Luton [Michalis Konstantatos, 2013]

Sull’onda della new wave greca questo debutto di Konstantatos ruota attorno a tre figure apparentemente non legate tra di loro. Una ragazza di circa 30 anni, un signore che potrebbe avere 45/50 anni ed un ragazzo che frequenta il liceo e dovrebbe avere quindi 16/17 anni. Non ci sono informazioni precise, tutto è flebile e senza appigli sicuri. La loro vita prosegue con infinita noia e senza particolari eventi, anche se la ragazza ha una vita sociale più attiva si nota un disagio esistenziale piuttosto marcato, la scena del bagno in discoteca ed una latente ninfomania sono il segno di uno squilibrio psicologico.

Anche per gli altri ci sono i segni di un’incapacità che sfociano in sequenze squallide, il pranzo domenicale, la partita a tennis, il triste regalo di compleanno.

Un ritratto impietoso di più classi sociali della Grecia post-crisi sotto l’occhio di una regia fredda e glaciale ed una fotografia spenta ed esageratamente bianca. Un cammino lento, forse noioso ma la sua struttura sarà il castello per qualcosa di ben più grande e scomodo, un finale che ti prende a schiaffi dopo averti reso inerme ed indifeso, davvero uno di quei pugni allo stomaco ben assestati e violenti.

Davvero un gran film, costruito con intelligenza per creare curiosità, tensione, una sfera emotiva su vari fronti e poi preparare un piatto forte ed inaspettato.

Disponibile in un DVD greco con sottotitoli inglesi.