Scrivimi una canzone

Il titolo inglese era molto più bello (Words & Lyrics).
Bene, ci troviamo nuovamente di fronte ad una commedia romantica con due attori esperti del genere, l’eterno ragazzo (ma è invecchiato parecchio!) Hugh Grant e Drew Barrymore, mia coetanea che mi garba assai sin dai tempi di E.T.
Non sarà sicuramente niente di trascendentale, ma c’è un elemento che mi incuriosisce e che mi spinge ad andarlo a vedere. Ho visto un servizio al telegiornale e ho letto a grandi linee la trama:
Hugh Grant è un ex cantante anni 80 ora finito un po’ in disgrazia. Gli viene offerto di scrivere una canzone per la nuova stella nascente del pop e lui si fa aiutare da Drew Barryomore.
La cosa che mi spinge, oltre al fatto che la musica è al centro del film, è che ho visto il finto video anni 80 di Hugh Grant e fa decisamente sbligare! (per i non romagnoli “sbligare=sbellicare dalle risate”)

Poi, il venerdì, dopo una settimana discretamente pesante di lavoro, questo film è piuttosto indicato a resettare il cervello…

Il pericolo è che finito il film non ti trovi il cervello resettato per sempre.

ho appena letto una recensione. dice che è divertente e ben fatto. tutto ruota alla perfezione, persino la parte romantica, che comunque arriva in un secondo momento.
il cervello comunque lo lascerei tranquillamente nel cassetto per tutto il weekend…:rolleyes:

a me è successo con domino qualche ora dopo…

La Barrymore è una patata stracotta,il film varrà un’eventuale visione per Grant,simpatico come sempre(anche quando fa l’antipatico:vedi i due “Bridget Jones”),e autoironico come mai.Sì,il video “eighties” pare uno sbrego:musica,colori e acconciature “ricostruiti” alla perfezione!Non sarà un film da ricordare,ma un pò di sano intrattenimento spensierato dovrebbe garantirlo,inutile fare gli snob…

la barrymore a mio personalissimo giudizio è una gran bella patata.

come volevasi dimostrare il film è molto carino, la barryomore e hugh grant sono simpatici, tutto funziona molto bene e il film diverte. anche la pseudo-britney è una bella patata, molto idiota come da copione…
l’altra commedia di questo periodo, “l’amore non va in vacanza” ha una marcia in più, mi sembra un po’ più profondo e approfondito, ma sono sottigliezze, entrambi adempiono perfettamente al loro compito.
anche in questo film la location, new york, è fotografata in maniera meno comune del solito, meno presente ed ingombrante potrebbe sembrare una qualsiasi altra città. di questo me ne compiaccio perchè: 1 - questa città dimostra di non essere alla frutta in quanto a luoghi e scorci, 2 - a mio parere è troppo facile sfruttarla per i suoi ambienti famosi, se fatto in continuazione si rischia di voler coprire dei buchi di sceneggiatura inquadrando l’empire state building piuttosto che una panoramica sullo skyline. se così si fa bisogna che sia al centro della storia, bisogna che il film sia un omaggio alla città stessa e comunque bisogna saperlo fare… ultimamente viene fotografata meglio e in modo meno sconsiderato e banale che in passato. cosa da non sottovalutare.
scusate il piccolo escursus nel mondo delle location ma sono molto attento a queste cose e cerco sempre di vedere in un film se viene rispettato il sapore e l’atmosfera di una determinata città (se questa città la conosco), e cerco di giudicare sempre anche questo aspetto.

alla prossima…:wink: