Matteo Di Giulio - "La Milano d'acqua e sabbia"

Quello di Matteo Di Giulio è un nome che non suona di certo nuovo agli appassionati di cinema di genere… attivo in tempi non sospetti sia nel newsgroup ICH che con il sito internet Solange Cinema, si è poi dedicato anima e corpo al cinema orientale aprendo il sito Hong Kong Express, collaborando con varie riviste e scrivendo saggi sul cinema. Insomma, è uno che non sta mai con le mani in mano.

Oltre a questo, Matteo è sempre stato uno a cui piace leggere romanzi (ne approfitto per ringraziarlo pubblicamente: devo a lui la mia passione per Joe Lansdale), per cui non mi ha stupito poi più di tanto vederlo cimentarsi con la scrittura di un noir, genere che lo ha sempre interessato.

Per essere un romanzo d’esordio, questo “La Milano d’acqua e sabbia” scorre proprio bene. Matteo dimostra di aver ben presenti le basi del mestiere, e anche se non si può considerarlo esente da difetti (il problema principale che ho riscontrato è che la prima parte del romanzo risulta un po’ appesantita, a differenza degli ultimi capitoli, che invece scorrono via molto più agilmente) il libro riesce comunque a catturare e coinvolgere il lettore. La violenza è ben dosata e non eccessiva, e non mancano i colpi di scena, anche se a volte sono un po’ telefonati.

Una menzione particolare la meritano sia i personaggi, quasi tutti molto ben caratterizzati, che la tematica che fa da sfondo al disegno criminale. Ho sempre apprezzato il noir che si fa veicolo di denuncia, ed è bello vedere un altro scrittore che segue questa linea, per di più toccando un argomento tutt’altro che scontato.

A questo punto ho notevoli aspettative per il prossimo romanzo di Matteo… con un esordio come questo, il prossimo potrebbe già essere il libro della maturità.