Le città di pianura (Francesco Sossai, 2025)

Simpatico road movie, racconta l’infinita giornata di due spiantati ubriaconi in giro per il Veneto di bar in bar, che ad un certo punto incontrano e coinvolgono nel loro peregrinare un giovane meridionale, studente di architettura.

Niente di speciale a livello tecnico o di intreccio, 100 minuti che volano senza accorgersene. Molto divertente, a maggior ragione vedendolo da local e conoscendo bene posti e situazioni descritte.
I personaggi del “Veneto che produce” ci sono tutti: l’operaio pensionato svuotato dell’identità dopo decenni nella stessa azienda, l’imprenditore finto padre di famiglia, il conte di sto cazzo…ma sono tutti di contorno, il film marcia sui tre protagonisti, soprattutto sulla gran prova di Sergio Romano nel ruolo di Carlobianchi.
Delusione invece Capovilla (personaggio che in generale mi lascia indifferente). Qui aveva tutte le carte in regola per dare una gran prova, fisique du role compreso essendo sfattissimo e panzone, ma a me è risultato troppo impostato: penso non volutamente, è proprio il suo tono di voce usuale che sembra poco naturale, in più il fatto di parlare poco dialetto rispetto a Sergio Romani penalizza il personaggio…peccato, l’ho visto proprio forzato, poco accoppiato col suo partner scenico.

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A differenza di @Herr_Bitch ho apprezzato parecchio Capovilla. E’ semplicemente perfetto. Più reale del king direi. Concordo sul Carlobianchi di Romano. A me Sossai piace, una bella ventata sul nostro Cinema. L’infinito bicchiere della staffa.

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io l’ho apprezzato molto decadente romantico ironico sarcastico come raramente il cinema italiano sa’ essere il giusto mix i 3 protagonisti perfetti

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