Samuel Stern

Chi ha letto il primo numero di “Samuel Stern”?
Personalmente mi sono fatto contagiare dallo “strombazzamento” avuto su Facebook che mi ha davvero sorpreso, non ricordo su quale pagina si faceva la fila a postare chi lo aveva comprato, sono rimasto sorpreso anche dal numero di copie presente nell’edicola del mio paese, addirittura 5 copie!, l’ho finito di leggere poco fa e la storia stile “horror psicologico” mi è piaciuta abbastanza ma non mi è ancora ben chiaro se si tratta di un personaggio che avrà un futuro alla Dylan Dog oppure sarà un “bluff” alla Dick Drago.
Sono tentato inoltre di continuare la collezione anche se mi agita un pò sapere se sarà una lunga serie o se chiuderà presto dato che il mio spazio a disposizione è davvero ridotto.
Riguardo la copertina non ho capito la scelta di tagliare il nome in alto, appena l’ho visto credevo che fosse una copia uscita male ma invece è proprio così!, un’altra cosa che non ho molto apprezzato è il lettering, non so perchè ma mi è sembrato un pò scarso e fastidioso da leggere.

Letto, almeno qua a Torino ha avuto una buona distribuzione. Così così… va bene che la storia “pilota” di solito non svela mai troppo e bisognerà aspettare i prossimi numeri per capire dove andrà a parare ma nel complesso l’ho trovata scialba. Un po’ Hellblazer, un po’ Outcast; dialoghi senza particolare mordente, disegni dignitosi e formato bonelliano accattivante ma per ora è davvero tutto all’insegna del già visto. Per il momento continuerò a seguirlo, vediamo se migliora.

Letto il numero due. Un pochino meglio, plot con un apprezzabile colpo di scena finale anche se continua a sembrarmi privo di vero mordente. Per il momento ho intenzione di continuare a leggerlo, apprezzo il coraggio dell’editore di puntare tutto sulle uscite da edicola (non so quanto una collana di questo titolo potrebbe attecchire in fumetteria, d’altronde). Non male i disegni, qua e là un po’ “mangheggianti” ma nel complesso non mi dispiacciono.

Letto il terzo numero, Legione. Qua c’è un discreto salto qualitativo, il primo albo della collana che mi sia piaciuto davvero. Idea abbastanza intrigante anche se non nuovissima, sviluppata molto bene e con un bel finale (mai consolatorio, la cosa che apprezzo di SS è che l’happy end puoi scordartelo). Speriamo continuino così.