Veramente @rodar nel 1978 “Cipollino” incideva per la Rca e quel frame del poster che ho allegato nel post “di marchi e prodotti” dedicato ad “Avere 20 anni”, lo utilizzavano durante le serate nei vari locali o feste di paese quando si esibiva ed era un prodotto della casa discografica di Via Tiburtina.
un sex symbol da notti bianche, proprio
Da " I due gattoni a nove code… e mezza ad Amsterdam del 1972 diretto da Osvaldo Civirani con protagonisti Franco&Ciccio.
Posacenere con logo “Punt e Mes” vermut italiano.
Radio marca Picadores anni 70 e rullino Kodak.
Quotidiano olandese De Telegraaf. Il titolo in prima pagina recita “GRATIEDEBAT” (il dibattito sulla grazia) fa riferimento ad una accesa discussione del Febbraio 1972 sulla possibile concessione della grazia e il rilascio dei cosiddetti “Tre di Breda” (Bredase Drie , menzionati nel sottotitolo) ovvero gli ultimi tre criminali di guerra tedeschi ancora reclusi.
“Alpha Hotel” di Amsterdam inaugurato nell’aprile del 1971 situato sull’ Europaboulevard 10 già nel 1978 diventò “Novotel Amsterdam City”.
Chiudiamo con il logo della KLM all’interno dell’Aeroporto di Amsterdam-Schiphol (AMS).
VIVA LE DONNE di Aldo Grimaldi (1970)
La trama di questo musicarello è molto scialba questa diretta da Aldo Grimaldi che vede protagonista per l’ultima volta in veste di militare (con un capello decisamente lungo, così come i suoi amici di camerata)Little Tony con Pippo Franco che le fa da spalla e manager.
Gli altri protagonisti di richiamo da incasso del film, la premiata ditta Franchi & Ingrassia, Gino Bramieri, Pippo Baudo, una giovanissima Paola Tedesco (da lì a poco futura interprete dello sceneggiato di Daniele D’Anza, Il segno del comando) ed una sconosciuta (ha girato solo quel film, almeno credo)Stefania Doria.
Dopo i divertenti titoli di testa (realizzati da Bruno Bozzetto) che altro non è la sigla del programma musicale “Sette voci” a colori, vediamo come prima scena Ciccio Ingrassia (Maresciallo Ciccio La Rosa) che aspetta davanti le vetrine di un bar Franco Franchi (Sergente Franco Sampieri)e spicca prepotentemente il logo dei gelati Algida e la schedina plastificata del Totocalcio dove gli esercenti a partite concluse la domenica inserivano i risultati finali e colonna vincente.
All’interno dell’esercizio commerciale “trionfi di loghi e marche” e qualche sorpresa…
Tra gli scaffali del bar troviamo anche una foto della rosa della squadra di calcio della Roma per il campionato 1969-70.La foto è stata scattata allo Stadio Flaminio e curiosità l’allenatore era Helenio Herrera e il massaggiatore Roberto Minaccioni (il papà dell’attrice Paola)
Paola Tedesco circondata da tre sottufficiali giapponesi, e da una confezione di Panforte Sapori e da bottiglie di Acqua minerale Appia (oltre le marche citate in precedenza nelle foto).
Dettagliatamente vediamo le bottiglie (quelle che sono riuscito ad individuare)dietro il bancone tra il “ragazzo” e il masto
In alto a sinistra : Gin Gordon, Vino Folonari, Cognac Courvasier, Grappa Nardini, altra bottiglia Gin Gordon, XX, Amaro 18, XX, China Martini, Gin Bosford, Whisky Ballantines, Whisky Chivas Regal, Amaro Ramazzotti, Marsala Florio, ennesima bottiglia del vino Folonari, Gin Bols.
In basso a sinistra : XX, XX, XX, Fernet Branca, Sambuca Molinari, Vecchia Romagna, Biancosarti, XX, Liquore Strega, Marsala Florio, vassoio Birra Peroni.
Sotto la specchiera : Martini dry, Martini rosso, Martini bianco XX, Amaro 18, Amaro Cora, Biancosarti, Bitter Campari.
Macchina del Caffè E64 Faema Diplomatic.
Una volta usciti, poco prima di rientrare in caserma, il duo comico si ferma a salutare Don Nicola (Gino Bramieri) che fa colazione in uno dei tavoli del suo ristorante: prima di mettersi seduti su un muro troviamo una pubblicità delle Confezioni Facis, il formaggino Invernizzi Milione e l’aperitivo analcolico San Pellegrino.
e qui in bella mostra un posacenere della Birra Tuborg ed un pacchetto di sigarette Peter Stuyvesant.
Per buona parte del film non troviamo nulla di eclatante solo durante un incontro tra il soldatino col ciuffo e la figlia del Maresciallo La Rosa all’interno del cortile della scuola troviamo una insolita reclame della polvere per l’acqua (da fare in casa) Cristallina della Ferrero Magic verde
Faceva parte di un concorso che la Ferrero aveva inserito all’interno delle confezioni una bustina uguali alle altre solo che se l’acquirente magicamente la sua acqua diventava verde, avrebbe vinto uno dei premi messi in palio.
Come comunicavano la vittoria alla ditta i vincitori come potessero segnalarlo, in un tempo assai remoto, che di telefonini chi se li sarebbe sognati di inventarli.
Un grande saluto a tutti voi e al prossimo film…
lesta carrellata per la semi-persuasione semi-occulta presente in appuntamento in nero:
cominciamo facendo la gioia di @Van_Harris con uno stereo a doppia piastra di musicassette della sharp:
la macchina decisiva nel finale è una renault 21, il cui stemma verrà inquadrato un bel numero di volte ma a noi ne basta e avanza una di rappresentanza:
gli avantendrè che un po’ tutti fanno per lavoro e non sono sponsorizzati TWA, con decolli atterraggi e voli che sono evidentemente inserts d’archivio
la bella tabaccaiona minervona non usa i cerini con lo zolfone rosso, ma di rosse fuma le marlboro:
la tovaglia del tavolo dove è posato il quotidiano che riporta la notizia su citti è praticamente un mega spottone occulto della sammontana:
quando la banti acquista la pistola-accendino al reparto giochi, sono individuabili le scatole dei giochi da tavola di brivido, hotel e touché nonché il sagomato di skeletor per i masters of the universe
mentre si spostano verso lo scaffale si intercettano invece per pochi secondi le macchine radiocomandate della gig bison f-10 e la trifon della transformers g-1, sempre della gig. la prima oggi vanta un valore di mercato tra i collezionisti dei giocattoli vintage che tocca i 5000€
per simulare l’aggressione con stupro, la banti usa una bottiglia della bibita più nota al mondo:
quando parla col fratello al bar, un veloce zoom back camera mostra per qualche secondo (ma senza esporne il logo) l’espositore in ferro delle torte gelato dell’algida:
hasta la proxima!
Vado solo a memoria(visto che ho gestito per 10 anni un bar a cavallo dell’uscita del film)e potrei anche sbagliarmi: avevo come ditta di gelati confezionati l’Algida e quei tipi di torta non erano nello stile scenografico e caratteristico della famosa marca.
Tralasciamo i gusti degli italiani: quando ero ragazzino imperversava ed era la piú gettonata la torta Desiree strati di cioccolata e panna con in cima granelle di nocciole,una fetta d’amanas e ciliegine rosse candite.
Lo zuccotto e il tronchetto andava, ma erano poco richiesti.
Poi l’azienda romana negli anni 80○90 s’inventó la Viennetta e ci fu il boom, si vendeva solo e soltanto questa da portare a casa ( in occasione di qualche visita a qualcuno) oltre ai sempreverdi Cornetti, Winner(al caramello) Magnum (c’erano solo due varietà cioccolato nero e bianco da tenere come scorta nel freezer.
Mi hai fatto venire una voglia di dolci e gelati…
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Ma la torta Desirée quando è scomparsa?
Mah @A_N ti dico che nell’estate indimenticabile e mondiale(disastroso) del 1986 quando la Sagit consegnó i listini prezzi di latta nei vari bar, praticamente la Desiree non era più presente nella loro scuderia.
la cosa curiosissima è che viene inquadrato in maniera sbrigativissima peritandosi di omettere la marca. per il resto andrebbe visto che altre torte gelato imperversavano nell’89-90. alemagna non tirava più, non ricordo torte della toseroni. forse erano sammontana??
Secondo me @schramm qui si va su qualcosa di nuovo…
Se ci fai(fate)caso in basso a destra del listino prezzi c’é un logo che non corrisponde a nessuna marca famosa di quelle che conosciamo.
Che sia qualcosa di locale o circoscritta per pochi.
Non é la Raffaele Magrini, nota ditta artigianale.
purtroppo la grana del vhs-rip dalla quale ho catchscreenato l’immagine era abbastanza schifosetta e anche ritagliandola e mettendola su google immagini non affiorano corrispondenze esatte.
Non uso mai @schramm Google immagini, preferisco affidarmi alla memoria.
Dai, non fossiliziamoci su questa pellicola, io sto già meditando alle prossime da visionare.
Nei ritagli di tempo, mi diverto molto a fare queste riscoperte.
no però a me sembra proprio l’algida, boh. sicuro a breve plana da queste parte @JerryDrake e ci porge la viennetta, che si sa, è un piatto che si serve freddo.
@schramm i listini prezzi dell’Algida erano più colorati, insomma rappresentavano in pieno l’estate…
Quello é decisamente smorto…
(Non so se ho reso l’idea…)
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@schramm non saprei, ma il gelato che si vede oltre alle torte è sicuramente uno Stecco Ducale Sammontana, si intravede il logo in basso anche se sfocato:
Però questa immagine dello Stecco Ducale sembra appiccicata* su una tabella di torte gelato, si vede proprio la cornice che copre le altre foto:
Molto probabile che anche il resto dei prodotti sia Sammontana, qui ci sono almeno 3 torte identiche:
*Tra l’altro, ho letto che lo Stecco Ducale uscì nel 1988 e potrebbe trattarsi quindi di una aggiunta a scopo promozionale (da parte del bar, intendo).
Ci può stare @JerryDrake , bel colpo.
5 stelle all’Itaiana(parafrasando)
per Jerry Drake e i gelati Sammontana…
si direi che ha perfettamente senso, se si tiene conto della foto della tovaglia col logo in warholiana serie della sammontana. però a una seconda più attenta occhiata è vero che si tratta di una pecetta posticcia.
e da oggi jerry è anche il nostro gelataio di fiducia!
Bene @JerryDrake tu ti occupi dei gelati, io continuo a preparare cocktail e long drink…
alla pasticceria provvedo io
e ora come direbbe appunto zio creepy ci spostiamo in giappone con detective story di takashi miike per un po’ di pubblicità indiretta davvero curiosa:
lasciando perdere prodotti specificamente locali come la birra sapporo (che non credo sia mai giunta fino a noi), e a parte la coca cola che vabè la trovi anche in uganda e ci sta
habemus un grazioso minicombo tv+vhs sony che renderà frizzante il sangue di @Van_Harris:
il cinzano rosso e non
, che credevo sparito dal mercato da quel dì
la red bull (presente in più scene, anche sottoforma di distributori dedicati)
e infine il mcdonald’s, che fa peraltro contraltare a una delle scene più creepy del film (d’altronde alcuni primi spot di quella burgerchain erano un test di resistenza per coulrofobi…)









































