L'étrange couleur des larmes de ton corps - Lacrime di Sangue (Hélène Cattet, Bruno Forzani, 2013)

Visto qualche tempo fa. Un omaggio “alla francese” assieme alla sorella Amer (sempre degli stessi registi) al cinema thriller italiano dei ‘70.
Comincio col dire che l’idea di partenza è accattivante. Un condominio. Una donna scomparsa. Un poliziotto e gli incubi del protagonista. Molte riprese ricordano la “meccanica” tipica di quell’epoca, come lo zoom improvviso o i silenzi quasi grotteschi. Musiche ripescate qui e là nell’immaginario musicale dei maestri di quel decennio (un esempio è Nico Fidenco con una sua track emanuelliana). Colori vivaci e momenti onirici. Fin qui tutto bene. Ma verso metà dell’opera, a mio avviso, la pellicola comincia a perdersi sciorinando sempre più in un territorio lynchiano e cadendo un po’ in confusione. Troppa autorialità, seppur alcune scene sono esteticamente artistiche e interessanti a livello sperimentale.
Peccato perché la pellicola si lascia vedere ma quando punta su terreni troppo intellegibili perde la sua sostanza primaria, quella dell’omaggio al genere thrilling.

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