probabilmente letto come un messaggio di speranza il siparietto col quale si chiude il film, con l’operaio del comune che avvicina l’assistente sociale e le fa notare, sgomento, che per la prima volta quella mattina hanno trovato le lampadine dei lampioni stradali integre. Forse anche per Betty nonostante tutto c’è la possibilità che le cose cambino.

Film difficile, senza dubbio un po’ faticoso da vedere, ma dal grande valore sociale.
Peccato che circoli soltanto la vetusta registrazione dalla rai che si trova anche su Youtube, dalla qualità davvero mediocre che rende ancora più impegnativa la visione.

Un’ultima curiosità: ho sentito più diofà in queste due ore che in tutto il resto della mia vita!
:joy:

Probabilmente hanno ragione i Fucktotum…

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Adoro questo film. Oria Conforti Sempre. Speriamo si possa vedere come cristo comanda

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Diofa, Sempre

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Grande, un esegeta del film di Serra, siamo in pochi ad averlo visto e apprezzato!
Scena preferita?

Mirafiori sud. Semplicemente

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Segnalo che il film è stato disponibile su RaiPlay fino a pochi giorni fa.

Questa nuova versione è ovviamente molto migliore a livello audio/video, ma dura circa mezz’ora in meno di quella presente su youtube.

W la Rai :throwdong:

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Se dura una mezz’ora in meno, allora è la versione uscita in sala. Mesi dopo la presentazione a Venezia. Quella più lunga, è la versione “originale”…

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