L'appartamento del 13º piano (Eloy de la Iglesia, 1972)

“Sembra” che qualcuno abbia la copia italiana ma sia difficile da riversare in quanto ci sono salti nella pellicola.
Ora mi chiedo, non si potrebbe, in tal caso, registrare il solo audio? Tanto un video su cui appiccicarci il doppiaggio esiste.
Non sono assolutamente un tecnico, e di queste cose non ci capisco poi molto, però ad occhio sembra una cosa fattibile.
E’ un film che da secoli si aspetta di visionare in italiano, sopratutto dopo che ne fu mostrato il trailer a Stracult.

A quanto pare il riversamento non sarebbe più necessario perchè qualcuno ha acquistato i relativi diritti, quindi uscirà in dvd il prossimo anno.

Speriamo di arrivarci al prossimo anno…
:-p

Uscito in DVD per Sinister, visto ieri sera. Buona qualità audio/ video, con le consuete falle nella traccia italiana e sottotitoli quando si passa alla lingua originale. Il film è davvero particolare, notevolmente realistico nel tracciare il profilo di un assassino che alla fine diventa tale per solitudine. Nerissimo e disperato, regala discreti pugni nello stomaco per l’epoca.

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Solito buonissimo thriller di De La Iglesia che con pochi mezzi confeziona un ottimo film che tiene incollati fino alla fine
Dopo El Techo de Cristal e Nadye oyo gritar mi aspettavo il colpo di scena finale, che purtroppo qui non arriva. Unica pecca del film

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Be’, non contava sul colpo di scena. A me piace molto il finale, con l’assassino che decide di costituirsi dopo aver realizzato che almeno un essere umano che tiene a lui e lo aiuterebbe l’ha incontrato. In sostanza ha ucciso per solitudine, eliminando quanti credeva lo amassero e invece erano pronti a sacrificarlo per non avere rogne. L’ho trovato assai realistico e sottilmente disturbante per questo, credo che un finale con sorpresa da film giallo in questo caso avrebbe stonato. Ovviamente punti di vista.

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si in effetti più che un giallo è proprio una storia di solitudine e di disperazione… in questo, cioè per essere una storia più “realista” che fantastica, il finale citato da Swat è probabilmente l’unica soluzione possibile

Mah,insomma. Il mezzo colpo di scena nel finale c’è (il giovane amico) e da lì si poteva a mio avviso trovare un finale maggiormente ad effetto

Eppure mi piace un sacco, il modo in cui si conclude. Triste, l’inevitabile conclusione di un dramma nerissimo che forse porterà all’espiazione, forse no. Quello che ho apprezzato è la similitudine fra i due protagonisti: uno ricco e l’altro povero, uno assassino e l’altro voyeur, entrambi soli ed emarginati e spinti proprio dalla solitudine a fare quel che fanno. Per questo si crea questo legame fra loro, al punto da diventare complicità.