Questa specie d'amore

Altri titoli EINE MERKWURDIGE LIEBE
Durata 112
Genere DRAMMATICO, SOCIALE
Specifiche tecniche PANORAMICA, FERRANIACOLOR
Tratto da ROMANZO OMONIMO DI ALBERTO BEVILACQUA (1966)
Produzione MARIO CECCHI GORI PER FAIR FILM
Distribuzione TITANUS - GENERAL VIDEO

Regia
Alberto Bevilacqua
Attori
Ugo Tognazzi Giuseppe Ferrari/Suo Figlio Federico
Jean Seberg Giovanna, Moglie Di Federico
Ewa Aulin Isina, Sua Sorella
Fernando Rey Il Padre
Angelo Infanti Bernardo
Marisa Belli Irene, Domestica Di Giuseppe
Evi Maltagliati Moglie Di Giuseppe, Da Anziana
Anna Orso Moglie Di Giuseppe, Da Giovane
Gianfranco Rolfi Il Carabiniere
Andrea Salvini Federico Bambino
Pietro Brambilla Giovane Al Biliardo
Ezio Marano Il Prete
Sara Simoni Yvonne
Bianca Castagnetta Carmen
Fernando Cerulli Avvocato Civilista
Giulio Donnini Il Monsignore
Margherita Horowitz Ospite Al Party
Soggetto
Alberto Bevilacqua
Sceneggiatura
Alberto Bevilacqua

Note - IL BRANO MUSICALE “OUVERTURE DEL MATTINO” ERA STATO COMPOSTO ORIGINARIAMENTE PER IL FILM “CUORE DI MAMMA” DI SALVATORE SAMPERI (1968).

  • DAVID DI DONATELLO 1972 PER MIGLIOR FILM (MARIO CECCHI GORI)

Vhs CVR

Lunedì, 6/12 ore 15:20 - Iris

Doppio ruolo per Tognazzi

Lo ridanno domani mattina alle 11 sempre su Iris, stavolta lo registro… sarà una palla micidiale, ma vorrei comunque dargli un’occhiata.

Confermo la mia ipotesi… no vabbè, qualche momento nella rappresentazione del rapporto padre-figlio funziona anche discretamente, ma nell’insieme il film ha 1000 difetti ed un paio di pregi (l’altro è chiaramente Tognazzi, qui in uno strano doppio ruolo).

DVD “a cura” della Cinekult, in preoccupante caduta libera qualitativa rispetto agli esordi


screens a cura dell’utente Alexs da Nocturno.

Questa volta Bevilacqua non me l’ha fatta.

Quando vidi “La Califfa”, rimasi sconcertato in quanto non mi aspettavo un tipo di narrazione del genere, pieno di simbolismi, scene madri, trash involontario, ritmo lento, dialoghi ricercati e un senso di dramma esasperato e spinto da musiche esageratamente drammatiche. A film terminato pensai che quello sarebbe stato il primo e unico film che avrei visto del cineasta mio conterraneo. Invece, poco tempo dopo, il film ha cominciato a metabolizzare in me lentamente ma inesorabilmente. E così è già nella lista dei film che al primo momento utile rivedrò ben volentieri.
Stesso discorso con “Attenti al buffone”. Metabolizzato soltanto giorni dopo la sua visione.

Ora, con “Questa specie d’amore” ero preparato: musiche drammatiche e solenni, sempre al limite del patetico. Scene madri, ritmo lento, dialoghi ricercati. Ma il cinema di Bevilacqua è cinema d’autore, che piaccia o non piaccia, se si inizia la visione con la mentalità giusta, si riescono ad apprezzare tutti gli elementi tipici del suo cinema. Sono arrivato in fondo ai 105 minuti senza annoiarmi.

Peccato che questo regista non abbia girato un numero maggiore di pellicole.

in parte sono d’accordo, bisogna mettersi comodi in poltrona e aspettarsi la classica mattonata :smiley:
scherzi a parte, è un film con tante lentezze ma anche qualche momento interessante, soprattutto nella seconda parte parmense
con un dvd migliore si poteva apprezzare di più e invece Cinekult qui ha sfornato una bella ciofeca

Anche io sono un estimatore del particolare cinema di Bevilacqua. Imperfetto quanto si voglia eppure capace di suscitarmi un gran fascino ; sicuramente aiutato anche dagli interpreti che spesso ha avuto a disposizione.