[NOIR] Il capitale letterario Italiano non sfruttato

Oggi ho compiuto tra una pagina e l’altra del mio tomo di Psicologia una delle mie solite scorribande in Libreria.
Scorrendo con gli occhi le varie “fascette” accampate sugli scaffali mi tornava alla memoria una delle domande che da più tempo mi attanaglia.
Perchè autori come Alan D.Altieri,Piergiorgio DiCara,(e con loro molti altri contemporanei e non) vengono assolutamente ignorati da qualsivoglia produzione CineTelevisiva?
Signori,provate ad immaginere romanzi come “l’uomo esterno” (non dimentico però la trasposizione televisiva di Guerrieri) O “Hollywood,Palermo” degnamente trasposti al cinema…
Invece no.
Noi produciamo Moccia,Maria Venturi,ma dalle tasche delle varie Rai Mediaset o chi per esse non esce mai un quattrino per produzioni d’altro genere.
Vi propongo questa riflessione,datemi un vostro parere.
Grazie

Giustamente hai rammentato che de L’Uomo esterno esiste una trasposizione televisiva anni 90, realizzata con capitali Mediaset. Se poi consideri che anche Lucarelli qualche adattamento per il grande schermo l’ha avuta e che Camilleri ha fornito materiale per una serie televisiva (e Carlotto? E Di Cataldo?) direi che non vengono così snobbati i giallisti nostrani. Non sono molti i film tratti dai loro libri per lo stesso motivo che ha portato il cinema italiano al collasso; mancano los cojones ai produttori, non si osa più. Però qualcosina c’è. Altieri poi su grande schermo non l’hanno prodotto manco gli Americani, e sì che lui lavora spesso a Hollywood come sceneggiatore… te l’immagini Città Oscura diretto da Carpenter?? Aaaah…

Mi trovo d’accordo con Tuchulcha che ha centrato il problema. Purtroppo qui in Italia si cerca sempre di andare sul sicuro con trasposizioni da romanzi (o presunti tali) vendutissimi… vedi il caso del film “Melissa P.” o “Tre metri sopra il cielo”. Quindi se lo scrittore di noir è conosciuto soprattutto dagli appassionati del genere nessuno ha il coraggio di rischiare… invece quando i romanzi dello scrittore vendono come il pane si cerca di trasporre il più possibile… come è successo col Commissario Montalbano.
Inoltre non dimentichiamoci che una cinematografia come la nostra che un tempo arrivava a produrre più di 300 pellicole l’anno ormai ne produce meno di 100… se non è in agonia poco ci manca!
Cmq se poi devono rovinare la reputazione di libri di un certo spessore con trasposizioni da piangere allora è meglio che continuino ad ignorarli certi scrittori altrimenti succede come con “Singapore sling” di Giancarlo Narciso che è stato trasposto per la tv come “Belgrado sling” :confused: :mad: Ma come si fa, dico io, stravolgere così un libro! Per alcuni “produttori” evidentemente ambientare un film a Belgrado invece che a Singapore è la stessa cosa! Che tristezza! :frowning:
Però ultimamente anche in America rischiano di meno: hanno un romanzo “bomba” come “King Suckerman” di Pelecanos e non si sa cosa aspettano a trasformarlo in pellicola… peraltro io sapevo che i diritti cinematografici erano stati venduti e che il film era stato proposto addirittura a Spike Lee ma poi non se n’è saputo più nulla :confused:

Ciao a tutti,

Bell’argomento: con Alan D. Altieri ne abbiamo spesso parlato.
Sono al corrente del film tratto da “L’uomo Esterno” (il film si intitola “Due Vite, un Destino” ma pare che lo stesso autore non sia troppo soddisfatto.
De “L’uomo esterno” esistono poi due versioni e pare che differiscano parecchio…non so quale sia stata usata ma una mia idea ce l’ho:) .

Fare cinema di un certo tipo oggi in Italia è un’impresa, specie se si vuole uscire dal seminato, fare fiction TV espone a pressioni forse ancora maggiori (chiedere a Lucarelli cosa ha dovuto affrontare per Coliandro…mentre Lupo Mannaro è stato girato e non è mai uscito).

Stesso problema ebbe anche “La Uno Bianca” di Soavi su soggetto di Altieri.

Heheheh, lo vidi proprio per quello… certo dall’accoppiata Altieri/Soavi poteva uscire di meglio, ma nei limiti della fiction televisiva tricolore (ben altre cose oggi san fare gli Americani col piccolo schermo) l’ho trovato comunque discreto.

Poteva uscire molto di meglio, concordo con te…il finale però fu imposto da mediaset:( in quel modo…

In fin dei conti non era da buttare.

Un altro tema che è uscito da una riunione proprio con Altieri e altri è quello degli attori: mancano le facce convincenti, troppo spesso gli attori sono troppo belli, con visi da bravo ragazzo e non sono uomini abbastanza “segnati” come lo erano Merli e Merenda (e a modo suo anche il Placido della prima Piovra).

Ciao Russell,
è un piacere vederti qui.
Proprio oggi mi chiedevo cosa potesse diventare un romanzo come “L’inferno dei vivi” di Stefano di Marino aka Stephen Gunn trasposto da qualche regista capace…
Semplice utopia.

Ciao Scerbanenco, e bentrovato.

Effettivamente “L’inferno dei vivi” ma tutti i libri di Di Marino in genere si presterebbero bene.
Ne uscirebbe una versione “hard” di James Bond.
Di Marino dice che l’ultimo Casino Royale per atmosfera si avvicina a quella che ormai da anni cerca di ricreare lui nei suoi romanzi.

Il sogno Noir rimane in effetti un Altieri cinematografico, ma su cui Sergio abbia il controllo totale.
Ad oggi, l’unico film totalmente Altieri Style resta Silent Trigger…che magari non fa urlare al miracolo, ma qualche bello spunto ce l’ha.

Si,il mio rammarico infatti è che in Italia non c’è il coraggio di finanziare tali operazioni,neanche a livello televisivo.
Ritengo comunque soddisfacente il risultato di tutti i film per la Tv di Michele Soavi senza ombra di dubbio il miglior regista Italiano di genere.
Parlando con Andra (Pinketts) mi raccontava di una proposta che gli ha fatto la Rai per una serie di Noir televisivi con punto di partenza in Italia e svolgimento Europeo diverso puntata per puntata.
Inutile dire che il progetto è stato rifiutato dallo stesso visti i “paletti insulsi” che erano stati imposti.

Siamo in linea.
Altieri mi ha detto che Soavi è forse l’unico regista attualmente presente in Italia in grado di mettere in scena una sparatoria convincente.
Ma come dice Di Marino nel nostro Città di fuoco, chi trasmette vuole fare passare un messaggio falso ma rassicurante, in cui l’Italia è il paese della risata e dell’Happy Ending (quello che la Uno Bianca originale non prevedeva, perchè tutto finiva “in a blaze of glory”:slight_smile: )

Conseguenza logica, sarà difficile trovare qualcuno che tiri fuori i soldi per finanziare un film tratto da Kondor!

Ma non si era parlato del fatto che anche il grandissimo Eraldo Baldini stava lavorando alla riduzione di alcuni suoi racconti di Gotico rurale per la televisione? Vuoi vedere che il progetto è abortito? Non so cosa avrei dato per vedere in mano a Lenzi o Bava jr racconti della suddetta antologia come Foto ricordo o Alla luce delle candele ma…le fiction con Bova e Zingaretti mi sa che tirano di più…
Poi c’è il discorso di tutti gli scrittori dimenticati, i più vecchi come me (ogni riferimento è PURAMENTE casuale) ricorderanno le antologie del fantastico della Solfanelli, di cui di un racconto di Bruno Garavini (Dies irae) avevamo messo con alcuni amici in produzione una specie di corto, del quale per motivi di tempo e denaro poi non si fece niente, ma quei testi sì che sarebbero autentiche iniere d’idee d’oro per lo sceneggiatore…

Senza dimenticare,l’ottimo Signoroni e tutta la sfilza di Autori con la A maiuscola che scrivono per i nostrani Segretissimo,mi rifersico (oltre che a Di Marino e Altieri) ad Andrea Carlo Cappi,Giancarlo Narciso,Massimo Mazzoni e Gianfranco Nerozzi.

E io aggiungo l’esordiente Mauro Marcialis, con “La Strada della Violenza”.

Lo sto leggendo in questo momento ed è eccellente, con uno stile molto particolare.

Buono anche “Metal Detector” di Pigozzi uscito nei Gialli Mondadori.

L’impressione che ho io e forse che abbiamo un po’ tutti è di uno “scollamento” tra una letteratura sempre più nera, cruda e senza paura e televisione e cinema che invece tendono a far passare un altro messaggio, più rassicurante.

Che poi questo messaggio abbia anche un certo mercato (vuoi perchè conforme al gusto o per semplice mancanza di una proposta alternativa) è un altro fatto.

Per carità! Tutto il mio rispetto a Bava jr. e Lenzi, ma Baldini meriterebbe registi più ispirati. Che so, un Avati o un Proietti… Bavino e Umberto si occupino dello splatter, che è il loro pane.

Beh, sì, in effetti hai ragione, ma pensavo al Lenzi de Le porte dell’inferno, la casa 3 e il filone de le case maledette. Bava jr. veniva annesso per La casa dell’orco, le cui atmosfere a mio giudizio erano eccellenti. Avati sarebbe l’ideale, ma penso non sia interessato ultimamente a progetti del genere…

Confesso che i film da te citati m’ispirano poco, per me il meglio dell’horror italico risiede altrove. E non sarei così categorico su Avati: Voci notturne dimostrava la sua capacità e soprattutto interesse nel padroneggiare anche il mezzo televisivo, e dal momento che ultimamente si ventilava un suo nuovo progetto per una sceneggiatura dell’orrore può darsi che l’idea di un telefilm non gli dispiacerebbe. Sempre che glielo propongano, e dato che come già detto la televisione a stelle e strisce non è certo più coraggiosa del nostro cinema nel portare avanti le idee…

Intervengo in questo thread solo per segnalarVi che sto lavorado ad una serie di interviste per il Giallo Mondadori, proprio su questo tema.
Autori più e meno noti a confronto, anche, su questo spinoso tema.

Interessante… ma verranno pubblicate nel blog… oppure in appendice agli albi del giallo mondadori?

Sul blog sicuramente c’è più visibilità e più spazio :wink: