la rete, i social, il cinema, il copyright...

sono almeno 150 o 200 anni che si parla della rivoluzione di intenet, su come dovrà cambiare tutto, poi sono arrivati i social network e giù un altro giro di previsioni di come avrebbe rivoltato la vita di ciascuno come una frittata i cipolle, etc. etc.

diciamocelo siamo abituati un pò tutti ad essere abbastanza scettici verso certi proclami, o perlomeno, c’è stata fino ad adesso la consapevolezza che sì, sul lungo periodo c’è da aspettarsi che le questioni potrebbero prendere una certa piega, ma allo stato attuale in concreto certi proclami sono alla stregua di una sega mentale o di una scorreggia nel vento…

…ma se invece una certa rivoluzione fosse invece iniziata veramente?

proseguo nel mio preambolo molto generico e OT, ma poi al punto ci arrivo

è di qualche giorno fa la notizia (da noi passata in secondo piano, se non mezza insabbiata) che obama starebbe pensando di mettere in piedi una sorta di rete alternativa in grado di dare “connessione” a tutti quei popoli il cui gheddafi di turno, per quanto retrogrado e medievale, ha capito benissimo che togliendogli la possibilità di comunicare tra loro e di avere accesso a informazione libera è più funzionale che piazzare una camionetta dell’esercito a ogni incrocio

d’altra parte quasi tutti i liberi commentatori sono concordi nel dire che dietro le rivolte in medio oriente più di tutto il resto ci siano al jazeera e al arabiya come media tradizionali e facebook, twitter e i blog come media alternativi, quello che è successo comunque lo sapete

tralascio alcune prese di posizione governative in italia sull’argomento perchè oggi qui fa troppo caldo, ma però, per quanto ovviamente non quantificabile, il ruolo che ha giocato internet e i social in particolare nell’ultimo giro elettorale per me è così grosso da fare spavento, qualcosa che ha spiazzato tutti

sabato sera sono stato a tutti in piedi, quella cosa organizzata dalla fiom e da santoro; tranquilli, ci sono andato col mio solito disincanto e ho parecchie riserve su tutto, però una cosa su cui non c’è molto da discutere è che villa angeletti è un posto enorme ed era strapieno ovunque, e se non c’eravate non potete immaginare che casino c’era in tutta la zona

un evento che non è stato organizzato praticamente nè attraverso i media ufficiali nè attraverso canali o istituzioni consolidati, vabè c’era la fiom, ma sono 5 giorni che c’è la loro festa di frone al mio ufficio e non è che ci siano milioni di partecipanti

ebbene no, i 3/4 almeno di chi c’era sono venuti per il tam tam su facebook, e sarà impossibile determinare quanti lo hanno seguito in tv o su internet, che però è stato diffuso attraverso una policy che molto somiglia a una licenza GNU/Open source o se volete persino al pubblico dominio: chiunque volesse, da murdoch all’ultimo dei blogger poteva fare da ponte alla trasmissione e trasmetterla senza pagare nulla

quindi arrivo finalmente al cinema. ho trovato molto interessante questa notizia: http://www.gentedirispetto.com/forum/showthread.php?24402-The-Tunnel-(Carlo-Ledesma-2011)

ossia come ti ribalto a 360° la logica di distribuzione di un film: la questione non funziona che io faccio un film e poi invito i potenziali spettatori a comprarselo (nelle varie forme possibili), ma piuttosto io il film te lo regalo, e se ti è piaciuto ti invito a riconoscermelo attraverso una donazione, acquisti simbolici e simili

una cazzata? ma forse anche no

ma anche questo ho trovato molto interessante: http://www.gentedirispetto.com/forum/showthread.php?24420-Primoitalia-tv-streaming-su-bluray-e-tv-samsung-internet-tv-con-film-di-genere

è vero, ci sono film come Milano trema che ormai sono stati spremuti come limoni e munti come vacche da un allevatore padano, sono passati 2 o 3 volte al cinema all’epoca, sono usciti in ogni possibile supporto inventato, sono passati in tv settanta volte

ma di fatto adesso sono in uno stato che somiglia moltissimo al “pubblico dominio” perchè chi vuole va lì e se lo guarda in streaming ad ottima definizione legalmente e senza pagare nulla

e se questi fossero esempi che altri vorranno seguire?

L’esempio di The Tunnel mi sembra assolutamente indicativo di quella mutazione che sta avendo la fruizione dei film.
Ovviamente è ancora presto per intuire quale sia la strada giusta, e i primi che capiranno quale sia, avranno fama, visibilità, successo e guadagni.

In Italia, dove ancora si ragiona sul cinema per il proprio orticello ( soldi dalle reti televisive o dallo stato, e quindi prodotti a immagine di chi li finanzia), è impensabile che un ottimo prodotto come The Tunnel ( che non è certo una produzione miserevole come quella di molti, volenterosi, indipendenti italici) venga solamente concepito, figuriamoci per il web.

La sensazione è che nelle sale si andrà a vedere sempre tutto quello che è blockbuster, dal cartone al 3d, o che è cinema usa e getta da compagnia ( le commedie nel nostro Paese), mentre un altro tipo di pubblico, universale e onnivoro, godrà anche di prodotti, sempre di maggior qualità, usufruibili via web e poi in edizione da collezione in dvd/bluray.

Sarà libero mercato ( niente più ricatti della distribuzione nelle sale) ?

Riesumo questo topic per segnalare una cosa che ovviamente sappiamo tutti ma che ogni volta mi lascia sempre basito.

Su youtube ci sono tantissimi film completi, spesso si vede che sono online da anni ed anni, senza che nessuno faccia nulla per toglierli. A volte invece durano poco.
Mi fa un po’ impressione pensare che in tanti non si rendono conto che si tratta di un reato, ma vabbeh.

Oggi stavo cercando delle cose su Damiani su youtube e sono finito su un video con un estratto di QUIEN SABE.

Incollo due commenti:

Qui c’è gente che trova assurdo che un film del genere sia protetto da copyright e il volpone dopo di lui, invece, la butta subito sul complotto, la censura (e le scie chimiche e il microchip sottopelle e la ka$ta… - no, non ne parla ma è come se lo facesse - )

Io spero davvero che gente come questa sparisca dalla faccia della terra per manifesta inutilità.

in un noto social network, un regista a noi tutti caro e noto è stato trattato di merda perchè ha lasciato un gruppo come protesta per i continui link a Youtube “senza il tubo nessuno si ricorderebbe di lui e di tutti gli altri”. I più accesi sostenitori di questo non erano come si può presumere dei ragazzini smanettoni ma delle persone di una certa età e cultura anch’esse in qualche modo note anche da queste parti.

Ho letto anch’io (con orrore) i discorsi di certi addetti ai lavori in quella discussione.
Massima solidarietà a Umberto Lenzi (perché è di lui che si parla).

ma oddio, io la cosa la vedo un pò su piani diversi, in clamoroso e sostanziale accordo con quanto scritto ben (altri) 3 anni fa

la maggior parte dei film di Lenzi (quasi tutti) sono stati spremuti come limoni. Napoli violenta o Roma a mano armata sono usciti in vhs e in dvd su tutte le lingue del pianeta, sono passati in tv 300 volte e conosco non più di un paio di persone che non l’hanno registrato almeno una volta anche dalla tv, si trovano da scaricare in qualsiasi modo, anche dal sito del vaticano

adesso che tu mi ti vuoi incazzare come un bufalo perchè l’hanno messi anche su youtube perdonatemi ma a me fa un pò tenerezza

poi oh

d’altro canto se uno vuole comunque esercitare il suo diritto anche se mi fa tenerezza è libero di farlo, è libero di chiedere a youtube che venga rimosso, e se uno è abituato a vedersi i film su youtube tutti rigorosamente gratis perchè ritiene che sia un suo inalienabile diritto ha senza dubbio il dovere di prenderselo in saccoccia e stare muto, su questo non ci piove

Perché ti fa tenerezza, scusa?
È un suo diritto sacrosanto.

Se hai una certa età e una pensione non certo stellare, gli introiti (peraltro minimi) che vengono dalla vendita di un dvd sono soldi che fanno comodo e non vedo per quale motivo uno dovrebbe privarsene. Gli autori hanno tutti i diritti di ricevere questi (pochi) soldi e non è che siccome i miserabili scrocconi della rete vanno avanti a slogan deliranti sulla “cultura per tutti” e altre stronzate da grillini per giustificare la propria disonestà, gli autori debbano sottostare a questo schifo.

Se uno mette su youtube un film raro/invisibile fa felici tutti quelli che lo vogliono vedere ma la mette nel culo a un editore che potrebbe considerare di fare uscire il film come si deve. Perché già si tratta di film di nicchia che non venderanno granché, ma se il film è già stato “bruciato” non ha senso farne un’edizione come si deve perché si perderebbero soldi e basta.
Magari chi lo condivide lo fa in buona fede, ma fa una grande stronzata.

E se uno mette su youtube un film che si può tranquillamente comprare in tutto il mondo è semplicemente un coglione disonesto che non fa altro che danneggiare gli autori del film, gli editori e tutti quelli legati alla commercializzazione legale del film.

Poi non ci si venga a lamentare, allora, se non esce più nulla, se le varie label di tutto il mondo rallentano i ritmi e non si dedicano più al recupero di film più o meno dimenticati.

Sai che io sono completamente d’accordo, ma sempre più spesso mi rendo conto che molti cinefili (per non parlare di certi giovani filmmaker) hanno difficoltà a comprendere i concetti anche più basilari su cui si fonda il diritto d’autore. In aggiunta manca qualsiasi cognizione del lavoro svolto da cineteche, restauratori, distributori ed editori, come se appunto per riportare alla luce e far circolare un film non fossero necessari ingenti investimenti sia in termini economici che lavorativi. Se non si risolve questo problema di “scollamento” fra produttori e consumatori secondo me c’è davvero poco da sperare per qualsiasi realtà editoriale che cerchi di valorizzare il cinema del passato.

Premesso che sono totalmente d’accordo col tuo discorso, anche se mi sono stufato di discuterne coi paladini del tutto-gratis-tutto-subito, mi hai messo un dubbio: ma anche gli autori ricevono un compenso dalle edizioni homevideo? Ho sempre pensato che l’introito fosse tutto degli aventi diritto alla distribuzione…

Sì, lo ricevono in buona parte dei casi.
Ma, salvo rare eccezioni, si tratta davvero di un compenso minimo, pochi centesimi per ogni dvd venduto.

Io ho il timore che l’uso sconsiderato del filesharing ( soprattutto in una Paese cialtrone come il nostro) abbia portato all’inossidabile convinzione che i film si debbano vedere gratuitamente. Ormai emule e i film su youtube sono una fruizione abituale per molti utenti ed è difficile tornare indietro.

Quando leggo che se il film tal dei tali è stato editato in cento versioni home video e trasmesso mille volte in tv, allora è giusto metterlo gratis sulla rete, io resto basito. Davvero. Sarebbe come dire che se hai già comprato cento bottiglie di coca cola, allora le prossime saranno tutte gratis, tanto ormai sai che sapore ha.

Quando sono stato a Toronto, due anni fa, ho visto videonoleggi ancora molto attivi, ho conosciuto persone che hanno abbonamenti a canali web per vedersi film a pagamento. Così come in molti altre Nazioni si è conservata, anche se solo in parte, l’idea che per vedere film si debba pagare.

Qui da noi, ovviamente, siamo allo stato brado. E per il cinema non fa niente nessuno. Mentre la Rai, se provi a mettere sintesi delle partite di calcio sul tubo, ti cazzia.

La cosa più grottesca, dal mio punto di vista, sono quelli che caricano su youtube un film, o una puntata di un programma televisivo ma ci aggiungono un loro logo. Una cosa tipo RIPPED BY EUFEMIO87.

Questo permette loro di scrivere poi nella descrizione “Vietato copiare o scaricare”… cioè diventano LORO i proprietari del video. Incredibile.

in generale tutti i gruppi sul social che parlano di cinema andrebbero abbandonati, io mi sono cancellato da innumerevoli in quanto sono spesso raduni di fanboy senior con cui poter disquisire in maniera critica è impossibile.

Il gruppo sul poliziottesco l’ho lasciato ad esempio “perchè qualcuno non gradiva il linguaggio scurrile” ed io avevo postato una battuta tratta da “il giocattolo” che conteneva la parola “cazzo”.

Tornando al topic in senso più stretto, è innegabile che ci sia tutta una parte del paese che crede che il tutto gratis sia un diritto sacrosanto ignorando che così facendo tolgono risorse e in un futuro prossimo di produzioni non c’è ne saranno più.
Il punto è che per molti chi produce e distribuisce un DVD è un’entità astratta e non si pongono mai il problema che scaricando illegalmente si danneggia anche tutto l’indotto legato a queste realtà.

Il discorso sarebbe molto più ampio e si dovrebbe tirare in ballo il decadimento antropologico di questo paese…

Per me invece è una cosa che sanno benissimo, solo che a loro non gliene frega nulla. E pur di continuare a scroccare e a sentirsi nel giusto cercano tutte le scuse possibile, magari anche credendoci come il cretinissimo grillino del post che ho incollato prima.

Io penso che un buon 95% di quanti guardano film a scrocco, nei vari modi concessi dalla rete, non comprerebbero comunque gli stessi prodotti in dvd o bray, neanche nel caso non esistesse la rete e fosse l’unico modo per procurarselo. Semplicemente guarderebbero meno film.
L’unica forma di distribuzione che ha senso oggi, al di fuori della cerchia più o meno larga degli appassionati/collezionisti, è il digital delivery a prezzi umani. Ovviamente imho.

alla fine comunque youtube non risarcisce con un forfait le case per eventuali violazioni? Come funzione esattamente il balzello per la copia illegale?

Voglio però affermare che alcune volte anch’io mi sono goduto qualche film caricato sul tubo, film che credo non usciranno mai.

Non so bene come funzionino le cose, posso però dirti che tutte le volte che ho trovato su youtube materiale sul quale avevo i diritti ho fatto la segnalazione e la rimozione dei video è avvenuta in tempi brevi.

lo trovo tenderly perchè a mio modesto avviso è più facile che uno si guarda un film su youtube e poi se passa in tv o si trova un dvd da qualche parte se lo compra piuttosto che uno viene a sapere che esiste Napoli violenta, non lo trova su youtube e allora si compra il dvd

parere personale eh

che comunque è tutt’altra cosa che dire siccome un film ha già avuto tutte le possibili edizioni in dvd ed è passato in tv millemila volte allora deve essere di pubblico dominio e deve essere su youtube e ognuno ci deve poter fare quello che vuole

ma dirò di più e questo di più mi ricordo di averlo detto anche al diretto interessato quando s’era amiconi

la prima massiccia forma di pirateria tricolore è stata ovviamente i passaggi selvaggi sulle tv private a inizio anni 80 (per me basta che mettete su Vero Capri verso mezzanotte continuano poi) di molti film che non avevano nessun tipo di diritto di trasmettere

Lenzi è convinto che questa mossa gli abbia fatto perdere montagne di soldi, io non sono esattamente di questo parere

penso piuttosto che sia stato un momento fondamentale per fare sì che una generazione tipo la mia scoprisse che c’erano anche questi film, ed è la stessa generazione che ne ha mantenuto la memoria e 20 anni dopo li ha fatti uscire in dvd, li guarda quando passano in tv facendo odiens e permettendo quindi ulteriori passaggi

forse è solo un caso perchè erano tutti capolavori immortali che sarebbero riusciti a prescindere o forse no

ma se ci pensate bene altri generi che non hanno avuto lo stesso trattamento, perchè non c’erano molte edizoni home video da mandare senza autorizzazione, successivamente non hanno avuto la stessa fortuna

alla fine comunque youtube non risarcisce con un forfait le case per eventuali violazioni?
In linea di massima no, anche se ci sono vari strumenti che permettono a un avente diritto di salvaguardare, entro certi limiti, i propri contenuti. Per esempio, come fanno le major americane, un editore può caricare per intero su youtube tutti i propri film, senza però renderli disponibile per la visione pubblica. In questo modo il motore di ricerca di youtube utilizzerà questo archivio on-line per individuare in automatico eventuali corrispondenze con altri caricamenti pirata, permettendo all’avente diritto di far rimuovere i video non autorizzati. Il tutto, in ogni caso, è complicato da meccanismi legali non sempre trasparentissimi, specie se i film sono stati caricati all’estero. E comunque, per una piccola società è davvero difficile utilizzare questi strumenti in maniera efficace, perché di fatto ci vorrebbe un dipendente che si occupasse soltanto di questo a tempo pieno…

Personalmente, concordo in toto sulle implicazioni diciamo “morali” del discorso di Brass, nel senso che ovviamente mettere film sul tubo, etc. (o dischi in share, per fare un altro esempio di industria che con questo problema ci convive maluccio) non è giusto per chi detiene i diritti d’autore, è detrimentale per chi di quel film vorrebbe farne un prodotto/un’edizione seria, etc. Tutto giustissimo, tutto condivisibile.

Però quello che secondo me ha centrato il punto è Lollauser: chi si accontenta di un film visto su youtube, è uno che il dvd non se lo sarebbe comprato mai, idem il bluray. Non è storia di oggi: negli anni '80 c’erano le audiocassette, chi tra voi non si è mai fatto duplicare un disco da un amico? Se poi piaceva, lo si comprava, o si cercava di farlo… se non piaceva, o non interessava più di tanto, no… e quanti amici avevamo con decine di audiocassette duplicate, e manco un disco in casa? Tanto non se li sarebbero comprati mai.

Oppure, vogliamo dirci che negli anni '90 nessuno di noi ha mai scambiato copie di film in VHS? Anche di cose circolanti e relativamente reperibili? Che so, i film di Hong Kong, quelli della Something Weird…

Senza contare che la filosofia del “tutto gratis” non l’ha certo inventata Beppe Grillo, il concetto di autoriduzione dei biglietti dei concerti (per fare un esempio che ha pure avuto un brutto strascico, ovvero quello di cancellare l’Italia per anni dalle mappe dei promoter esteri) e della musica gratuita arriva dai primissimi anni '70. Sono semplicemente cambiati i mezzi, ora è più facile portare avanti certe posizioni (sempre e comunque “di comodo”, a mio avviso, indipendentemente dall’ideologia di cui venivano ammantate) e lo scrocco è immediato e senza grossi rischi.

Questo per dire che in fondo questo problema c’è sempre stato, ora si è semplicemente, enormemente ingrandito per via della vastità di possibilità offerte dalla rete, e proprio per questo non vedo molto facile che la situazione possa rientrare o estinguersi, men che meno “con la forza”. Le realtà coinvolte devono semplicemente trovare un modo di fare di necessità virtù e adeguarsi senza smenarci troppo… se aspettiamo che la gente si convinca che il diritto d’autore è inalienabile e va retribuito, stiamo freschi…

E comunque non abbiamo ancora visto un cazzo: aspettate quando ci saranno in giro un bel po’ di generazioni di cosiddetti nativi digitali, ovvero quelli che sì hanno sempre potuto avere tutto gratis, poi vedrete che matte risate.