Non solo Alice. Attrici francesi che hanno detto no al porno

In questo forum si è parlato recentemente di Alice Arno, un’attrice che ha preferito lasciare definitivamente il cinema piuttosto che accettare di esibirsi in sequenze di sesso esplicito, come richiedeva la nascente industria pornografica francese a partire dalla stagione 1975/1976. Molte altre attrici transalpine hanno compiuto la stessa scelta, trovando indegno – per chi poteva vantare una buona esperienza nel cinema erotico o addirittura in quello “mainstream” – effettuare il grande salto senza ritorno nelle produzioni pornografiche. Ecco alcune di queste attrici, chi quasi dimenticata, chi ancora viva nei ricordi degli appassionati del “cinema bis”. Ho scritto queste righe andando quasi esclusivamente a memoria, ed è probabile che possa avere omesso alcuni ruoli importanti.

ANNE LIBERT

Forse la più brava di tutte, una “vera attrice” che avrebbe potuto imporsi nella commedia erotica (dove eccelleva, e dove non aveva problemi a mostrarsi nuda). Molto graziosa, spiritosa, addirittura deliziosa in un paio di commedie dirette da Jean-François Davy in epoca pre-hard, i suoi ruoli più memorabili restano però quelli in alcuni film di Jess Franco, e in particolare il personaggio della donna-uccello in La malédiction de Frankenstein. A partire dal 1977 ha trovato rifugio in alcune produzioni televisive e in qualche rara commedia erotica soft che cercava spazio in un mercato ormai monopolizzato dall’erotismo hard.

VALÉRIE BOISGEL

Bellezza classica, attrice affascinante ed espressiva. Attiva già negli anni ’60, è entrata in zona sexy con Benazeraf e Pecas, i due maestri celebrati dell’erotismo francese nella fase di trapasso al porno. I suoi ruoli più memorabili, tuttavia, sono quelli in due horror erotici dei primi anni ‘70: Tre gocce di sangue per una rosa di Claude Mulot e Rotte a tutte le esperienze di Guy Maria. Dopo il 1976 qualche partecipazione in tv e poi il ritiro dagli schermi. Ci ha lasciati nel 2014.

PAMELA STANFORD

Questa fotografia non le rende assolutamente giustizia. Molti ruoli erotici negli anni 70, compresi parecchi film di Jess Franco e tre sexy-nazi Eurociné. In epoca porno è riuscita a inserirsi in alcuni film girati soft da registi come P.Rhomme e R.Deconinck (Bigotini). Attiva sporadicamente nel corso degli anni in piccoli ruoli, è tornata a far parlare di sé negli ultimi tempi grazie ad alcuni film sperimentali di H.Mathèse, il grande esperto francese di Benazeraf, che l’ha sempre considerata come una propria musa. Bisogna aggiungere che in qualche circostanze è arrivata al confine tra soft e hard, come in una scena di deflorazione con un dildo in Sexy diabolic story di Jess Franco (sequenza prontamente tagliata dalla censura francese).

GILDA ARANCIO

Reclutata anche lei in molti film erotici pre-hard dei primi anni 70 (dei soliti Benazeraf, Pecas, Jess Franco), ma anche in The Intruders dello svedese Torgny Wickman e in varie produzioni Eurociné, la troviamo in film di Pallardy, in Body Love di Lasse Braun, e persino in un film di quelli prodotti da Anne-Marie Tensi, ovvero i bassifondi più bassifondi del porno d’epoca. Lascia il cinema alla fine degli anni ’70, con una breve appendice nell’horror Eurociné di Jean Rollin Zombie lake. Ma, a differenza delle attrici fin qui citate, si vocifera che Gilda abbia varcato occasionalmente il confine dell’hard, anche se non se ne ha la certezza data l’irreperibilità delle versioni integrali dei film indiziati in tal senso.

JOËLLE COEUR

Joëlle ha invece trovato il suo mentore in Jean Rollin, che le ha offerto vari ruoli, in particolare nell’Isola delle demoniache. Ma la troviamo anche nell’indimenticabile Black Love di Benazeraf, nel leggendario cortometraggio erotico Sexana di Hubert Lacoudre, rimasto inedito fino a pochi anni fa, e soprattutto in Sette femmine per un sadico di Lemoine, dove è brava oltre che bellissima. Si ritira dal cinema nel 1976 con l’arrivo dell’hard e ci lascia l’anno scorso, addì 2024, rimanendo però nel cuore dei pochi appassionati per così dire “sopravvissuti” di un’epoca in cui tutto sembrava possibile (nel cinema e nella società)

MONA MOUR

Attiva in pochi film a metà degli anni 70, una meteora nata con gli ultimi bagliori del soft e sparita con i primi vagiti dell’hard. Il suo ruolo più noto rimane forse quello nel film di Paul Vecchiali Change pas de main (1975), definito da qualcuno “l’ultimo soft e il primo hard”. Ma è annoverata anche nel cast di La figlia del casellante di Savary, un film erotico d’avanguardia, muto e in b&n, sparito nel nulla, ricercatissimo ma ormai irreperibile.

Credti fotografici: Imdb, Unifrance, Egafd.

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Meno male che nel forum c’è Mastro Napoli, a tenere alto un certo livello qualitativo degli interventi. E ad insegnare sempre cose buone e sacrosante, ai rozzi bifolchi ignorantoni da suburra. Come il sottoscritto…:roll_eyes::face_without_mouth::woozy_face:
P.S. Personalmente, amo ricordare la Libert in due Franco d’annata. Ovvero “La fille de Dracula” (la sua scena lesbo con Britt Nichols è clamorosa :partying_face::partying_face:) e soprattutto “I desideri erotici di Christine” (in cui fu magnifica “Regina del Male”). Peraltro, mi rammarico di non aver ancora recuperato, dopo tutti questi anni, “Le demoni”…:cry:

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Gilda Arancio la ricordo, la vedevo menzionata spesso nei soft d’oltre Alpe. In effetti, credevo che qualche pornazzo lo avesse fatto; ma se mi dici che non ci sono prove documentate…