Naufragio del cargo sovietico Vega (?, 19?)

Ringrazio Farfarello e Frank_n_Furter per aver portato alla scoperta di questo curioso corto cinematografico :

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Grande @Pizzafichi che l’hai trovato al volo! :top: :top: :top:

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Cmq rivedendolo mi sembra proprio un fake fatto ad arte, sembra tutto troppo perfetto… Anche quando alla fine la mdp cade ma continua ad inquadrarlo.
Ma chi l’avrebbe fatto? La crew di Fuori Orario stessa?!?!

E cmq si sente in due parti la voce di Ghezzi che salta, mentre mi sembra di ricordare che nella mia registrazione non ci fossero interruzioni di sorta… Appena possibile verificherò.

Voi googlando avete avuto maggior fortuna di me anni orsono e avete trovato delle info?

Impressioni? Vero o fake?

Personalmente ho fatto una ricerca sommaria: qualcosa in italiano ed inglese (ho persino trovato una pagina di wikipedia con un elenco dei naufragi del 1950) e non ho trovato niente di niente.

Per me è falso discretamente costruito: nel senso che ha quell’alone di mistero e inquietudine sufficienti nel creare attenzione in chi lo guarda. Lo stesso commento di Ghezzi mi suona artatamente studiato per alimentare tali atmosfere ed ovviamente -come fa notare nei commenti precedenti l’utente LaBelvaColMitra, manca stranamente il finale della frase lasciata dal naufrago… :grinning:

A 'sto punto, mystero nel mystero, sarebbe interessante sapere chi lo ha girato, quando e dove.

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Altro elemento che mi ha fatto subito storcere il naso: il marinaio russo che fa il gesto del pollicione all’insù, che io collego ad un gesto di origine squisitamente americana, non so se in unione sovietica nel 1950 si usava farlo. Ne dubito ma non sono un esperto…

Direi fake senza la minima ombra di dubbio, però bellissimo, suggestivo e perfetto in ogni dettaglio, ti tiene letteralmente incollato allo schermo. Notevole il voice-over di Ghezzi che integra a meraviglia il tutto, non so quanti anni erano che non sentivo la sua voce, come già detto da @Pizzafichi commento sin troppo studiato? Che sia un “copione” allegato al film tradotto o letto, molto probabile, dato che tutti i dati, date, luoghi vengono detti ma nella pellicola non vengono mai dedotti, sfido chiunque a riconoscere come Malgascio il tizio sul finale.

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Un vero precursore del moderno e in voga Found Footage, mi ha rimandato molto alla fiaba di Deserto Rosso, quella sulla spiaggia.

Riguardo ai fatti e la pellicola in rete si trova veramente poco e niente, alcuni segnali di SOS da altri forum per recuperarlo e una trasposizione completa del testo:

“Questa ripresa fu fatta dall’unico superstite del naufragio del cargo sovietico Vega avvenuto nell’ Oceano Indiano il 7 Agosto 1950. Fino a oggi le circostanze del dramma non sono state chiarite: nessuna richiesta di soccorso fu mai captata.
Il naufrago, di cui ancora si ignora l’identità, ha filmato questo vero e proprio diario di bordo. Il motore della scialuppa si è bruciato, infatti il naufrago si serve di remi.
Primo giorno: mostra i viveri a sua disposizione, i biscotti, le due scorte d’acqua e una pistola lanciarazzi. Non sembra che possieda strumenti per orientarsi e per fare il punto; il morale sembra buono.
Terzo giorno: il morale è sempre buono; l’uomo scherza sulla sua voglia di fumare.
Nono giorno: il tempo non migliora, la fatica comincia a farsi sentire, l’uomo sembra provato.
Quindicesimo giorno: ha gettato un contenitore dell’acqua che doveva essere vuoto oppure non bevibile. Ci mostra i viveri che sono diminuiti e che ha suddiviso adesso in razioni quotidiane; il suo viso è bruciato dal sole, il morale è scosso: siamo al crepuscolo, le riprese sono un po’ casuali, non c’è indice della giornata.
Ventunesimo giorno: dev’essere successo qualcosa perchè l’uomo è euforico; dice: “se posso lo filmerò”. Ci fa vedere di nuovo i viveri e ci accorgiamo che in questi sei giorni non li ha toccati: di cosa o di chi parla? Come può mantenersi così in forma?
Ventisettesimo giorno: l’uomo è più in forma di prima. Osservate il suo comportamento che è cambiato; dai suoi gesti sembrerebbe di capire che sorveglia il mare o che è comunque sulla difensiva: come mai? Guardate i viveri che ancora non ha consumato: come si nutre?
Trentatreesimo giorno: fate bene attenzione a quello che sta per succedere; prima di tutto ci mostra i suoi viveri, che questa volta sono diminuiti, ma questo non spiega ugualmente come abbia fatto a sopravvivere dieci giorni senza toccarli; guardate il suo viso: pensiamo che egli abbia già fatto la sua scelta. Il punto che vedete all’orizzonte è una nave; prende il lanciarazzi, lo carica, sta per lanciare… non lo fa; è una scelta che può portarlo alla morte: sicuramente da questa distanza lo avrebbero visto. Perchè non vuole essere salvato?
Siamo tra il trentaquattresimo e il trentottesimo giorno - Questa cassa faceva parte dei resti del naufragio: è la prova che il naufrago sta andando alla deriva. Quello che ha scoperto lo ha profondamente depresso.
Trentanovesimo giorno - E’ molto stanco, la sua salute è in pericolo, ripete “non lo vedo più”: di chi o di che cosa parla? In teoria quest’uomo dovrebbe già essere morto.
Quarantesimo giorno - E’ il crepuscolo; è certamente la sua ultima razione.
Quarantunesimo giorno - Ancora il crepuscolo. Due giorni fa quest’uomo stava per morire: dove trova la vitalità per fare tutti questi gesti? Ha buttato l’ultima scorta d’acqua; ora non ha più niente da bere nè da mangiare. Abbiamo capito che i suoi razzi non sono destinati ad eventuali navi. Di che cosa è così sicuro?
Quarantaduesimo giorno - Sempre al crepuscolo: non si sa perchè abbia filmato queste scene; sembra che abbia paura di qualcosa. Fate bene attenzione: tutto accadrà molto in fretta.
Guardate: non è un fenomeno naturale, era quello che lui si aspettava. Difficile stabilire la natura di questa luce: per lui il viaggio è finito. Lascia un messaggio, sembra stranamente felice. Non pensiamo si tratti di un suicidio.
Quest’uomo ha un appuntamento.
La scialuppa naufragò poi su una costa del Madagascar; la scritto che l’uomo aveva affidato alla tela era già per metà cancellata. Si poteva ancora leggere: “quelli che l’hanno visto non potranno mai più tornare: è il…” il resto era stato cancellato per sempre.”.
fonte

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Ma secondo voi?

A costo di fare una grande gaffe, chiedo: chi sarebbe quel tizio ?
Comunque direi di no ; naso e occhi mi paiono molto differenti.

Pensavo ad un’ovvietà: sarebbe possibile contattare Ghezzi o qualcuno di Fuori Orario per dipanare la matassa?

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Si, anche a me sembra più probabile che non sia la stessa persona, anche se delle cose in comune ci sono, tipo fronte, attaccatura dei capelli, sopracciglia…

È Ciro Giorgini, uno degli autori di Fuori Orario. Ora è morto purtroppo.
Ero andato a vedere se tra i volti degli autori di fuori orario ce n’era qualcuno che potesse collimare…
Secondo me l’hanno fatto loro!

Ma dai anche il naso un po’ c’è, e pure gli zigomi quando sorride.
Dipende dalle foto in realtà, in alcune non sembra per niente lui, in altre si capta una certa somiglianza…

Per me assolutamente no, ci sono casi analoghi nella storia di Fuori Orario? Due persone totalmente diverse sotto ogni punto di vista, se non per la pettinatura.

Sicuramente un prodotto sperimentale del periodo sovietico non ci vedo nulla di implausibile, sicuramente sconosciuto, stiamo cercando informazioni sotto la luce sbagliata e lo stiamo chiamando con un nome tra virgolette inventato/estrapolato dalle parole di Ghezzi.

Ah niente, ho googolato in italiano, inglese e russo, ma non riesco a trovare niente.
In un universo parallelo dove non esistono la saga di Madagascar, Castaway e Prigionieri dell’ Oceano lo avrei trovato subito :smiley:

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Non sono mai stato fisionomista… Pensate che da bambino confondevo mio padre e mio zio perché avevano tutti e due i baffi!!! :rofl: :rofl: :rofl:

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