Regalo di Natale (Pupi Avati, 1986)

“Desidera mangiare?”
“Perchè c’è qualcuno che viene qui anche per fare altre cose?”

E poi le patate bollite giuro che ho una voglia matta di mangiarle tutte le volte che lo vedo!

Per i posteri :

//youtu.be/7A1z125Z-eA

Da Applausi.

Post semi-ot: segnalo che dal film è stato tratto un adattamento teatrale che verrà rappresentato anche nella prossima stagione. Magari qui qualcuno l’ha già visto. Sono davvero curioso, cercherò di non perdermelo.

Confermo. Verrà rappresentato l’anno prossimo qui a Ts, in un teatro che dista 5 minuti a piedi da casa mia. Fra i protagonisti, Gigio Alberti e Giovanni Esposito. Credo proprio che andrò a vederlo…

C’è anche qualche attore del film?

Brevissimamente: no.

Capolavoro amaro di Pupi Avati che ha avuto il merito di rilanciare un signor attore come Carlo delle Piane da caratterista nei film anni 50 e 60(con colossi come Totò,Fabrizi,Sordi e De Sica)a protagonista di un gran film come questo cambiandogli la carriera in positivo.

Accanto a Carletto(premiato con la coppa volpi come miglior attore al Festival di Venezia battendo sul filo di lana un altro grande come Walter Chiari) altri bravi attori come Gianni Cavina,Alessandro Haber, George Eastman e un “nuovo” Abatantuono reduce dai film vanziniani col personaggio del terruncello qui promosso ad attore di serie A(pare che la parte fu rifiutata da Lino Banfi che poi se ne pentì amaramente) Grandi musiche del grande Riz Ortolani.

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Non sapevo del rifiuto di Lino Banfi, chissà perché, poi. In realtà Carlo Delle Piane era già stato rilanciato qualche anno prima con Una gita scolastica.

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Lo ha raccontato anni fa alla 7 ci pensò troppo timoroso del cast e del film autoriale

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Non è stato ancora detto. Ma al posto di Montefiori, in quanto era inizialmente prevista una quota produttiva francese, avrebbe dovuto esserci Jean-Pierre Leaud. Poi i francesi sparirono, e Avati si affidò al gigante ligure. Per quanto mi concerne, molto meglio così. Per il film, per il regista, per noi spettatori. Il Natale è vicino, e non voglio esprimere il mio pensiero esatto sull’attore francese…:smirk:

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Idem con patate (bollite).

Pensavo che il film non lo avrei capito fino in fondo proprio per questo suo essere incentrato sul poker, un po’ come mi accadde con Maverick di Donner.
Ed invece Avati come sempre riesce a riportare il tutto sul piano delle relazioni umane e dell’intima connessione tra le diverse storie individuali, facendo in modo che quella che in fondo è la protagonista, la partita di poker, resti però al contempo sullo sfondo, lasciando spazio a tutta quella sovrabbondanza di significati che giaceva latente nelle dinamiche del gruppo di amici ritrovatosi dopo tanti anni.

Sinceramente non riesco ad immaginarmelo un Banfi al posto di Abatantuono, probabilmente poiché quest’ultimo ormai l’ho visto in moltissimi ruoli drammatici e sono abituato a vederlo in questi panni, mentre invece Banfi continuo ad associarlo solo ed unicamente al “Che chezzo me ne frega a me” o al Medico in famiglia.
Chissà se anche in questo caso l’operazione di astrazione e risignificazione di Avati sarebbe andata in porto o se invece avrei percepito il pugliese in quel ruolo con una sensazione di spaesamento…

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“Sono venuto qui perchè si mangia bene” :joy:

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Patate BEN SCONDITE. Avvocato Santelia. A vederlo, tipetto innocuo e insignificante. In realtà, mefistofelico…:flushed_face::skull_and_crossbones:

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Sabato in prima serata lo passa Raistoria senza pubblicità :wink:

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Dietro le quinte interviste ai protagonisti

Disponibile su YouTube qui:

Dall’autobiografia di Pupi Avati:

Il primo che ci viene in mente è Lino Banfi: ha fatto tante cose, tanti
generi diversi, potrebbe essere lui. Lo invitiamo a colazione e, nel corso del
pranzo, gli raccontiamo il film. Banfi è entusiasta, accetta, dice che
finalmente ha l’occasione di un ruolo diverso, importante, serio, sembra al
settimo cielo. […] Passa però qualche giorno e scopriamo che Banfi ha contemporaneamente detto di sì sia a noi, che a Cecchi Gori, per altro per fare Pompieri 2. Infatti dopo una telefonata di scuse esce definitivamente dalla nostra vita. Intuiamo che l’offerta di Cecchi Gori sarà stata di tale portata da spazzare via qualunque proposta di cinema autoriale.

Ironicamente il film è noto come turning point per la carriera cinematografica di Abatantuono, ma lo fu tanto quanto se non di più per Banfi. I pompieri 2 uscì nel 1987, e quello sarà l’ultimo anno di presenza di Banfi al cinema per quasi un ventennio.

Altre chicche sul film dall’autobiografia di Avati:

  • Abatantuono all’epoca si era di fatto ritirato dal cinema, aveva aperto un night club a Rimini, non aveva più un agente e era di fatto irrintracciabile. Avati riuscì a beccarlo quasi casualmente quando ormai era pronto a rinunciare.

  • il ruolo di Eastman era in origine di Jean-Pierre Léaud e il personaggio era uno stilista; Léaud non potè interpretarlo in quanto fu arrestato a pochi giorni dall’inizio delle riprese.

  • Haber ottenne il ruolo dopo essersi presentato senza invito negli uffici dei fratelli Avati e avere avuto una mezza crisi isterica, farneticando sul non essere mai chiamato a recitare nei loro film. Quel momento fu poi usato come base per il monologo-sfuriata del suo personaggio nel film.

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Come è stato fatto notare, Avati confonde Pompieri 2 con Pompieri.
E tra l’altro, nel medesimo anno, doveva comparire anche in Sogni e bisogni.

Al color dei soldi non si comanda.

Non credo che sbagli, guardando gli archivi della Stampa si trova che I pompieri 1 si girò a giugno-luglio 1985, a maggio 1986 si gira I pompieri 2 e sempre nel maggio 1986 si inizia a parlare di Abatantuono che sta per girare Regalo di Natale.

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