Sanguepazzo (Marco Tullio Giordana, 2008)

Vicenda storica complessa
Se la condanna a morte di Valenti si fonda su motivazioni formalmente valide (tralasciando però la legittimità dell’organo giudicante e la relativa procedura), l’uccisione della Ferida è stato un atto abominevole (non fosse altro per lo stato di gravidanza)

L’attrice venne in parte riabilitata qualche anno dopo dai giudici milanesi (seppur per mancanza di prove decisive e comunque si accertò la sua presenza in luoghi di tortura)

Dichiara Marco Tullio Giordana: “Sanguepazzo non è un film di detection che intende ricostruire ‘la vera storia di Ferida e Valenti’, ma un’opera di fantasia ispirata a vicende e figure reali”. “Ho scritto questo film 25 anni fa. È da sempre che lo voglio fare. Ritengo quelle pagine di Storia cruciali per capire chi siamo, ne sento, bruciante e irrisolta, ancora tutta l’attualità”.

Deve essere quindi una sorta di romanzo storico adattato ai tempi e ai modi della fiction a cui va comunque il merito di aver ricordato un episodio abbastanza oscuro (anche se Italo Moscati aveva già trattato la vicenda dei due attori con il film Gioco perverso)