Pippo Franco racconta il suo cinema

Prima di Amedeo Amedei, prima del superclassico Giovannona Coscialunga la sua sgraziata sagoma colpì la mia attenzione già in tenera età riscuotendo notevole simpatia durante una visione non autorizzata dai genitori di “Tutti a squola”, personale risposta alle pressioni e imposizioni subite da mia madre, professoressa inossidabilmente vecchio stampo. Pertanto corsi a Corigliano d’Otranto il 24 luglio del 2004 nella speranza di scambiare con lui qualche battuta sui suoi film prima dello spettacolo che lo vedeva protagonista.

Lindo: Pippo, parliamo di cinema italiano?
PIPPO FRANCO: Italiano?! Ma non era americano?.. la prima esperienza nel cinema penso sia stato… penso perché il mio ricordo questo mi dice, si chiamava “Non son degno di te”, era con Gianni Morandi in un ambiente militare dove lui cantava appunto “Non son degno di te” che era il tema di tutta la vicenda. Noi eravamo come delle caratterizzazioni, dei caratteristi in questo film. Poi ne ho fatti degli altri, ne ricordo uno con Mal, “Pensiero d’amore”… i cosiddetti “musicarelli”, nella metà dei ‘60 e poi ho fatto il mio primo film come protagonista, è un film che è diventato poi mi dicono un cult, si chiamava “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda” con la Fenech, di ambiente medievale.
Lindo: C’era pure Karin Schubert…
P.F.: Ha avuto delle vicissitudini, poi divenne un’attrice porno… poveretta, era una bella donna, aveva un figlio, ho avuto l’impressione che fosse sentimentalmente fragile, soggetta agli uomini che in qualche modo la strumentalizzavano… deve aver disperatamente optato per questa scelta.


Lindo: Parliamo della Fenech allora…
P.F.: Beh! Ne ho un gran bel ricordo, assieme abbiamo fatto pure “Giovannona coscialunga disonorata con onore”, era una professionista molto seria, allora si lavorava senza grandi divismi. Era una donna che in questi film agiva seguendo una sorta di canone, perché voleva essere rappresentata in quel modo. Poi man mano è diventata più attrice, lì doveva rispondere, come dire, a criteri di bellezza, di fascino… e i film funzionavano parecchio, quindi ne ho un ricordo ottimo.

Lindo: Sei protagonista anche in due pellicole ambientate nell’antica Roma: “Remo e Romolo storia di due figli di una lupa” e “Nerone”.
P.F.: Sono stati dei successi grandissimi allora, sono stati una sorta di caposaldo di quell’epoca, a rivederli anche oggi sono “rivoluzionari”, sono ricchi di idee, c’è una satira particolare che vive tuttora, del cabaret, però c’era pure parecchia storia, parecchi costumi, il concetto era rivoluzionario allora. Insieme a Gianfranco D’Angelo, a Montesano e a pochi altri noi abbiamo dato vita a un genere che si chiamava appunto cabaret e all’epoca non sapevamo nemmeno che si chiamasse così, fu chiamato così dopo. C’era Gabriella Ferri che rappresentava la madre mia e di Montesano, ed era proprio nel ruolo, ecco. Ne ho un gran ricordo, insieme abbiamo fatto spettacoli, televisione… e cinema. Nel film fu molto presente, significativa. Purtroppo ha fatto una fine tragica.
Lindo: Maria Grazia Buccella?
P.F.: Una ragazza molto delicata, molto carina, era una delle donne più ambite dell’epoca. Con lei ho fatto anche un altro film, “Basta guardarla” di Luciano Salce, un film sull’avanspettacolo dove non ero protagonista, ma avevo una parte importante. Ho saputo che è stata poco bene e poi l’ho persa di vista.

Lindo: E “Scherzi da prete” te lo ricordi?
P.F.: Come no! Prendeva spunto da un vero fatto di cronaca. È un film che ha avuto parecchie vicissitudini, è stato pure interrotto, perché diversi film di questi periodiii… i produttori erano un po’… capito? Era gente che raccoglieva i soldi un po’ a destra un po’ a manca e quindi i film a volte non ce la facevano… però poi ce l’abbiamo fatta.

Lindo: Un film che mi ha fatto molto divertire è “L’imbranato”.
P.F.: Anticipa un tema classico delle commedie a venire… il tema delle vacanze, che tuttora viene ripreso. Noi lo abbiamo anticipato e impostato tutti i discorsi che sarebbero stati ripresi da altri, abbiamo anticipato l’epoca di oggi, in un certo senso. Allora era un tema nuovo, i villaggi-vacanze non erano diffusi e infatti aprì un villaggio proprio con il Bagaglino e noi lo girammo al “Bagaglino” in Sardegna.

Lindo: In “Tutti a squola” sei un professore ricattato e costretto a spacciare da una banda di malavitosi composta da Sergio Leonardi, Isabella Biagini e Lino Banfi.
P.F.: Lino all’epoca non era ancora famoso. Noi cominciavamo tutti insiemeee… lui era bravo già allora ma non aveva avuto gli incontri che avevo avuto io. Con Sergio Leonardi abbiamo fatto un paio di film assieme, molto simpatico, cantante-attore, l’ho avuto anche in una commedia scritta da me. Era bravo, molto ironico, una di quelle persone come Mattioli. Isabella Biagini era una grande diva dell’epoca, diva nel senso che si comportava sempre come una diva, ma anche lei piena d’ironia, piena di verve, una di quelle attrici che adesso non ci sono più. Era una bella ragazza, una bella donna, ma era anche ironica. Adesso è tutto diverso.
Lindo: Con Pingitore c’era un copione rigido o alcune gag nascevano al momento?
P.F.: Nei film di Pingitore no, era tutto pensato, li ha scritti tutti lui.

Lindo: Un altro bel film con un cast di attori collaudati è “Il casinista”.
P.F.: Con Montagnani e Cannavale! Magnifici. Cannavale molto ironico, un grande artista, una di quelle figure che nel cinema contano molto. Montagnani un grande attore che veniva dal teatro.
Lindo: Presenza fissa nei tuoi film era Bombolo.
P.F.: Ce lo siamo inventati noi con il cabaret. L’abbiamo portato in teatro, ha immediatamente “funzionato” perché era un artista nato e quindi anche al cinema non ha fatto altro che riproporre sè stesso, bastava e avanzava. Scherzavamo sempre, era la calamita dei nostri scherzi. Una volta, per farlo arrabbiare, mi misi a non rivolgergli più la parola, non gli facevo più scherzi. Dopo quasi un mese che non gli facevo più scherzi venne e mi disse: “Aò! Ma che ce l’hai co’ me?”. Ci riconoscevamo in questo… ora devo andare…

Lindo: Non ti lascio andare via prima di aver speso due parole su uno dei miei film preferiti in assoluto, “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” che solo per l’interpretazione di Mario Carotenuto… (mi interrompe)
P.F.: Un grande lavoro! Mario era un grandissimo che ha fatto la storia del cinema, ne ho un grande ricordo. In sincerità, dopo di che devo scappare, mi manca la commedia all’italiana che oggi non si fa più, mentre invece è stata una grande stagione e penso che avrebbe successo se riuscissimo a ripristinarla.
Lindo: Grazie! “Ciao marziano”!
P.F.: Eh? Ah! Altro filmetto tutto sommato divertente… complimenti! Tutti li sapevi. (Andandosene)

14 Mi Piace

Grazie Lindo. Aspetto altre di queste tue performance che sicuramente hai nel cassetto.

2 Mi Piace

Sono molto contento di vedere che le trovate interessanti. Purtroppo dopo G. Ciardo, G. Rizzo, A. Mazzamauro, G. Pambieri e P. Franco non mi è rimasto molto. D’Angelo e Vitali li ho bloccati per una foto e un autografo sulla locandina e nulla più, dovevano scappare. Solenghi rifiutò l’incontro. Aldo Ralli si ammalò, saltò la tournée e… buonanotte. Durante i primi anni del 2000 erano in molti a essere ancora attivi in ambito teatrale e io ne ho approfittato. E menomale! Perché poi il momento magico finì. Cmq un paio di cartucce da sparare ce l’abbiamo ancora…

7 Mi Piace

Bella intervista. Peccato per non aver avuto il tempo di sapere come venne ingaggiato da Billy Wilder. Poi Franco ha lavorato anche con Blasetti, Samperi, Magni. In televisione con Falqui e Trapani. Una signora carriera. Ricordo un’intervista a Manfredi in cui diceva che lo aveva chiamato personalmente per chiedergli di partecipare a Pane e cioccolata ma che la prima cosa che gli chiese è dove sarebbe stato posizionato il suo nome sul manifesto e sui titoli di testa. Forse non ha saputo cogliere tutte le occasioni.

2 Mi Piace

Che autogol allucinante! Cmq concordo sulla carriera sottovalutata, purtroppo troppo marchiata dall’associazione con Pingitore (peraltro molti film di Pingitore-Franco come Scherzi da prete e L’imbranato anch’essi sottovalutati e molto divertenti)

3 Mi Piace