Posti in piedi in paradiso - Carlo Verdone, 2012

http://www.cinematografo.it/pls/cinematografo/consultazione.redirect?sch=53763

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Notevole capacità di graffiare
La videorecensione di «Posti in piedi in paradiso» di P. Mereghetti

http://video.corriere.it/notevole-capacita-graffiare-/5d0e97ba-622f-11e1-9e7f-339fb1d47269

Commedia di situazione sulla crisi moderna che straripa in personaggi e microstorie

http://www.mymovies.it/film/2012/postiinpiediinparadiso/

avrà ragione Mereghetti o il critico di MyMovies?

Mi è bastato e avanzato il trailer,per farmi abbastanza schifo.Verdone è da mò che non sa più raccontare,o in generale “fare cinema”.Peccato per Favino,e soprattutto Giallini.
P.S.E pure come attore…lasciamo perdere:a 60 anni un Sordi interpretava “Il marchese Del Grillo”.Lui,ancora a fare il borghesone con le passioni “ggiovanili” (la cintura di Morrison?!),senza accorgersi di essere diventato la patetica caricatura di sè stesso medesimo…

OVVIAMENTE,lo scorso fine-settimana,primo incasso nelle sale,con più di 3 milioni di euro.Al pubblico basta poco…

da anni quello che non capisco di verdone e’ il perche’ sta’ cosa de infilacce per forza una pseudomorale nelel sue commedie…ti piace la commedia fai quella e basta invece no boh…siamo sempre li’ ne’ carne ne’ pesce…anche se Giallini almeno qualche risata la fa’ fare…

Visto qualche sera fa con l’ausilio del bd Filmauro. A me il film non è dispiaciuto, sia per la storia molto attuale, che affronta un aspetto più particolare della crisi. Buono la scelta del cast, con un Favino, abbastanza misurato, probabilmente alla migliore prova in una commedia. Giallini come al solito impagabile nella parte del cialtrone. Verdone coi soliti pregi e difetti recitativi che conosciamo da anni. Un po’ più irritanti i personaggi femminili, Ramazzotti compresa. Notevole come sempre - ma è cosa nota - l’abilità di Verdone nel fissare determinate storture/tic/tendenze becere del popolo italiano. Certo il film ha diversi squilibri: i finali delle storie di Favino e Giallini sono sfumati in maniera un po’ troppo brusca rispetto al finale che si concede Verdone in quel di Parigi, che non è proprio il massimo. Inoltre - imho - la durata di quasi 2 ore è eccessiva: una sforbiciata di un buon quarto d’ora forse avrebbe giovato al ritmo nel suo complesso e al contempo valorizzato di più alcune delle notevoli battute/situazioni comiche presenti nel film.

Bd Filmauro buono, anche se la definizione non mi sembrava fosse ai massimi livelli, ma c’è da dire che forse sono io che ormai mi sono abituato alle visioni in HD. La dotazione di extra è buona per un film italiano, ma leggermente inferiore agli standard e alla cura che Verdone di solito mette in queste cose. In pratica ci sono un paio di backstage promozionali che per certi versi si assomigliano, a cui dobbiamo aggiungere qualche scena tagliata e qualche ciak sbagliato. Meritevole cmq la scelta della Filmauro di mettere in vendita questo bd “prima visione” a meno di 15 euro, ossia lo stesso prezzo del dvd. Anche se quest’ultimo forse l’avrei messo anche a 10, ma vedendo i prezzi con cui vengono ancora lanciati certi bd non ci si può lamentare: peraltro su amazon bd e dvd si trovano a poco più di 10 euro

probabilmente gli extra sono limitati rispetto a Io loro e Lara dalla scelta di utilizzare un disco a singlo strato.

Riguardo al film, la sequenza migliore è quella della rapina a casa dei vecchietti, mentre il finale veramente mi è parso tirato via, pure nel segmento di Verdone.

Anche a me non è dispiaciuto e concordo su alcuni dei difetti che avete citato, in particolar modo sulla chiusura molto abborracciata e frettolosa delle storie dei 3 protagonisti.
Bravo il trio di attori (Giallini sicuramente il migliore e il più divertente) e abbastanza modeste le donne.
Il trailer però mi aveva svelato una delle battute più divertenti del film (Giallini che giura sulla figlia di cui non ricorda il nome), peccato.
Incomprensibile la scelta di finire a Parigi, sembra solo uno spiego di mezzi gratuito per uscire dalla provincialità. Tra l’altro Parigi viene presentata, come troppo spesso capita, in maniera patinata e da cartolina e tutto il segmento francese è introdotto da una canzone agghiacciante.
A proposito di canzoni sono curioso di sapere quant’è costato comprare i diritti di Ghost Song dei Doors (ma anche del pezzo di Scott Walker).

Orrendo sia il titolo che la locandina.

Comunque per me è uno dei migliori Verdone degli ultimi tempi (non che la concorrenza fosse particolarmente agguerrita, però…)

Domanda per i romani…
Questa dove Verdone ha il negozio di vinili è per caso via Faa Di Bruno a Prati?

Mi fa piacere che anche tu e Johnny B confermiate la mia impressione riguardo il film… inoltre il tuo post è molto sfizioso perché mi dà l’occasione di rispondere al paio di quesiti che hai sollevato… ossia:

Riguardo i diritti delle canzoni… ho avuto modo di sentire un intervista a Verdone in occasione dell’uscita del film in cui confessava che praticamente a De Laurentis sono costati più i diritti delle canzoni che certe parti del film. Se non erro Verdone raccontava di aver dovuto rinunciare ad altre canzoni che altrimenti avrebbe voluto inserire… ovviamente l’unica di cui non poteva fare a meno e per cui ha insistito con il produttore era il pezzo dei Doors… adesso non ricordo se la scelta originaria era proprio Ghost Song oppure un’altra canzone per cui magari gli avevano chiesto ancora di più… sta di fatto che mi pare di ricordare che solo il (bel) pezzo dei Doors (anche se tecnicamente sarebbe del solo Jim Morrison con la musica dei Doors aggiunta post mortem) sia venuto a costare qualcosa come 300mila euro… non vorrei sbagliarmi però… ho in mente anche 150mila ma ricordandomi come Verdone si lamentasse del prezzo esoso mi sembra “troppo basso” o magari 300mila è il totale tra i Doors e Walker… credo inoltre che per “limitare il danno” i diritti acquisiti siano stati limitati all’uso della canzone esclusivamente all’interno del film, dato che il pezzo non risulta presente nella tracklist del cd con la soundtrack.

Guarda, da amante del riconoscimento delle location su questa cosa mi ci sono scervellato durante tutta la visione del bd :smiley:

Alla fine sono giunto a due conclusioni, entrambe plausibili, ma non così tanto da poterne sceglierne una rispetto all’altra, perciò le riporto tutte e due. Dapprima ho pensato a varie zone di Roma e non ne sono venuto a capo. Cmq escluderei al 100% via Faa Di Bruno e al 99% escludo anche che possa trattarsi di un’altra parte del quartiere Prati. Poi ho pensato potesse essere qualche zona periferica, oppure, osservando meglio lo sfondo con la chiesa, la cupola e la piazza che si vede in lontananza, ho pensato potesse essere qualche paese della provincia o dell’hinterland romano, magari uno dei paesi dei Castelli Romani… alla fine però, notando una patina decisamente un po’ troppo pulita della via, la strana pavimentazione e la segnaletica orizzontale molto poco romana, oltre ad una concentrazione un po’ sospetta dei vari negozi presenti, sono giunto alla conclusione che l’intera via dove si trova il negozio sia stata totalmente ricostruita in studio (così come dovrebbe essere sicuramente ricostruito l’appartamento che dividono i 3 protagonisti, in controtendenza con la prassi del cinema italiano contemporaneo) e rifinita con l’aggiunta di un fondale “fotografico”, magari preso proprio da qualche scorcio dei Castelli Romani, a chiusura della strada e dell’orizzonte visivo. Tu Giorgio che ne dici?

Escludo che la strada sia stata ricostruita in studio. È al 100% una strada vera. Magari la cupola sullo sfondo è aggiunta in post ma mi sembra altamente improbabile.
Possibilissimo che sia un posto fuori Roma, in fondo è solo un’inquadratura (per giunta fissa) che avrebbe potuto fare qualunque seconda unità dopo che era stata costruita la facciata del negozio di Verdone.
In ogni caso è stata molto probabilmente fatta quando è stata girata la scena con Verdone chiuso fuori dal negozio mentre arrivano vigili e ambulanza.
Comunque quando Verdone apre la serranda da dentro il negozio per ricevere un pacco si vede un bar chiamato CAFFÈ LEO che però quasi certamente non è nella strada dove hanno fatto gli esterni perché le immagini non coincidono. Basta guardare qui:

Quindi l’interno del negozio e il suo esterno sono in due posti distinti.
Comunque mi piace riconoscere le location dei film quando posso. Ormai ho girato a Roma per anni e spesso riconosco le location con grande soddisfazione. Quando ho riconosciuto la casa di Favino in ACAB (viale Spartaco) ero gasatissimo.
Allego comunque una foto di via Faa di Bruno presa con Google Streetview. In effetti non è lo stesso posto però ci assomigliava, dai!

Riguardo le canzoni, non mi stupisce che abbiano speso un pacco di soldi. Questo stride un po’ (molto) con alcune soluzioni molto cheap del film (l’inizio con il sogno di Verdone che viene premiato è di un poveristico che disturba).

Ripensando al film devo però dire che alla fine porta un messaggio abbastanza facilone e buonista.
Alla fine tutto finisce bene: Giallini si è spalmato in macchina ma ha ritrovato l’amore del figlio (ed è pieno di soldi grazie al gratta e vinci), Favino ritorna con la moglie (non è detto ma sembra palese), Verdone si mette con la Ramazzotti, accetta la gravidanza della figlia e vende la cintura di Jim Morrison per farsi 120000 euro facili facili che non gli cambieranno certo la vita ma che sicuramente lo faranno uscire dal baratro.Insomma, il finale più scontato possibile, peccato.

Esterno-interno in luoghi differenti può essere benissimo… secondo me il locale del negozio è in larga parte ricostruito in studio… solo le scene quando si affaccia sono effettivamente girate in un negozio…

Quel “dente” del palazzo rientrante in effetti poteva ricordarle Faa Di Bruno, ma alla fine proprio questa rientranza mi è sembrata “finta”, come per chiudere meglio la visuale per il fondale fittizio… poi da buon romano ho notato subito due incongruenze: i sampietrini rettangolari che ha la strada del film a Roma sono rarissimi… poi ormai in zone centrali (come vorrebbe far credere il film) ci sono solo parcheggi a pagamento, mentre nella via di Verdone le strisce sono solo bianche e di quelle blu non c’è traccia.
Ad ogni modo il negozio più “finto” della via mi è sembrato il “kebabbaro”, questa caratteristica, unita alla troppa pulizia (le pareti sembrano imbiancate di fresco, anche se nel cinema capita spesso di effettuare qualche ritocco, magari per cancellare scritte “sconvenienti” sui muri) mi ha fatto ipotizzare una “ricostruzione”… che peraltro potrebbe anche essere stata parziale e in loco, ossia trovata la strada (magari proprio ai Castelli), lo scenografo l’ha resa più funzionale alle esigenze del film.

No, ho ricontrollato. Quando Verdone va ad aprire al postino si vede l’interno del negozio ed è quello vero, che si vedrà meglio nelle scene successive. La scena è un piano sequenza e non ci sono stacchi, quindi il locale del negozio è vero.

Mi pare che la scelta iniziale fosse “Riders on the storm”, e - come ben dici - abbiano poi fatto una scelta di ripiego per abbassare i costi.

Visto ieri sera in dvd, piaciuto molto, meno commedia e più analisi di un problema sociale poco descritto (e molto poco piacione); in un certo senso aveva effettuato un’operazione simile con L’amore è eterno finché dura. Favino molto bravo, Verdone in versione minimalista e compassata quasi per lasciar posto a Giallini, che migliora a vista d’occhio: qui riesce a fare un mix tra spregevole, bastardo e fallito da ricordare il meglio di Sordi e Franco Fabrizi. Riguardo al finale, concordo sullo spottone parigino, a mio avviso più una scelta di De Laurentis che di Verdone, che ha sempre prediletto (vedi per Bruxelles) “altri” scorci rispetto a quelli canonici. E per quello di Giallini non ne sono del tutto sicuro:

vuoi che non abbia perso il tagliando durante l’incidente, aveva pure il finestrino aperto, vuoi che glie l’abbia fregato qualcuno mentre era svenuto

E per quanto a Verdone la vedo più come una catarsi: alla fine per provare ad avere una vita nuova deve tagliare ogni cordone ombelicale con la vecchia, arrivando pure a vendersi il cinturone. I 120k euro, non pochi, comunque non bastano a garantirsi una vita tranquilla.

La stessa cosa che ho pensato io quando ho visto la scena: chissà se è stata una scelta intenzionale lasciare questo dubbio o magari è stata tagliata qualche scena che spiegava meglio l’epilogo della sua storia… negli extra in effetti ci sono dei piccoli pezzi che allungano qualcuna delle ultime scene con Giallini…

curioso cmq che il biglietto del gratta e vinci Giallini lo comperi al bar del benzinaio che si trova ad un centinaio di metri dal mio giornalaio di fiducia :smiley: