Non poteva mancare nel nostro infinito elenco di pellicole a luci rosse il titolo migliore della vasta serie firmata Lucky Faar Delly, una decina di film messi su da Franco Lo Cascio sostenuto a livello produttivo e a volte anche tecnico da Aristide Massaccesi. Proprio Jacques Zimmer su Le cinéma X è convinto che a riprendere fisicamente questo LE DUE… BOCCHE DI MARINA sia stata la mano di Joe D’Amato. Potrebbe essere, magari la sinistra.
Anche il navigato Sharon notò subitaneamente l’inconsueta (nel porno) qualità della fotografia, delle immagini, dei primi piani, lodandolo con foga su Video X. E non soddisfatto gli tributò anche un oscar - anzi per la precisione un “oxcar” - sul numero 1 di X Eros in Video, riconoscimento quanto mai raro nei confronti di un prodotto italiano. Ma in effetti tutta la stampa (di settore e non) guarda al film con ammirazione: fra i giornaletti “sporchi” è di casa a più riprese nel popolare Turbo, Hard Movie consiglia caldamente la visione e l’acquisto e Turbo Ciak lo eleva a cine-romanzo, L’Espresso ne vanta invece il successo riscontrato all’estero. A più voci infatti la critica spagnola esalta l’originalità dell’insieme, soprattutto la presenza del transessuale e di rapporti omosex ancora poco praticati. Il giudizio dell’osservatore francese (Erotic Bazar) è “Ottimo”.
L’intitolazione è a dire il vero azzeccata, stuzzica la fantasia, nasconde il giochetto del far uscire due pellicole dal medesimo incipit nel nome con un solo visto (questo e LE DUE… GRANDI LABBRA), trova persino riscontro in una dinamica del film - incredibile! Cosa volete di più?! - e poi la trama è avvincente, la realtà chiama e il cinema risponde, stavolta non sono le solite panzane raccontate senza malizia, si trae ispirazione da un vero fatto di cronaca dell’estate 1970. Lì era il marchese Casati Stampa che qui diviene Villati (Bruno Alias), spinge la moglie Jasmine (Marina) a lanciarsi in giochi erotici sempre più spregiudicati: prima con la cameriera, poi la inserisce in torbidi intrecci oggi con un trans professionista dell’amore e domani col giardiniere, infine la costringe a rimorchiare uno sconosciuto buttandola nel bel mezzo di un’orgia bisessuale dove la ciliegina sulla torta è contemplata proprio nel titolo, sul DizionHard viene apprezzata questa “varietà di scene”. Ma dagli e dagli la situazione sfugge di mano al vizioso marchese e il film si chiude tragicamente.
Non vado pazzo per il genere dramma-erotico dove le musiche sono spesso stucchevoli sebbene coerenti con la narrazione, qui non si fa eccezione ma oltre alla volontà di giustificare le scene porno sconfinando arditamente nella psicologia ci si slancia addirittura nel tentativo non dico di ammonire ma almeno far riflettere con un finale che definisce norme e principi della condotta umana in relazione al bene e al male. E non con la solita orgia.
Altro che favoletta… questo è un film d’attualità, non è un pornaccio “cazzofigaculotette”, risalta la cura delle regole elementari del cinema, come altri titoli della serie è caratterizzato da uno stile connotato da una lentezza che però stavolta non annoia. Marina impareggiabile offre le prestazioni più spinte e sa mettersi in moto con scioltezza davanti alla macchina da presa, attrice in grado di procedere col coltello fra i denti nelle scene spinte e pornostar capace di muoversi con disinvoltura nelle parti dialogate, chi poteva sostituirla in siffatto ruolo?
Personalmente ho apprezzato molto e seguito con trepidazione e coinvolgimento tutta la sequenza in cui abborda Gramignano per strada, se lo porta a casa, gli si concede generosamente (primo e secondo canale) sacrificandosi per compiacere il marito che li spia dietro la porta.
A voler essere pignoli si può riscontrare una sola negligenza: da oculato economo Lo Cascio come per ogni film della serie Fardelli risparmia sugli affissi… e commissionalo un bel disegno almeno per il Wittelsbach-Graff della parure!
“Molto gettonato” (Dizionario dei film italiani stracult), Giusti non sbaglia, venne meritatamente proposto e riproposto a tutto spiano in VHS, vanta edizione video per il mercato iberico doppiato in lingua spagnola e opportuna postuma incisione su DVD.
Ah! Domanda tecnico-statistica che rivolgo agli specialisti: è fumo da reclame o è davvero “il primo film bisex italiano” come stamburato sulla cover del DVD?


