Showgirls (Paul Verhoeven, 1995)

Titolo: Showgirls
Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1995
Paese: Usa
Durata: 128’
Cast: Elizabeth Berkley, Gina Gershon, Kyle MacLachlan
Produzione: United Artists

Link IMDB

Film piuttosto controverso del sempre controverso Verhoeven, che fece incetta di Razzie Awards e stroncature, salvo poi essere rivalutato da una certa critica.
Di tette e belle figliole il film e pieno, tanto da far girare la testa, ma se si rimane lucidi, qualcosa che non va durante la visione c’è. Tutto è sovraeccitato, esagitato. La recitazione della Berkley in primis è isterica e eccessiva, ma più in generale il ritmo impresso al film è concitato e smanioso. Le scene si rincorrono freneticamente, la gestualità degli attori è irritante, i dialoghi si cannibalizzano l’un l’altro, pare che Verhoeven abbia fretta, o forse intende così ritrarre l’anima nera ed infernale di Las Vegas, la capitale degli “assholes”. La narrazione però ne risente, trasmettendo ansia e nervosismo allo spettatore.

Non è facilmente decriptabile se la sceneggiatura scritta da Verhoeven con Eszterhas (lo stesso team creativo di Basic Instinct) intenda mostrare il marcio di quell’ambiente per stigmatizzarlo, o invece se ne serva cinicamente per amplificare il glamourama, corpi nudi e luci al neon. L’occhio del regista si muove borderline. Lo stesso personaggio della Berkley vive di questa ambiguità, se razionalmente lo si può leggere come una vera è propria iena, una stronzetta opportunista e “anguillesca”, è anche vero che inevitabilmente si prova una qualche simpatia per lei, obnubilati più che altro dalla sua carica erotica (non sono certo le qualità etiche a conquistarci). Verhoeven insomma fa un po’ il ruffiano, e mentre punta il dito ci strizza anche l’occhio. Con questo, niente da recmininare, non sono di quelli che in un film cerca il messaggio positivo a tutti i costi, anche se la furberia della rappresentazione infastidisce un po’, perché non sposa apertamente né l’immoralità, né il perbenismo.

Verhoeven non risparmia uno stereotipo che sia uno, Nomi Malone è di origini italiane (e quindi la prima battuta che le dedicano nel film è che sia “mafiosa”, stranamente non si citano gli spaghetti e il mandolino), il rocker capellone tanto amato dalla Ravera è naturalmente un balordo, vizioso e depravato, le ballerine sono perlopiù lesbiche e i ballerini sono perlopiù gay, i negri vivono nelle roulotte e i miliardari bianchi hanno le Ferrari e le ville con piscine, i ristoranti italiani sono arredati con mezzo Colosseo di carta pesta. Una visione netta e inappellabile della realtà che mi sarei aspettato da un regista meno smaliziato e talentuoso di Verhoeven.

Definito, a mio avviso inopportunamente, un “musical”, Showgirls riprende tutta quello componente on stage e backstage di pellicole come Staying Alive o Chorus Line, ma con scarso interesse per il ballo, anche perché qui di ballo non si tratta, ma di spettacolini in topless che giustificano le nudità e gli ammiccamenti con qualche scenografia pretenziosa e qualche timida coreografia di facciata. Ciò nondimeno, le esibizioni sono forse i momenti più interessanti del film.
Assolutamente incandescente la performance esclusiva che la Berkley dedica a Kyle MacLachlan nel privè del Cheetah; e il film sta tutto lì, in quella volgarità ed in quella crudezza che lo esaltano e lo limitano al contempo.
Uscito negli States un anno prima di Striptease, in Italia la cronologia fu inversa. Dvd italiano fuori catalogo, ma discreto a livello audio/video (anche se il comparto extra, che conta making of, trailer, teaser e galleria fotografica, è in realtà poca cosa). Negli States è uscito uno splendido bluray, edizione che celebrava i 15 anni del film.

Il film l’ho sempre giudicato una cazzata. Però la protagonista era una gnocca pazzesca e la celebre sequenza di lap-dance da (ma)sturbo.

ps. il DVD ce l’ho, non sapevo fosse fuori catalogo… fra l’altro, ricordo che quando uscì la VHS c’era un divieto ai minori di 14 anni “ritoccato” (gli avevano appiccicato sopra un’altra etichetta col vm. 18).

Non saprei dire se il divieto ai 14 è da attribuirsi alla versione con tagli censori, e quello ai 18 alla uncut, oppure se si tratta di etichette ammollate random. Perché effettivamente il divieto ai 18 ci sta tutto, non tanto per le nudità quanto per il sesso simulato (e frequente). E comunque l’esibione dei genitali di solito fa scattare i 18.

A me non era dispiaciuto. Forse nel film c’è un po’ troppa figa perché io possa esprimere un parere credibile, ma tant’è.

Noiosissimo, tremendo e imbarazzante scivolone per il bravissimo Verhoeven (comunque meglio in Olanda che negli Stati Uniti, almeno secondo me). Sembra uno di quegli squallidissimi softcore serie Z da mezzanotte su 7 Gold ma ad alto budget, per benpensanti in vena di facili trasgressioni, dove si promette ma non si mantiene mai. Pure il grande MacLachlan sprecato e ridicolo in questo pastrocchio impossibile da rivalutare anche sotto un’ottica so bad it’s so good (come ha voluto fare la MGM una volta resasi conto di che schifezza era venuta fuori). Un capitombolo colossale per Verhoeven.

personalmente la vedo in modo meno drastico. Non è così “imbarazzante” e monnezzaro, tuttavia non lo definirei un film riuscito né esente da difetti, e certamente la componente “erotica” non aiuta a considerare con la giusta distanza il film :-p

A suo modo è una pellicola insidiosa, più la rivedi e meno sei certo di dove volesse realmente andare a parare Verhoeven: critica sarcastica o ruffianissima paraculata?

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Mah la VHS CG era uncut, presentando appunto sulla fascetta questo vm. 18 appiccicato all’ultimo momento per coprire il vm.14.

al cinema era vm 14 e apparivano evidenti tagli censori sulle copie positive in stile True romance.

In sala e in tv (in seconda serata, of course) il film è uscito tagliuzzato. In vhs e dvd è invece nella versione vm 18, ovvero proprio quella che negli States si è beccata il “famigerato” divieto NC-17. In quanto al film in sé, lo difendo volentieri: non il migliore Verhoeven “americano” (per quello, rivolgersi a “Starship troopers” e in seconda battuta a “Robocop”), ma certo il più polemico verso la società yankee, il suo falso perbenismo e le sue ipocrisie. I personaggi, fateci caso, sono uno peggio dell’altro (l’amica della protagonista esclusa, che infatti a un certo punto viene stuprata, puverella…): falsi, traditori, bugiardi e arrivisti, tutto poi gira e si sacrifica in nome del denaro. Per forza a suo tempo tanti critici sono insorti e il pubblico non ha certo affollato le sale: agli yankee certe cose non piace sentirsele dire, o mostrare, specie se lo fa uno straniero. Il br yankee su www.dvdbeaver.com/film/DVDCompare3/showgirls.htm
P.S. Comunque oscena la pettinatura di MacLachlan, con quel ciuffo da frocio, anzi proprio da checca persa. Non un bel lasciapassare per il suo personaggio di irresistibile gran puttaniere…

Dal 2 luglio, br 4k italiano, by Eagle. Su Amazon, a 25 euro.

mah..tantini per sto film,all’epoca lo vidi in sala,e mi diverti’ ,per la regia ,le scene di lap dance veramente ben girate e eccitanti,il ritmo frenetico ,ma lo vedo una cosa positiva in questo tipo di film ,ovviamente personaggi stereotipati al massimo,ma vaa ben cosi…e Gina Gershon era la piu’ sexy di tutte..e il tocco particolare di Verhoven si vede tutto

Promosso,il 4k Eagle. Però, l’analogo disco Vinegar è di qualità superiore. Master restaurato dai francesi(!!) nel 2015, per entrambe le edizioni. Ma il br yankee, pur senza il Dolby Vision, ha l’immagine lievemente più scura e colori un po’ più carichi. Se vi interessa il film di Verhoeven con l’audio italiano, il br standard è più che adeguato. Dovrebbe essere sui 10 euro.:cocktail_glass::+1::slightly_smiling_face:
P.S. Biasimevole, stavolta più che mai,la totale assenza di extra. Con 25 euro da sborsare, la Eagle qualcosa DOVEVA mettere…:face_with_symbols_on_mouth::skull_and_crossbones: