Memoirs of an Invisible Man - Avventure di un uomo invisibile (John Carpenter, 1992)

Tutto sommato io l’ho sempre guardato abbastanza volentieri; questo grazie soprattutto al mestiere degli attori (Chase e Neill, su tutti) più che per la storia in sé e per i fantastici effetti speciali (posso esser smentito, ma per essere il 1992 sono piuttosto avanzati). Tempo fa iniziai a leggere il libro da cui è tratto, ma lo abbandonai per altre letture (anche se conto di riprendere a leggerlo). Per mr. H.F. Saint (l’autore del romanzo), questo libro è stata la sua gallina dalle uova d’oro: venduti i diritti per 1.35 milioni di $$, ha smesso di scrivere e s’è sistemato a vita. Roba da one-hit wonder.

Benissimo! Ci ho messo 7 anni ma alla fine sono riuscito a leggere l’opera omnia di H.F. Saint! Questo grazie anche allo stimolo subdolamente incessante di Pluto tv, che trasmette questo film a ritmo piuttosto continuato (e che quindi ho avuto modo di rivedere un bel po’ di volte in questi ultimi mesi).

Le differenze tra libro e film sono veramente tante. Riguardo al film, continuo a pensarlo un discreto prodotto graziato soprattutto da alcuni attori e dagli effetti speciali; ma la trama resta comunque convenzionale e soprattutto rende appena superficialmente che razza di vita possa vivere un uomo invisibile. Ad onor del vero -volendo- ci sarebbe materiale per una mini-serie piuttosto che di un singolo film.

Il libro, invece, affronta in maniera esaustiva ed estenuante tutte le difficoltà quotidiane che l’invisibilità porta con sé. È un patchwork curioso, a volte, perché l’autore alterna i momenti di azione a paginate di vita quotidiana, soffermandosi in considerazioni che possono sembrare banali ma che ovviamente -data la nuova natura del protagonista- portano a riconsiderare molte abitudini e gestualità che le persone compiono nel routinario visibile.
Altra nota curiosa, dovuta anche al fatto che l’autore conosce bene quel mondo, è il considerevole utilizzo del mercato azionistico (e del suo linguaggio) all’interno della trama. Questo (nel film), è un tema che resta gettato un po’ lì, tra i sogni di Chase, mentre nel libro assume un rilievo davvero significante.

Ultima considerazione: l’autore del libro, come il protagonista del suo racconto, è diventato anch’esso un “uomo invisibile”. Non ha più dato alle stampe altri scritti. Tutto sommato dispiace, perché secondo me un po’ di talento lo aveva.

Di séguito elencherò più o meno le grandi differenze (o quelle che mi sono rimaste in mente):

  • Nick arriva alla conferenza della Magnosopic insieme ad una giornalista (con cui è stato a letto) ed un gruppetto di contestatori (tipo quelli di oggi che protestano per il clima) che vogliono mettere in atto una dimostrazione contro i presunti rischi radioattivi nei laboratori dell’azienda. Nick non si risparmia dal prenderli per il culo. Inoltre, per mia gioia, il leader dei manifestanti muore insieme al Dr. Wachs e non è una tazza di caffè a provocare la reazione che porterà all’invisibilità.

  • le circostanze che portano Nick a restare dentro all’edificio sono un po’ più elaborate ma il fatto più affascinante (meglio del film, per me) è che lui quando si risveglia si trova in un immobile che è già completamente invisibile. Quindi, appena apre gli occhi è spaventato a morte perché sotto di lui non c’è nulla e pensa di essere sospeso per aria ed appeso a qualcosa che gli impedisce di cascare nel vuoto.
    Il film taglia abbastanza velocemente lo scenario dell’immediato post-incidente (lui scappa approfittando del caos quando l’edificio diventa totalmente invisibile) laddove nel libro la situazione va avanti per parecchio: ha una collutazione con gli uomini di Jenkins (ad uno gli spara con una pistola diventata anch’essa invisibile), ha una lunga conversazione con Jenkins, torna nel fabbricato per cercare di raccogliere più oggetti invisibili che riesce a trovare e che possano tornargli utili, accatasta dei tavoli e delle sedi per salire oltre le barricate create dagli uomini di Jenkins, ruba il furgone dei contestatori e riesce a guidare fino a casa, di notte…insomma, è una cosa abbastanza lunga)

  • quando viene braccato a casa sua e riesce a scappare, Nick decide di infilarsi in un Club piuttosto enorme e lì, la notte, vaga per l’edificio cercando da mangiare, lavandosi e praticando pure del nuoto in piscina. Scopre che la luce del sole velocizza la scomparsa del cibo dal suo stomaco (altrimenti visibile), quindi inizia a prender nota dei cibi più digeribili e si rende conto che per la sua sicurezza è più conveniente mangiare la notte, quando nessuno può vederlo. Praticamente mangia una volta al giorno, quando gli va bene.
    Poi, dopo diverse settimane di questa vita, riappaiono gli uomini di Jenkins che iniziano a perlustrare ogni Club di NY e che portano Nick a vivere entrando e stazionando per 2-3 giorni negli appartamenti lasciati momentaneamente vuoti dai proprietari (poi verrà accerchiato anche in questo caso dal meticoloso lavoro di Jenkins ma anche per colpa di suoi sbagli grossolani).

  • in un appartemento (dove riesce a stazionare per circa 10 giorni), fa un po’ come il Dufresne de “le ali della libertà”: riesce a crearsi, tramite telefono, una nuova identità ed un conto in banca, così da poter fare il Gordon Gekko della situazione. Riesce a guadagnare parecchi soldi nel mercato azionario sfruttando la possibilità di carpire notizie negli uffici (obiettivo è comprarsi una casa al sicuro da tutti). A questo punto del libro pare di leggere scampoli di “wall street” o “una poltrona per 2” (sul lato finanziario, ovviamente).

  • la casa al mare degli amici esiste ma non ha un ruolo importante nel libro. Non è il rifugio di Nick, non ci saranno amici che arriveranno all’improvviso. Alcuni episodi che accadono lì dentro accadono nell’appartamento di Nick (ordine telefonico di cibarie e consegna da parte del fattorino).

  • Nick si maschera da uomo invisibile come Claude Rains in occasione della festa di Halloween

  • Nick telefona di tanto in tanto a Jenkins (persona sempre in controllo di sé, con linea telefonica dedicata a Nick), col continuo rischio di venire rintracciato e catturato. Riesce anche (come nel film) ad entrare nella loro sede operativa per ascoltare le loro conversazioni e distruggere le altre uniche prove dell’esistenza dell’incidente alla Magnoscopic (per incasinare Jenkins che è alle strette per l’enorme quantità di denaro che sta spendendo nell’operazione).

  • Nick si imbuca in un’altra festa e lì s’invaghisce di una tizia (Alice) curiosa che crede ai fantasmi. Lui prende la palla al balzo e si manifesta a lei, che se lo porta a casa convinta che egli sia un fantasma (con lui divorato dal fatto che non vuole raccontarle la verità oltre alla convenienza di poter alloggiare d’inverno al coperto in una casa dove non verrà individuato per un po’ di tempo).

  • Non c’è nessun “scontro finale”. Praticamente, Jenkins & soci (dopo investigazioni interne sul suo operato) vengono tutti riassegnati ad altri incarichi e Nick continua a vivere con Alice, che vorrebbe sposarlo.

Ci sarebbero molte altre differenze (Nick scappa da un gruppo di ragazzetti che l’hanno scoperto -causa pioggia improvvisa-, mentre gironzola per Central Park; ad un’altra festa riesce a far sesso con una tizia un po’ alticcia ma viene scoperto ed alla tizia viene quasi una crisi isterica…) ma elencarle tutte credo sia tedioso perché insomma s’è capìto che il film sia una sbiadita trasposizione del libro.

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Sempre interessanti i tuoi paragoni tra romanzi e film, anche e soprattutto se si tratta di romanzi che forse non leggerò mai…
Grazie! :wink: