Rocketman (D. Fletcher, 2019)

In tanti si sono sbrodolati con Bohemian Rapsody ma nessuno si è cagato questo altro biopic per altro diretto dallo stesso regista chiamato a concludere l’altro dopo il licenziamento di Bryan Singer. Ci penso io.

La storia è quella di Elton John, nato Reginald Kenneth Dwight, da infante prodigio a Re del pop e il susseguirsi degli eventi rispecchia la struttura classica di un biopic. Ma il film parte con un bell’espediente utilizzando una seduta psicanalitica nella quale Elton snocciola via via la sua vita tra momenti reali e momenti fantastici. Ne viene fuori così non tanto un piatto racconto a la Bohemian Rapsody, ma un bel musical dinamico e coloratissimo in cui le canzoni si incastrano perfettamente con la biografia del personaggio e non servono solo da contorno o per accontentare lo spettatore, ma entrano proprio come parte integrante del racconto, saranno più di 20 canzoni alla fine. La storia non sfiora mai il buonismo e Sir Elton John non ci risparmia nulla dei suoi eccessi, del suo modo di vivere kitsch e “bigger than life”, e riesce davvero a coinvolgere lo spettatore che può scegliere da che parte stare, senza essere per forza spinto a parteggiare per il povero protagonista vittima di chi si vuole approfittare di lui. Bravissimo Taron Egerton a restituire l’istrionismo del protagonista, e bene anche Jamie Bell nei panni del paroliere Bernie Taupin. I due mettono in scena una storia di amicizia che coinvolge e commuove davvero, e si capisce come dal duo siano potute venir fuori delle vere e proprie pietre miliari della musica pop. Molto molto bello.

Io lo sconsiglio, a chi ama Elton John e il bel cinema in generale. Il resto è silenzio…

Molto bello anche per me, anche senza stare a fare paragoni con quella zozzeria col nano con i dentoni.
Un film pieno di idee, con ottimi numeri musicali (alcuni genialmente spiazzanti, come l’uso di I Want Love), a suo modo onesto e sincero e ben interpretato da un attore che diventa Elton John senza mezzucci e senza scimmiottarlo.
L’ho trovato coerente negli eccessi kitsch e visivamente molto curato (bella la ricostruzione dello storico Troubadour), rispettoso per come tratta l’omosessualità di Elton senza farlo diventare una macchietta e con una bella scelta musicale (con ovvie esclusioni e clamorose inclusioni - tipo la già citata I Want Love).
Un gran bel film, una scena poi mi ha realmente commosso (la prima esecuzione di Your Song).

Da fan di Elton John (che seguo da quasi trent’anni e che ho visto più volte live - l’ultima la scorsa estate a Lucca dopo il pacco di Verona e la prossima l’11 Novembre del prossimo anno a Birmingham) sono assolutamente soddisfatto, fosse anche solo perché non mi sono sentito trattare come un pollo.

Immagino manchi un NON


Immagino una schiera di tuoi adepti boicottare il film solo per questo tuo giudizio illuminante

Eh sì, ho sistemato.

Per non fare un post inutile segnalo il buon blu ray con parecchi extra anche se bene o male le interviste sono i classici contenuti EPK. Però ci sono anche scene tagliate ed estese, più la versione karaoke per chi si sente canterino.

Venticello, mi conosci. Il ruolo di guru non mi si addice, mai avuto nulla da insegnare o predicare a chicchessia. E il mio giudizio sul film l’ho espresso chiaramente nel thread di “Bohemian…”. Semmai mi diverte e incuriosisce rilevare la totale divergenza di opinioni, stavolta, fra il sottoscritto e te & Brass. Conferma del vecchio adagio “la bellezza sta nell’occhio di chi guarda”.

EPK? Che significa?

E allora apriti al confronto e non limitare un giudizio a mi fa cagare/è un capolavoro, altrimenti dai un idea sbagliata, non mi spaventa mica la diversità di opinioni, mi spaventa il non argomentarle

Appunto ho argomentato. In altra sede. E non mi ripeto…

Non sono sicuro che Venticello sia sufficientemente motivato a fare lo sforzo di andare a cercare in altra sede la tua argomentazione

Eh, infatti è per situazioni come questa che qualcuno ha creato il concetto di “libero arbitrio”…

È l’acronimo di Electronic Press Kit e si riferisce a tutte le brevi featurette promozionali che vengono fatte in genere per i grossi film.
Servono più che altro a promuovere i film e quindi non contengono grandi informazioni o approfondimenti ma piuttosto una panoramica su vari aspetti (attori, fx, musiche) a mero scopo promozionale.

Visionato ieri sera grazie ad amazon prime video… mi accodo ai precedenti commenti di venticello e brass, anche se con meno entusiasmo. Le due ore di durata scorrono veloci, ma secondo me una decina di minuti di scene non essenziali forse si sarebbe potuta anche tagliare.

Azzeccata l’idea di costruirlo come una sorta di musical, con i sottotitoli che traducono le parole delle canzoni (tranne in un paio di occasioni, chissà perché), così come la scelta di far ricantare le canzoni agli attori coinvolti; meno buona, secondo me, quella, soprattutto a partire da un certo punto del film, di mescolare le carte in tavola e stravolgere la cronologia di certi eventi. In tal senso non si capisce perché il celebre duetto con Kiki Dee sia stato piazzato nel punto in cui appare, dato che risale all’album che chiude il periodo aureo del duo Elton e Bernie e qui sembra essere stato cronologicamente anticipato di parecchio. Ma forse sono dettagli che danno fastidio solo a me che sono un fan soprattutto del periodo aureo. Probabilmente questo rimescolamento si spiega anche col voler utilizzare le canzoni in funzione diegetica piuttosto che usare il soundtrack meramente come sfondo sonoro: da questo punto di vista si comprende anche l’inclusione di un brano come “I want love” che, oltre ad essere molto più recente (2001) rispetto al periodo narrato nel film, non è certo tra i capolavori del duo, anche se tratta da uno degli album migliori del periodo maturo e in qualche modo si ricollega ai classici degli anni 70.

Ottima in generale la ricostruzione d’ambiente, almeno dagli inizi della storia fino alla fine degli anni 70: la parte anni 80 risulta un po’ meno precisa, ma sono dettagli, così come le dita troppo “magre” del protagonista, assai distanti dai “salsicciotti” di Sir Elton (che spesso il protagonista tira in ballo come suo grosso cruccio), ma mettergli delle “protesi” col make up sarebbe stato grottesco. Ma se appare azzeccata la scelta del protagonista, molto meno somigliante risulta essere Jamie Bell al vero Taupin, ma anche questi sono dettagli. Irriconoscibile la figlia di Ron Howard nei panni della madre, ma vedendola in foto attuali fuori dal set, più che per il trucco sembra essere proprio lei ad essere invecchiata male pur essendo solo del 1981.