Squillo (di Carlo Vanzina, 1996)

Thriller poliziesco vanziniano che zoppica non poco. I Vanzina ci credono, musiche ad effetto di Pino Donaggio, collaborazione di Franco Ferrini alla sceneggiatura, ed una impostazione da vogliamo fare una roba seria; il punto è che però i limiti sono parecchi.

Raz Degan è credibile nel ruolo di un ispettore della Polizia italiana come la Clerici che tratta una rubrica di diete su Donna Moderna. Matita sotto gli occhi, orecchini da pirata, chioma leonina un po’ sciolta un po’ legata col codino, lo stesso atteggiamento della pubblicità dello Jagermeister; non è nemmeno tanto un problema di recitazione (che certo non fa gridare al miracolo) quanto di realismo, verosimiglianza. Non ci credi nemmeno un istante che quello sia un ispettore Tal dei Tali e non Raz Degan lo sbarbagalline (contribuisce parecchio pure il doppiaggio di Luca Ward).

Idem per le due ragazze, che anche nella campagna polacca dell’89 sembrano fotomodelle travestite da contadine.
Milano è sempre quella da bere, peccato non siano più gli anni '80 ma sia il 1996. Le pubblicità occulte (occulte si fa per dire) si sprecano. Mille piccoli dettagli che non tornano e che non cito per non spoilerare. A titolo di esempio devo dire che l’inverno polacco è notevolissimo, altro che vacanze ai Caraibi, tutti a Varsavia il prossimo novembre!

Nonostante l’argomento si sarebbe prestato a lingerie di pizzo e lenzuola di seta a profusione, i Vanzina latitano anche sotto l’aspetto non dico erotico, ma perlomeno ammiccante. Scene estremamente caste con un solo topless sul finale ma talmente timido che è più immaginato che concreto. E dire che la materia prima non mancava.
Schema thrilleristico zoppicante alquanto, con le “indagini” che procedono per accumulazione di facce, senza alcun gioco investigativo, intrecci o geometrie. E’ solo una questione di tempistica, a un certo punto c’è il tizio giusto al momento giusto e…bingo. Zero brividi, tutto molto lineare e prevedibile, e la sensazione di un buon impianto, buone intenzioni, ma un risultato tutto sommato deludente.

Dvd della CDI che è un mero riversamento da VHS,ci sono pure frequenti disturbi di trascinamento del nastro. Zero extra.

Praticamente la tua rece conferma quel che ho sempre pensato del film, pur avendone visto solo spezzoni nei suoi passaggi televisivi: una solenne stronzata, tra i peggiori Vanzina-movie di sempre. Già mettere Degan, con quel look e quella chioma, come ispettore di polizia, è puro suicidio, poi credere di essere ancora nella “Milano da bere” dei “favolosi” (per i ladri…) anni ‘80, è presunzione e stupidità. E’ che a volte i Vanzina credono di essere versatili, quando invece è meglio che volino basso, come ambizioni almeno…