Lo Scippo (Nando Cicero, 1965)

È l’esordio alla regia di Nando Cicero. Il Direttore della fotografia è un giovane Joe D’Amato. Ha anche un cast interessate, con nomi importanti.
C’è però un problema: è introvabile.
Qualcuno per caso lo ha visto?

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Lo conosco solo di nome. Nomi importanti, è vero. Ferrari, Salerno addirittura Ferzetti. E poi Didi Perego, Fiorenzo Fiorentini, Valeria Valeri e Mario Pisu. E Annette Stroyberg.

Si trova solo l’inizio

È sempre quello che cerca di venderseli su YouTube.

Sul mulo sembrava ci fosse, invece era un film omonimo del 2001.

Mi avete intrigato e sono andato a recuperarlo, è stato davvero una piacevole scoperta.

Si tratta di una sofisticata commedia degli equivoci, tutto ruota intorno ad uno scippo che dà il via ad una serie infinita di complicanze e situazioni inattese, tra industriali corrotti, mariti cornuti, scippatori scalognati, falsari maldestri, impiegati di banca truffaldini, impiegate disoneste, poliziotti inefficienti e chi più ne ha più ne metta. Una sceneggiatura scritta in modo perfetto, intelligente, sagace, sofisticata ma al contempo semplice da seguire e di immediata fruizione. Diversi passaggi mi hanno fatto ridere di gusto, è un piacere osservare questo gioiellino di meccanismo comico funzionare alla perfezione senza mai perdere un colpo.

Una domanda sorge spontanea: ma com’è possibile che tanti autori che muovevano negli anni '60 i primi passi nel modo del cinema con esiti così felici (in questo film ad esempio sono coinvolti a vario titolo Cicero, Fidani e Massaccesi) si siano ritrovato nel decennio successivo a girare scalcinati b-movies? Va bene, il sistema produttivo è cambiato, i budget saranno stati diversi, ma non mi capacito che l’estro e la raffinatezza che gli stessi autori dimostravano da giovani si siano talmente annacquate strada facendo. Probabilmente le competenze e le capacità c’erano ancora anche negli anni '70 ma mancava forse la possibilità (e, azzardo, in certe occasioni anche la voglia) di impegnarsi per tirare fuori un prodotto dagli esiti artistici discreti, e gli autori erano costretti a girare in fretta e furia in pochissimo tempo i famosi film di carattere alimentare, in cui le velleità artistiche non potevano andar più di pari passo con le esigenze commerciali.
Anzi, riflettendoci su penso proprio che fosse una questione di tempo che si poteva dedicare alla progettazione ed alla realizzazione del film, oltre che alla ristrettezze produttive imposte dal basso budget.

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Del resto Cicero aveva come maestri Rosi e Visconti poi si è dopo qualche buon film buttato via , ma la stoffa c’era secondo me.
Dei tre stakanovisti del genere (Laurenti e Tarantini) era il meno prolifico e probabilmente il più anarchico e inventivo.

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