quoto anche le interpunzioni e ci vado anche più pesante col carico. è benale e scontato come lammerda, è sostanzialmente una commedia acidula sulla contropartita del female empowerment (se proprio si deve giocare questa partita che ha davvero cartavetrato la uallera, torno a rivedermi alexandra’s project o venere in pelliccia di polanski), di una cattiveria e graficità così addomesticata annacquata e mainstreamoide che potrebbe benissimo essere opzionato da almayer per una visione con le pupe e davvero non riesco a capire chiunque parli di “grande ritorno dello zio sam come non se ne vedeva dalla trilogia evildead”
a me ha indisposto e annoiato dal primo all’ultimo frame, a partire dal fatto che stilisticamente non somiglia in alcunché al raimi indiavolato incontenibile e innovativo degli esordi, ma a quel sam abbiamo detto ciao da un pezzo e ok, idiota io che a ogni suo ritorno all’horror mi aspetto che horror tout court sia e abbia finalmente trovato il coraggio di bagnarsi due volte nello stesso sangue e non che spadelli sta brodosa robetta pg13 rated facendo un uso ipercringe di una cgi da fine anni 90 (l’incidente aereo e metà della sequenza col cinghiale - e il cinghiale stesso son realizzativamente da calci nei denti) per venire a ripeterci la spatanafia del maschio alfa superbullo che abusa d’ufficio che deve vedersela con una simpatica canaglia più alfaalfa di lui - col tutto che lei non è un cazzo simpatica fin dal minuto uno, cosa che manda a monte e appiattisce ogni tentativo di parteggiamento, slancio empatico e coinvolgimento narrativo - e le cose non vanno certo meglio dopo, quando la scopriamo risoluta a non voler cedere il trono del proprio sogno survivalista e suprematista. ma questo non rende per converso più accettabile lui, e tra due stronzi senza un minimo di etica non potendo tifare per nessuno il gioco è e rimane a somma zero, della serie fate in fretta ad ammazzarvi che si sarebbe fatta una certa
e parliamone, della narrazione: un woodstock di ovvi riflessi condizionati da sceneggiatore ultimo arrivato che fa il polpettone con fegatini di pollo arcinoti presi un po’ a destra un po’ a manca su (giù) fino a un irricevibile turnover finale della serie “l’importante è crederci”, con un paio di plotholes di riporto (il meno grave: chi si è preso cura del parrocchetto mentre lei è stata via mesi? come è possibile che il resto della spedizione di soccorso non si sia attivata quando non ha più visto arrivare zuni e la guida?)
a me è davvero parso uno di quei semi-anonimi e anodini b-adventure thriller estraibili a strafottere dai filler-movies che ingolfano i server di yify; se l’avesse firmato un pincopallo qualunque nessuno avrebbe alzato il dito esclamando “aspettanpo’, ma questo è raimi sotto copertura!”, forse fatto con quel borsone sportivo bombo di banconote da 100 dollari in più (certo non devoluti al reparto f/x). prossima volta che raimi annuncia di tornare all’horror spero che un produttore lo prenda per l’orecchio e lo sottoponga a 5 visioni di fila di bring her back per fargli capire cosa è davvero horror negli anni 20 del secolo XXI.