Nouvelle vague (Richard Linklater, 2025)

https://www.imdb.com/it/title/tt31688586/

Il film racconta la genesi e la lavorazione di Fino all’ultimo respiro. Tutto qui. Girato come se fosse stato girato allora (con tanto di ©1959 sotto il titolo in basso a destra) non può che far scaturire un senso di nostalgia per un periodo, per quanto breve, in cui una serie impressionante di intelligenze (Godard, Truffaut, Chabrol, Schiffman, Beauregard, Coutard e tanti altri) diedero vita ad un genere che rinnovò profondamente un po’ tutto il cinema. Da notare che, checché se ne dica, i giovani avevano un grande rispetto per i cineasti del passato (Rossellini, Bresson, Melville) e che questi ultimi incuriositi da questo nuovo modo di lavorare non si facevano problemi a ‘mischiarsi’ con le nuove leve tanto che Melville appare proprio nel film di Godard. Azzeccati tutti gli attori, bellissima l’attrice che fa Jean Seberg, e bravo Linklater a tenere alta l’attenzione. Altrettanto impressionante è la ricostruzione della Parigi del periodo probabilmente ‘aiutata’ da qualche ritocchino digitale che comunque non si nota. Uscito negli USA direttamente su Netflix, da qui la disponibilità, i sottotitoli sono direttamente stampati sulla pellicola che mostrano spuntinature e addirittura le giunture (le bruciature di sigaretta).

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Sento odore di “esercizio di stile”. E pure alquanto superfluo, per non dire inutile. Linklater ultrasessantenne, non ha più tanto da offrire, cinematograficamente? Chissà. Non che sia l’unico regista su piazza ad avere questo problema, sia chiaro. Specie quelli della sua generazione…:woozy_face::expressionless_face::face_with_open_eyes_and_hand_over_mouth:

Esercizio di stile, indubbiamente. Non è che finito il film ti lascia chissà che traccia (so che a Cannes ha avuto qualcosa come 12 minuti di applausi: un’esagerazione), però intrattiene e tanto basta. Interessante scoprire che Raoul Coutard, che del film fu direttore della fotografia e unico operatore, che era molto alto, a volte veniva costretto da Godard a rannicchiarsi in posizioni assai scomode come quella in cui venne rinchiuso in un carrello con cui si consegnava la posta quando girarono l’iconica scena di lei che fa la strillona. Ah, anche l’attrice che fa la Seberg è veramente americana.

Il tipo di carrello di cui sopra

Sarà nelle sale italiane dal 5 marzo. Distribuzione Lucky Red. Dieci mesi dopo la presentazione a Cannes…:woozy_face: