Le notti del cinema: un romanzo di Domenico Paolella, 1960

Fino a pochi minuti fa neanche sapevo che Paolella aveva scritto un romanzo. Complice il prezzo bassissimo, 40 centesimi, e il titolo l’ho preso al volo. Poi vi farò sapere.

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WOW: la copertina promette notti movimentate! La storia é ambientata a Roma?

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Sì. Si svolge nel 1956 ed è la storia di quello che è un attore fallito, tale Livio, di 45 anni (uno dei suoi ricordi è quello di aver fatto la comparsa in Scipione l’africano cercando di mettersi in vista niente meno che verso Mussolini). Sono alle prime pagine ma è già interessante per come descrive il sottobosco di comparse e generici. Ah, già nel 1956 il cinema italiano era in crisi. A quanto pare il cinema italiano è stato sempre in crisi.

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10 messaggi sono stati spostati in un nuovo Argomento: Registi, attori, cineasti in camicia nera

Vi tengo aggiornati sugli sviluppi del romanzo. Oltre al Livio ci sono anche altri personaggi sebbene lui ogni tot torna. Riguardo la crisi del 1956 c’è da ricordare che in quell’anno funesto fallirono la Minerva, la Diana, la Excelsa e l’ENIC oltre che innumerevoli case minori a Roma e altrove. Nel romanzo inoltre si ricorda il tragico incendio della Minerva scoppiato alle 18:30 del 14 maggio 1947 in cui nel palazzo di Via Palestro 45 perirono 30 persone.

Nel filmato si parla di 25 persone morte.

Qui sotto il passaggio del romanzo in cui si racconta la tragedia:




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Chiedo: è fuori catalogo immagino… o si trova ?

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C’è questa copia a 7€. Non credo che abbiano fatto ristampe. Dai due risvolti della sovraccopertina sappiamo che questo fu il secondo romanzo di Paolella. Il primo si intitola Le italiane furiose e c’è n’è anche un terzo: Le ossa di zucchero del 1973. Non è detto che non ce ne siano altri.

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Paolella ne ha scritti diversi di libri, io ho ad esempio AIDS, scritto con Willy Molco, che è uno pseudo saggio scientifico romanzato.

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Finito! Come ho scritto in precedenza è una storia di falliti un po’ per sfortuna e un po’ per volontà (fanno progetti assurdi che non potranno mai andare in porto tipo andare a girare un film in India). Gli unici due personaggi con un po’ di sale in zucca sono il neo diplomato regista al CSC Toni, che grazie alla sua bella voce non troverà ruoli da attore ma da annunciatore alla stazione Termini, e una giovane attrice torinese, Lea già protagonista di un pessimo film di cui si vergogna, Il destino ci sorride, girato nella sua città rimasto in cartellone un solo giorno e che alla fine deciderà di tornare a Torino. L’unica che riuscirà a combinare qualcosa, soprattutto grazie al suo fisico da maggiorata, è Gisa Migliavazza che non si vuole cambiare il cognome perché giustamente pensa che se ce l’ha fatta la Lollobrigida ce la può fare anche lei. Solo che per un po’ di celebrità si è dovuta concedere e si capisce che i film che fa comunque sono di quart’ordine.

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