SICK: The Life & Death of Bob Flanagan, Supermasochist

Bob Flanagan era un cantautore/poeta/scrittore e soprattutto performer estremo.
Malato da sempre di fibrosi cistica, si è sempre distinto per atti di masochismo estremo (appendersi con ganci, farsi tagliare, appendersi oggetti pesanti al pene, infilzarlo con un chiodo….) e ha avuto un momento di particolare celebrità in occasione della sua partecipazione al video di Happiness in Slavery dei Nine Inch Nails.

Questo documentario di Kirby Dick (presentato con successo anche al Sundance del 1997) è interamente dedicato alla figura di Flanagan e ne segue gli ultimi anni di vita (compresa la sua morte) inframezzando il tutto con immagini di repertorio e con interviste a lui e ai suoi cari.
Fermo restando che personalmente, con tutto il rispetto, trovo che Flanagan fosse un cretino, devo dire che il documentario è interessante (anche perché è fatto bene) e ogni tanto il protagonista sorprende con qualche riflessione sensata e, a suo modo, profonda.
Ovviamente non è una visione per tutti però chi vuole vedere qualcosa di abbastanza forte e inusuale non ne resterà deluso.

Esiste il dvd R1, si trova a poco.

Questo il trailer:

//youtu.be/8cC4NllE1M4

Cretino o no si è elevato dal suo status di malato col masochismo, in interviste lette in passato dichiarava apertamente che il piacere più grande era il sollievo al termine del dolore e data la sua malattia direi che un briciolo di coerenza c’è, dato che parliamo di una persona che non sa cosa sia il benessere quotidiano.

Allego per completismo il video dei NIN, precisiamo che nel video si è lui ma ci sono anche tanti sfx:

//youtu.be/FPJmpHfLh0c

Quello sì, e infatti è anche uno dei temi portanti del documentario.
Tra l’altro una delle condizioni stipulate con i regista era quella di includere la sua morte nel documentario proprio per portare l’estrema di dimostrazione di fine del dolore (e non solo).

E’ dal '97 (quando venne presentato al festival di Taormina,se non erro) che sento parlare di 'sto film, e ne lessi una prima recensione su “Segno cinema”. A tutt’oggi non l’ho mai visto, anche perchè provo un misto di curiosità e disgusto, nei confronti dell’opera e di Flanagan medesimo. Non so se arrivo a definirlo “cretino”, ma certo mi sfugge “il senso ultimo” di un tizio che si faceva martoriare i genitali, nonchè appendere pesi di varie forme e misure ad essi. Come “terapia del dolore” è eccessiva a dir poco. Anche se, da quel che ho letto, ad uscirne molto peggio dal film, come persona, è la vedova (nonchè sua “dominatrix” nel privato e in varie esibizioni) Sheree Rose. “Repellente”, a quanto pare…
P.S. Va detto che, per un malato di fibrosi cistica (malattia terribile, sul serio), nonostante (o grazie a?) le pratiche sadomaso, Flanagan è arrivato ad un’età considerevole. 43 anni…

Spiego meglio la storia del “cretino”…
Da quello che ho potuto capire dal documentario lui non era certo uno sprovveduto. Era uno che ha saputo vendersi bene e sfruttare al massimo anche la sua (seppur terribile) malattia. Non trovo che avesse talento nello scrivere canzoni, testi e poesie e trovo che il suo status di “artista” fosse abusato perché, nella mia visione del mondo, non basta appendersi dei pesi all’uccello per essere considerato tale. E lui, da quello che dice, sembrava davvero considerarsi un grande artista, un grande “performer”…
Per carità, aveva una malattia terribile e questo suo masochismo era uno dei modi che aveva per affrontarla, ma non mi convince.

Comunque sì, la moglie non esce benissimo dal documentario (anche se non lo capisce).

Infatti:che non fosse scemo,come emerge dalle interviste al di fuori delle sue “esibizioni”,è indubbio.Ma attribuirgli grandi meriti artistici a prescindere…è troppo.Se bastassero le malattie,più o meno gravi,sai quanti “grandi artisti” avremmo,al mondo…

però it’s fun to be dead è fantastica (una delle sue tante dimostrazioni di sottilissima autoironia di cui era spesso capace) e i suoi drawings sono impressionanti.