Si muore ancora per girare un film

Non potendo postare nella sezione “attualità” posto qui.
La notizia sconvolgente che desidero riportare si riferisce alla morte di Nicolò Ricci, stuntman trentenne, che durante le riprese della fiction “Vite sospese”, buttandosi giù da un’impalcatura, anzichè atterrare sul materassone ha avuto la sfortuna di centrare lo spigolo dello stesso riportando ferite cerebrali irreversibili. È incredibile pensare che nel 2008, con tutte le misure di sicurezza previste, si possa ancora incorrere in incidenti del genere ma nel contempo mi fa pensare che la nostra vita è forse predestinata, dalla nascita sino alla morte, da un destino già scritto. R.I.P.
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200803202300-cro-rom1154-art.html

Sarei tentato di dire che non vale la pena morire per spazzatura come Vite sospese: ma un cretino di critico disse qualcosa del genere per la buonanima di Cassinelli, e si sentì giustamente replicare da Sergio Martino che non esiste un film tanto valido per cui valga la pena di tirare le cuoia, punto. Perciò mi limiterò ad un asettico ancorchè sentito R.I.P.

Anche al VTE si muore ancora per caricare una nave.

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/cronaca/milano-stuntman/milano-stuntman/milano-stuntman.html