Anche quest’anno l’Off Screen Festival di Bruxelles offre molte interessanti proposte. Il primo film che ho visionato nell’edizione 2024 è proprio il nuovo lungometraggio di Plympton, autore che avevo molto amato all’epoca della retrospettiva a lui dedicata al Future Film Festival di Bologna ma che da allora non avevo più seguito molto. Lo stile di disegno e di animazione è rimasto molto simile, come anche la grande creatività a livello visuale ed il tipo di umorismo, a volte nero, a volte sarcastico, a volte dissacrante.
Quello che cambia invece (ma per un signore di quasi ottant’anni direi che è del tutto normale) è una diminuzione del cinismo e del politicamente scorretto; o meglio, questi elementi restano ma sono un po’ più edulcorati, domati e tenuti a bada. Non sono più il fulcro dell’opera o ciò che conferisce il sapore principale al piatto, restano una componente importante ma dosata con cura, in quantità non sovrabbondanti.
Il film, una sorta di western dei nostri giorni, è una denuncia della cupidigia e delle sconsiderate speculazioni tanto del mondo del cinema, quanto della avida e poco lungimirante classe politica.
Un divertissement sollazzevole che riprende la figura del giustiziere mascherato alla Zorro per calarla in un mondo un po’ surreale e grottesco in cui i proiettili volano a centinaia di migliaia e gli scontri a fuoco avvengono nelle modalità più bizzarre e deliranti.
Insomma, un Plympton un po’ edulcorato ma ciononostante ancora divertente ed estremamente creativo e fantasioso.