Nella mia biblioteca possiedo Storia della magia (nella prima edizione tascabile Sansoni), I mercanti dell’occulto (che comprai personalmente appena uscito), e forse Il Mago (che però al momento non trovo). Non ricordo nulla dei loro contenuti (segno che la loro lettura non mi ha lasciato granché), ma ricordo bene che lo stile della scrittura di Carpi mi parve allora piuttosto naïf. Sono passati troppi anni, e francamente non ho interesse a riprenderli ora. Alla bibliografia che hai riportato vanno però aggiunte altre cose, in primo luogo i molti articoli e fumetti scritti per la mitica rivista Horror.
Letto. Le profezie vere e proprie vengono anticipate da una lunga prima parte dove Carpi descrive come venne in possesso delle profezie, e più ti addentri nel racconto più diventa palese che il tutto sia una boiata pazzesca, con misteriosi men in black ultraterreni grandi fan dei lavori su Cagliostro di Pier Carpi e Roncalli membro devoto di logge massoniche segrete.
Ovviamente le profezie tarocche (con susseguente esegesi dello stesso Carpi) sono ultraprecise quando si tratta di descrivere eventi che all’epoca della composizione del libro erano già avvenuti come la seconda guerra mondiale o l’elezione a papa di roncalli (ma anche roba di interesse immediato se non insignificante, che non si capisce perchè dovrebbe rientrare in una serie di profezie sul destino del mondo) e vaghe e apocalittiche quando si tratta di descrivere gli eventi futuri.
Sembra imperdibile é proprio il genere di assurdità che potrebbe piacermi parecchio! Cospirazioni, segreti di Stato, esoterismo, sette stravaganti mi paiono un po’ il cavallo di battaglia della produzione letteraria di Pier Carpi.
In tal senso, sono molto attirato dall’incredibile titolo e dalla descrizione sulla copertina di I mercanti dell’occulto, o ancora dal possibile contenuto di un’opera intitolata Gesù contro Cristo: tra magia e mistero!
Avevo cominciato e poi rapidamente abbandonato un volume di Umoristi di oggi, scritto da Pier Carpi, perché era piuttosto noioso. Temo lo stile di scrittura non sia il suo punto forte, ma magari le tematiche possono riscattare alcune delle sue opere. E, in effetti, il nostro ha collaborato con molte collane con dei testi brevi: penso sia abbastanza complicato riuscire a censirle tutte.
Quando si dice “da quale pulpito”: Carpi apparteneva alla ben nota (famigerata?) Società Teosofica. Ma soprattutto, fu iscritto alla loggia P2. Insomma, in quanto a idee bizzarre e deliranti, quando non balorde, nella sua vita non si fece mancare nulla. Vita non lunga, peraltro, dato che morì nel 2000 a sessant’anni…