Quintet (R. Altman, 1979)


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Spesso considerato un Altman ‘minore’ e ricordato per l’estrema lentezza.

Domenica 02 novembre 2008 alle 22:50, Iris

Espressioni, a mio avviso, entrambe erronee: film profondo, con andamento perfettamente proporzionato al plot con interpreti davvero d’eccezione impeccabili per un prodotto in cui “…Alla base c’è la dinamica del ‘mors tua vita mea’ che impedisce ad ogni individuo uno sviluppo individuale che non sia legato alla sopravvivenza in un mondo ostile. Questa è una tematica che ha già sviluppato e tornerà in seguito ad affrontare. Perché nella sua visione the ‘fight for survival’ non è solo quella che impone l’uso di pugnali con cui tagliare la gola agli avversari ma è di fatto la vita tout court al cui capolinea c’è l’inevitabile morte, che sia o meno violenta. Il cinema gli offre la possibilità di declinare questa visione utilizzando parametri narrativi differenti, affidandosi ad un innato talento e ad una inesauribile volontà di sperimentazione che lo accompagnerà sino alla fine…:writing_hand:

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