One from the Heart - Un sogno lungo un giorno (Coppola, 1982)

Con Frederic Forrest, Teri Garr, Nastassja Kinski, Raul Julia, Harry Dean Stanton


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Non l’ho mai visto, è il film che Coppola girò dopo Apocalypse Now, pensando forse di correre meno rischi rispetto al suo progetto precedente. Risultato: uno dei flop più paurosi del cinema yankee… si parla di 25 milioni di dollari di budget contro circa mezzo milione racimolato in sala. Una brutta botta per il regista.

A quanto vedo c’è il doppio dvd italiano della Disney: qualcuno di voi l’ha visto? Mi piacerebbe leggere qualche vostro commento sul film, non sui filtri, sul doppiaggio o sulla qualità della plastica della custodia, sempre se non chiedo troppo…

A me piace.
C’è molta più forma che sostanza però a me questo non ha dato fastidio. La storia è semplice e non particolarmente esaltante ma ci sono scene davvero bellissime (e virtuosismi tecnici notevoli senza essere mera masturbazione) accompagnati dalla preziosa colonna sonora di Tom Waits (che del film è una colonna portante, non è semplice accompagnamento).
Dispiace che venga ricordato solo perché è stato il megaflop che ha quasi rovinato Coppola, alla fine è un bel film, particolare e raffinato, a suo modo persino sperimentale.

Ma che stai facendo una rassegna di film interpretati da Teri Garr? Quindi i prossimi thread saranno su Frankenstein Jr e Tootsie? :smiley:

Battute a parte, venendo alla tua domanda: non l’ho ancora visto, anche perché ogni volta che mi balenava l’idea di vederlo pensavo al fatto che il dvd Disney di cui parli è mancante dell’audio italico originale, ma non nel senso che è stato effettuato un ridoppiaggio ma nel senso che proprio non c’è, un po’ la stessa cosa successa con la vecchia edizione de “La conversazione” sempre di Francis Ford. E vedermi un film del genere per la prima volta in lingua originale sottotitolata mi ha sempre scoraggiato dal principio. Adesso però non t’incazzare che ho parlato del dvd eh! :stuck_out_tongue:

Se non ti interessano i pipponi tecnici temo che questo sia uno dei film meno adatti.
Ricordo che quando il film fu distribuito ogni articolo di giornale o servizio tv parlava sempre e solo delle tecniche innovative con cui il film era stato realizzato, in sostanza le riprese video e i primi effetti ottici digitali. Coppola non faceva che ripetere quanto il film fosse rivoluzionario, il battistrada di un nuovo modo di fare cinema che si sarebbe sviluppato di lì a poco, con un’esaltazione degna del suo amico Lucas. Era quello il solo argomento di cui si parlava, la trama o gli interpreti erano veramente in secondo piano.
E probabilmente è per questo che alla fine il film non lo andai a vedere, né allora né dopo. Il trailer aveva più il sapore di una sigla da varietà televisivo che di un film e 'sta cosa non l’avevo digerita (da Coppola poi, mio padre mi aveva portato a vedere il Padrino che avevo sei anni!!).

Però insomma, ora che mi hai ricordato questa antica lacuna penso che ne approfitterò per colmarla.

Mi è piaciuto molto, un musical che gioca con l’artificiositá delle maestose scenografie e la ricchezza della fotografia.
Avevo letto che praticamente Coppola dirigeva il film da dentro un camper ultratecnologico, pieno di monitor e strumentazioni con le quali comandava tutto ed era in grado di realizzare il montaggio in tempo reale su video, mettendo in pratica la sua idea visionaria di cinema elettronico.

Ho comprato il doppio dvd circa 4 anni fa ( giusto perché lo trovai a 4.99€) e l’ho visto solo ora. Ho sempre provato timore per questo film, un po’ perché non amo i musical, un po’ per la sua aura di flop colossale.

Il film, in realtà, è interessante proprio perché è un’opera musicale e non un musical (grazie a Dio, aggiungo), che in qualche modo tenta di rifarsi a certi lavori di Powell&Pressburger. Sia per il ritmo, sia per le invenzioni.

Purtroppo la storia è poca cosa e questo finisce per non creare grande empatia, vanificando la regia di Coppola e i 3-4 momenti davvero memorabili che il film contiene. Rischia di sembrare uno sfoggio di stile che però frana su una vicenda davvero esile.

La colonna sonora di Waits è molto bella, ma pecca, a mio parere, perché non ha un main theme che ti si inchiodi in testa. Altro limite sono i due protagonisti, Forrest e Garr, ottimi caratteristi, ma senza fascino a sufficienza per reggere il film. Julia e la Kinski, senza dubbio, gli rubano la scena.

Il film non ha quei difetti, quegli sbilanciamenti che generalmente caratterizzano i grandi disastri d’autore, ma resta un film un po’ evanescente, di certo non il degno successore di un’opera immensa come Apocalypse Now.