[mostra] I manifesti cecoslovacchi per i nostri film

40 anni di poster italiani in Cecoslovacchia

‘Il Gattopardo’ di Visconti diventava ‘Cepard’; ‘L’Avventura’ di Antonioni ‘Dobrodruzstvi’; ‘Lo sceicco bianco’ di Fellini ‘Bily Sejk’. Ecco i capolavori anni Sessanta del cinema italiano esportati in Cecoslovacchia. Fino al 15 novembre al Castello di Rivara (in provincia di Torino) la mostra ‘Flashback - manifesti cinematografici italiani realizzati in Cecoslovacchia tra il 1959 e il 1989’
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In quegli anni la censura del regime faceva passare più facilmente i film italiani piuttosto che quelli di Hollywood nei cinema cecoslovacchi e così le nostre Sophia Loren, Anna Magnani, Monica Vitti diventavano star con Sordi, Mastroianni e Totò al di là della cortina di ferro

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uno tra i più belli è quello di “Gente di rispetto”.
se riesco a trovarlo lo posto.

EDIT: ah, no. è polacco. li morté! :frowning:

però manco i polacchi scherzano:
http://www.poster.com.pl/movie-italian.htm
http://www.poster.com.pl/movie-italian-2.htm
http://www.poster.com.pl/fellini.htm

Alcuni sono spettacolari!
Ma qual’è il motivo della scelta di questo stile, totalmente differente rispetto ai canoni occidentali?

Li trovo orribili. Non c’entrano assolutamente nulla con i film che pubblicizzano.
Forse li capirei per alcuni film d’autore ma per quelli di genere no. Sono penalizzanti.

scusa, ma quale film di genere (tranne Taxi Girl) hai visto in quella galleria di immagini?
e poi che “non c’entrano assolutamente nulla con i film” lo dici tu.
poi se vogliamo paragonarle alle locandine dei film di genere italiane, che spesso non centrano veramente un cazzo coi film che rappresentano e che seguono quasi sempre lo stesso layout da “cinema duse”, si può fare la stessa obiezione a quelle italiche.

Io li trovo molto belli, magari non li userei per pubblicizzare un film perchè troppo ermetici e non adatti a fini promozionali. Quello di “Cristo si è fermato ad Eboli” è molto bello (Anche Mamma Roma e 8 e mezzo) e mi convince ancor di più che Volontè avrebbe dovuto interpretrare Celine in un ipotetico film

Questo è il tuo parere, quello il mio.

Io li trovo molto affascinanti. C’entrano un cazzo coi film, ma sono molto belli secondo me…

e certo che quello è il parere mio e quello il tuo, però voglio dire che il discorso del “centrano un cazzo col film” si può fare allo stesso modo sui manifesti made in italy.

ma come dicevo prima è una questione sostanzialmente di stili e di abitudini nazionali

faccio per dire il formato della locandina esiste che io sappia solo in italia, perchè ad esempio si è arrivati a questo intrigante ma stronzissimo formato mi incuriosisce ma non lo so, fatto sta che da quando c’è i primi disegnatori si sono trovati a doverci mettere dentro un’immagine che potesse invogliare la gente ad andare a vedere il film corredandolo di tutte le informazioni sul cast perchè evidentemente allo spettatore italiano interessa, mentre all’estero per quello che ne so io sono cose di importanza molto più marginale giacchè generalmente vengono riportati solo il regista e pochi attori principali… chi è venuto dopo giocoforza si è accodato a uno standard funzionale oramai accettato e basta

d’altra parte anche durante gli anni d’oro di carosello si registravano ‘corti’ che talvolta non c’entravano assolutamente niente col prodotto in vendita

Non direi. Italia a mano armata (per fare un esempio) ritrae un commissario di polizia che punta una pistola verso un malvivente. Il messaggio è : guarderai un film d’azione dove un commissario s’incazza e spara ai criminali.
Un manifesto cecoslovacco che riporta una quercia con due occhi o una donna con una finestra sulla schiena (come per Gente di rispetto) non mi evoca gli stessi sentimenti.
Poi, ripeto, ognuno ha i suoi gusti e le sue idee.

Bboni… state bbboni!!!

Ovviamente tutte le cose sono come il pesce ratto, che come diceva Filini-Gigi Reder (come voi ben sapete), “può piacere e non piacere” :smiley:
Secondo me i poster cecoslovacchi (e probabilmente ancora di più quelli polacchi) hanno un fascino indubbio e gli artisti che hanno prodotto i cartelloni per i loro (e anche per i nostri) film sono tutti molto bravi…
il fatto è che cmq bisogna contestualizzare sempre… come sapete tutti la grafica dei paesi dell’est, anche negli anni '60 e '70, discende in maniera diretta dalla cartellonistica sovietica cubofuturista, suprematista e costruttivista… di conseguenza il collage è una delle forme artistiche più usate dai loro artisti… che, essendo proprio ‘artisti’, non si limitavano meramente a riassumere nel loro cartellone i contenuti e la trama del film ma spesso (non sempre ovviamente) reinterpretavano il cartellone a modo loro rendendolo di fatto una creazione artistica autonoma, fruibile anche se svincolata dal film che doveva rappresentare…
al contrario la nostra cartellonistica ha ascendenze più ‘rinascimentali’ o ‘liberty’ (uno dei periodi d’oro delle nostri arti decorative): pensiamo alla pittoricità dei poster dei due triestini ‘mittle-europei’ Leopoldo Metlicovitz e Marcello Dudovich, che hanno profondamente influenzato tutta la cartellonistica pubblicitaria e cinematografica pre e post fascista… del resto il manifesto di Metlicovitz per Cabiria di Giovanni Pastrone rimane una pietra miliare del poster cinematografico italiano

bho secondo me quelli italiani sono imbattibili w il fumetto!!
(pero’ non m’intendo) sono daccordo con scerbanenco…:slight_smile:

Il punto, caro Steed, non è l’indubbio valore artistico della cartellonistica in sè. Parlo piuttosto dell’efficacia che una pubblicità (di questo stiamo parlando) riscontra presso il pubblico. Dal mio punto di vista, contestabile quanto vogliamo ma pur sempre personale, una grafica di stampo fumettistico avvicina maggiormente il pubblico al prodotto per il quale deve pagare.

Ovviamente su questo punto sono d’accordo con te… ma su questo thread alla fine si dava un giudizio prevalentemente estetico, svincolato dal messaggio pubblicitario. Cmq da quello che dici nno si capisce perché al giorno d’oggi non si punti più nemmeno sull’aspetto ‘fumettistico/pittorico’ dei cartelloni… preferendo invece utilizzare fotogrammi del film, o foto di scena (o scattate ad hoc) dei protagonisti, magari photoshoppandoli? A me quest’ultima tipologia di cartelloni, che ha iniziato a prendere piede negli anni '80, ha sempre fatto schifo e in certi casi mi fa anche passare la voglia di andare a vedere il film :mad:

Concordo pienamente.
Sono un collezionista e non possiedo praticamente nessuna locandina fotografica.

Mi sembra che chi ha dubbi sulla cartellonistica della vecchia Cecoslovacchia sia un po’ duro. Potete dare un’occhiata ai manifesti per film italiani qui (aggiungo il sito anche al thread sui manifesti), per maggiore documentazione:

http://www.terry-posters.com/posters/attribute-2-origin-of-film/55-italy

P.S: scusate, ma mi fa ghignare il manifesto di Bonnie & Clyde all’italiana: Ornella Mutiova…

Argomenta figliolo, argomento. Cosa intendi per “duro”?

Intendo dire che non sono così lontani dallo spirito del film, almeno per come lo possiamo intendere noi italiani. Anche considerando solo la ventina di esempi proposti in apertura thread, mi sembra che ci siano degli esempi interessanti. Poi, è vero che alcuni manifesti sono molto, troppo particolari (quello di Amarcord per me è una incognita), ma la media la trova abbastanza coerente con i relativi film, pur nelle differenze stilistiche rispetto ai manifesti nostrani.

Ok.
Dimmi quale dei due manifesti qui sopra ti preannuncia meglio quello che sarà il film.