Primer [Shane Carruth, 2004]

Pellicola indipendente realizzata con una cifra irrisoria, solo 7000 dollari dicono. Banalmente, è la storia di due giovani ingegneri che casualmente inventano una macchina con degli scopi decisamente diversi da quelli prefissati.
E’ un lavoro denso di dialoghi, praticamente al 95% c’è solo quello, molto intricato e complesso con un’atmosfera aliena e strana che si fa più solida con il passare dei minuti.
Probabilmente mi sono perso qualche passaggio, la trama è abbastanza complessa e consiglio di vederlo in condizioni che vi sono più congeniali, io l’ho visionato nel DVD UK con audio e subs inglesi, nonostante li guardo regolarmente in queste condizioni dei sottotitoli italiano mi avrebbero facilitato la visione.
In ogni caso, un film curioso ed atipico sull’argomento dei viaggi temporali.

I film sui viaggi nel tempo mi affascinano sempre, ma questo non ho mai “osato” affrontarlo. Ricordo che P.M. Bocchi, parlandone anni fa su un dossier di “Nocturno”, affermava di averlo visto un paio di volte senza praticamente capirci una madonna di niente. Certo che la presenza di così tanti dialoghi non è invitante. .
P.S. L’anno scorso al S+F triestino è passata l’opera seconda di Carruth, “Upstream color”. Non ho visto nemmeno quello, ma da ciò che mi hanno riferito in merito, se il regista fosse stato presente in sala il pubblico lo avrebbe lanciato senza pietà. Insomma, niente niente 'sto Carruth è un “sola”?

madonna upstream color :oops: