Il 28 marzo 1976 il Secondo canale nazionale (bisognerà aspettare lunedì il 5 aprile dello stesso anno per veder coniata la Rete 2) andava in onda il primo appuntamento con L’altra domenica, una trasmissione che ha cambiato per sempre il modo di fare televisione in Italia..
Anche se il “primo” aveva tradizionalmente un pubblico molto più ampio, L’altra domenica conquistò milioni di telespettatori.
La genesi dello show si deve a Maurizio Barendson, che affidò la conduzione e la direzione artistica a Renzo Arbore, supportato da Ugo Porcelli.
Sebbene la formula iniziale fosse stata pensata come un semplie contenitore per colmare i tempi morti delle prime dirette sportive, in poco tempo il programma diventò un laboratorio pieno di novità, che ruppe gli schemi rigidi della televisione pubblica degli anni Settanta cambiando per sempre il modo di fare “varietà” in Italia, fino alla sua chiusura nel maggio del 1979.
Prima del 1976, la domenica pomeriggio degli italiani era sinonimo di intrattenimento istituzionale e rassicurante.
La banda di Arbore diede una scossa radicale: un flusso continuo e imprevedibile di musica dal vivo, sketch comici surreali, reportage culturali e musicali e lanciò per la prima volta il quiz telefonici in diretta con il pubblico a casa, creando una fortissima interazione che congestionava regolarmente le linee dell’allora compagnia telefonica, la Sip.
Nato il programma in bianco e nero, passò già da settembre (con l’inizio della seconda edizione) alle trasmissioni sperimentali a colori, anticipando di fatto il via ufficiale del colore in Italia.
L’altra domenica andava in onda dallo Studio 1 di via Teulada a Roma, il più grande della sede.
Questo spazio era perfetto per ospitare la vivace orchestra, il pubblico e i tantissimi ospiti all’interno del programma.
Il merito più grande di Renzo Arbore è stato quello di scoprire e valorizzare una generazione di artisti allora sconosciuti, che oggi sono colonne della nostra cultura e comicità:
Roberto Benigni: nel ruolo di un bizzarro critico cinematografico, conquistò tutti con la sua comicità libera, popolare e travolgente.
Isabella Rossellini: come inviata da New York, faceva conoscere agli italiani la cultura moderna, la pop art e le nuove mode americane.
Andy Luotto e Mario Marenco : specialisti della comicità assurda. Luotto faceva finta di essere un bizzarro italo-americano, mentre Marenco inventava personaggi surreali.
Milly Carlucci e Silvia Annichiarico: facevano parte delle “ragazze parlanti”. Erano giovani donne spigliate e intelligenti: la “bionda” girava l’Italia per fare mini-reportage su eventi curiosi, fatti inconsueti, nuovi sport e spettacoli originali; la “milanese” invece faceva l’inviata speciale per gli eventi che si svolgevano in città oppure in altri posti nel Nord Italia. Entrò nel programma nella seconda stagione (tra il 1977 e il 1978) grazie a una segnalazione del giornalista Fabrizio Zampa.
In un’epoca televisiva dominata dal playback rigido, L’altra domenica impose l’obbligo della musica eseguita rigorosamente dal vivo. Sul palco del programma passarono giovanissimi artisti destinati al mondo delle sette note come Lucio Dalla, Paolo Conte, Fabrizio De André, Pino Daniele e un esordiente Vasco Rossi.
Per la sigla iniziale del programma fu scelta “All Nite Long” dei Ruben & The Jets, questo travolgente brano rock/R&B d’oltreoceano la band statunitense era fortemente legata all’immaginario di Frank Zappa, una scelta che rifletteva perfettamente la cultura e la sensibilità puramente “arboriana”
L’aspetto più irriverente dello show musicale era però affidato alle Sorelle Bandiera, un trio di attori cinematografici e teatrali che si esibivano in drag queen tra ironia e travestitismo camp.
Il brano “Fatti più in la” è stato il vero inno dello show.
Scritta da Adriano Fabi (in arte Cashin) e Roberto Conrado, fu introdotta come sigla di chiusura dell’ultima trionfale edizione (stagione 1978-1979). Con il suo ritmo ballabile, il testo ironico e il celebre ritornello, divenne un successo clamoroso e il brano simbolo in assoluto legato all’eredità delle Sorelle Bandiera.
E’ bello ricordare che le voci e i cori della canzone appartengono a Patrizia Neri, Isabella Sodani e Rita Chiarelli, meglio note come le Baba Yaga.
Questo di Arbore è stato il primo dei più grandi programmi che ha “inventato” regalando alla televisione italiana il valore del ritmo, dell’improvvisazione e del rispetto verso il telespettatore; senza queste sue intuizioni e quelle di Maurizio Barendson, la televisione di oggi e il modo moderno di fare intrattenimento non sarebbero mai esistiti.



