Las orgías inconfesables de Emmanuelle (Jesús Franco, 1982)

In questo sequel di “Aberraciones sexuales de una mujer casada” (1980), Emmanuelle (Muriel Montossé) si riconcilia con il marito (Antonio Mayans), ma alla festa successiva si ubriaca e si spoglia davanti al pubblico in una discoteca. Lui decide quindi di abbandonare la moglie e di affogare i suoi dispiaceri con un’amante. Più tardi, sobria, Emmanuelle cerca di redimersi, ma il marito si rifiuta di perdonarla. Si reca quindi a trovarlo, viene violentata lungo il cammino da due delinquenti e si immerge in una vita di sesso sfrenato per cercare di dimenticarlo. Tutto questo è osservato e narrato dal Marchese di Altuna (Antonio Rebollo), un nobile spagnolo conservatore che afferma di provare disgusto per i costumi liberali delle coppie nel mondo moderno.

Il personaggio del Marchese di Altuna in Las orgías inconfesables de Emmanuelle (1982) può essere interpretato come veicolo della critica di Jesús Franco alle persistenti restrizioni morali conservatrici e cristiane che caratterizzavano la società spagnola durante la dittatura del generale Francisco Franco (1939-1975). Questa lettura si allinea perfettamente con i modelli più ampi dell’opera del regista, in cui l’erotismo fungeva spesso da strumento sovversivo contro la censura e la repressione, sebbene il film stesso fosse stato prodotto nell’era post-dittatura (“destape”), con restrizioni più flessibili e una maggiore apertura sessuale nel cinema spagnolo.

Il Marchese (interpretato da Antonio Rebollo) è sia il narratore che una figura centrale del film. La storia si svolge in modo non lineare durante la sua passeggiata quotidiana con il suo cane, Sultan, mentre riflette sui recenti incontri sessuali che coinvolgono lui stesso, la sua fidanzata spogliarellista (Asunción Calero) e l’irrequieta e sessualmente avventurosa Emmanuelle (Muriel Montossé). Queste scene includono scene esplicite di incontri lesbici, adulterio, uno stupro e altri atti erotici ambientati in pittoresche e splendide località spagnole come Almería e le Isole Baleari. Il Marchese inquadra la narrazione attraverso la sua lente aristocratica e giudicante: si riferisce ripetutamente alle donne come “putas” (prostitute) o “golfas” (puttane), considerandole come “proprietà” o “animali domestici” inferiori (anche al di sotto del suo fedele cane). Si dichiara orgogliosamente un “gentiluomo spagnolo”, incorporando usanze obsolete del XIX secolo in un contesto moderno.

Sotto la dittatura di Francisco Franco, la società spagnola era immersa nel cattolicesimo nazionale, che imponeva rigidi ruoli di genere, repressione sessuale e controllo patriarcale: le donne erano idealizzate come mogli e madri sottomesse, mentre il sesso prematrimoniale, l’adulterio e l’omosessualità erano tabù e spesso criminalizzati. Il Marchese incarna questo archetipo: un aristocratico illuso (una classe spesso allineata al regime) che si aggrappa a illusioni di decoro sessiste e di ispirazione cattolica, mentre si abbandona ipocritamente alla dissolutezza. La sua narrazione espone l’assurdità e la crudeltà di queste visioni: le donne esercitano l’autonomia sessuale (ad esempio, lo spogliarello impulsivo di Emmanuelle a una festa o i suoi incontri lesbici), ma lui le riduce a oggetti di disprezzo. Questo può essere visto come la satira di Franco sui doppi standard del regime, in cui gli uomini dell’élite imponevano codici morali alla società ma spesso li ignoravano in privato. L’uso ironico della musica (ad esempio, la canzone “Life is Shit” durante uno spogliarello) e degli oggetti (ad esempio, una scena in un museo delle cere con icone culturali come Don Chisciotte che supervisionano l’atto sessuale) rafforza ulteriormente l’artificiosità di queste facciate conservatrici.

In breve, questo è uno dei film più interessanti della filmografia di Franco, e non potevo non menzionare la presenza della meravigliosa attrice Carmen Carrión, che interpreta una delle amanti del Marchese.

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La foto qui sotto mostra apparentemente l’attrice spagnola Carmen Carrión nel film di Jess Franco “Las orgías inconfesables de Emmanuelle”. La mia copia del film non contiene questa scena. Qualcuno sa perché? Questa foto è davvero tratta dal film di Franco?

Ci sono su fb dei gruppi specializzati nell’identificazione dei caratteristi, prova a chiedere a loro, specificando che la foto la ritrae nel suo profilo migliore :joy:

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Il problema è che Facebook spesso censura foto come questa.