Philadelphia (J. Demme, 1993)


http://www.imdb.com/title/tt0107818/?ref_=nv_sr_1

Lo trovai sopravvalutato vent’anni fa e l’ho trovato ancora sopravvalutato l’altra sera, quando l’ho rivisto in blu ray.
Intendiamoci, è un film importantissimo per l’argomento che tratta e per il momento storico in cui l’ha fatto ma, sempre per i miei gusti, questo non lo rende certo automaticamente un bel film.
È stato il primo film mainstream a parlare di AIDS e omosessualità in maniera esplicita e questo è un merito grandissimo anche perché nei primi anni ‘90 non era certo una cosa ordinaria. Ha contribuito tantissimo alla sensibilizzazione della gente comune sulla malattia (e anche sull’omosessualità) ma per me il film non c’è, non so spiegare bene cosa intendo ma a me il film continua a non piacere.
Il cast è sicuramente buono (pure Hanks - che non ho mai amato granché - è bravo e coraggioso) ma il film mi ha coinvolto in maniera molto relativa nonostante la storia importante.
Sarà che per me Demme è un regista parecchio sopravvalutato (anche se all’epoca era reduce dal successone de Il Silenzio Degli Innocenti) ma io di questo film vedo solo la grande importanza storica, non le qualità artistiche.
Scene come quella di Hanks che ascolta la Callas (che in tanti considerano meravigliosa e struggente) non mi hanno detto nulla. Anzi, quella scena lì mi è persino sembrata un po’ ridicola.
Il finale mi è sembrato loffissimo, con quei super8 che ho trovato completamente inutili e non coinvolgenti.
Ma ammetto che già dall’inizio il film non si presentava granché bene ai miei occhi (e alle mie orecchie) con la canzone di Springsteen che mi è sempre sembrata una canzone da nulla (ebbene sì, anche Springsteen per me è ubersopravvalutato, non me ne vogliano i suoi fan. Il fatto poi di aver fatto questa canzone “impegnata” e ultrapubblicizzata l’ha resto ancora più sopravvalutato).

Comunque è vero quanto detto da Tom Hanks negli extra. All’epoca non erano poi in tantissimi a poter dire di conoscere qualcuno che era morto di AIDS. Dopo questo film, invece, tutti gli spettatori potevano dire che anche loro avevano conosciuto un malato che non ce l’aveva fatta.

Quindi per me resta un film che a suo modo era persino necessario nel periodo storico in cui è uscito ma che, per come la vedo io, è un film molto modesto.

Il blu ray è buono e ha parecchi extra. Io ho visto solo il documentario di un’ora sul film. Molto ben fatto, partecipano praticamente tutti.

Concordo con la perfetta analisi di Giorgio, pure a me un tempo piacque molto… però devo dire che già la seconda volta che lo vidi, feci fatica ad arrivare alla fine… non che sia un brutto film, intendiamoci, solo che secondo me, non è neppure tra i piu’ grandi… è comunque da vedere!!! :confused:

//youtu.be/bhoQWZwpDsA

Forse l’intento era proprio che al centro dell’attenzione ci fosse l’argomento trattato più che tutto il resto, è un’analisi che mi trova d’accordo. Certo che visto il cast se ne poteva effettivamente tirar fuori qualcosa di meglio senza per questo mettere in ombra il tema in sé.

Ruffianello come capita sempre quando si schierano grossi nomi su un tema scomodo, che poi finisce per mettere in ombra tutto il resto. Non lo vedo da un bel po’ ma il ricordo è abbastanza nitido e non esaltante.
Mai piaciuto il pezzo di Springsteen, pare un abbozzo di canzone, praticamente una base ritmica con sopra lo stesso ripetitivo fraseggio vocale, m’ha sempre fatto pensare a una jam session data per buona alla prima.

Demme girò il film in parte anche per “scusarsi” con la comunità omosex, che aveva (stupidamente) criticato “Il silenzio degli innocenti” per la caratterizzazione del serial-killer Buffalo Bill (dimenticando una cosa fondamentale: che sia omo, etero, bisex, il personaggio innanzitutto è un pazzo pericoloso assassino, punto e basta). Ciò detto, “Philadelphia” è sicuramente bello e importante. Difetto principale che ho sempre trovato: la famiglia di Hanks troppo vicina a lui nel sostenerlo. Adesso non so, ma all’inizio dei '90 era quasi impossibile che una famiglia della borghesia benestante bianca yankee potesse accettare così l’omosessualità del figlio. Chiusa la parentesi su tale “sospensione dell’incredulità”, il film si regge comunque magnificamente su un cast da applausi. In testa ovviamente Hanks, che mi stupì non poco all’epoca, giacchè lo identificavo innanzitutto (come praticamente tutto il pubblico) come attore brillante. Invece qui Hanks dà una prova drammatica di alto livello, forse qua e là limitata dal doppiaggio italiano di Roberto Chevalier (doppiatore monocorde come pochi). Grande “spalla” Washington, eppoi ci sono Mary Steenburgen avvocatessa battagliera e antipatica, Jason Robards ipocrita, Banderas bravo ma forse un pò sprecato, e amo sopratuttto segnalare il granitico Charles Napier in ruolo per lui atipico. Solitamente utilizzato per parti da violento redneck razzista (e magari pure omofobo…), qui Napier è un giudice democratico e intelligente. Insomma, un bell’esempio di cinema “civile”, a volte inevitabilmente didascalico-didattico, ma imperdibile.
P.S. Nota tragica: parecchi di quelli che vediamo “nella parte” di malati di AIDS, lo erano veramente. E sono morti poco tempo dopo l’uscita del film…

Sì, ne parla anche negli extra. Dice che però la cosa che lo spinse a girare il film fu il fatto che venne a sapere che un suo caro amico era malato di AIDS.

Molti addirittura morirono prima che il film uscisse.

Ecco, mi pareva. Del resto, si vede benissimo che alcuni stavano in scena giusto per miracolo. Agonizzanti, proprio…

Uscì quando ero bambino e lo vidi con attenzione solo anni dopo pur avendone letto vari articoli in giro nei mesi che uscì ed avendo ascoltato alla nausea la canzone del Boss che passava continuamente su Videomusic e alla radio.
Mi piacque e molto, specie per il personaggio di Denzel Washington e per il suo atteggiamento inizialmente un po diffidente ma poi molto accorato a vincere la causa. Bravo Tom Hanks. Straziante l’evolversi della sua malattia. Bravissimi anche tutti gli attori di supporto, il film fu molto avvincente da seguire. Commoventi alcune scene. Arringa in aula di Washington sui Gay da urlo.
E’ un po che non lo rivedo tra l’altro…