Star Trek Into Darkness - J.J. Abrams, 2013

IMDB

Dopo i successi scassabotteghino del primo reboot, Abrams gira ovviamente il sequel, e con molta probabilità nei prossimi anni ne vedremo degli altri.
Rispetto a Il Futuro Ha Inizio, Into The Darkness è 10 volte più potente, spettacolare e ambizioso; più che Star Trek pare un incrocio tra Star Wars (come notava giustamente Cosmodrome) e un film supereroistico della Marvel, con Khan che è davvero la personificazione di un malvagissimo cinico e spietato antagonista - con tanto di super poteri - di qualche omino in calzamaglia alla Captain America, Thor o Batman. Il vezzo pare proprio quello di giocare un po’ a millantare che Star Trek sia altro; guardate la locandina (una delle tante diverse prodotte per il film), vi sembra una roba da Star Trek? O piuttosto si tratta di un episodio di Jason Bourne o di Mission Impossibile? E’ Khan, col suo look total black, non sarebbe perfetto per Matrix? Oltre al titolo del film, che fa decisamente più thriller che sci-fi. L’inizio sul pianeta Nibiru è da antologia, bellissimo, pero pare il prologo di un Indiana Jones.

Rispetto alla lettura che Il Futuro Ha Inizio fa dei personaggi classici di Star Trek, qui si nota una qualche sfumatura diversa. Globalmente Spock migliora un po’, è meno ragazzetto da boy band, anche se ha ugualmente delle cadute imbarazzanti vedasi il piagnisteo per Kirk morente (“perché tu sei mio amico”), le litigate con la fidanzatina e i bacetti di riappacificazione. Uhura rimane la sgnacchera nera della situazione, anche se, quanto a intensità del personaggio, se al suo posto ci fosse stata Rihanna o Jennifer Lopez non avremmo notato la differenza, perché il modello grossomodo è quello (altro che Pam Grier!). Cechov e Sulu fanno da contorno, Scottie è Mr. Bean, McCoy migliora sensibilmente, avvicinandosi di più allo stereotipo dell’originale Bones della prima serie tv.
Scena culto: Alice Eve in lingerie.

Bluray ottimo, e divertenti anche gli extra.

P.S. per gli amministratori: ho dimenticato di associare al thread l’icona del bluray, per favore provveda chi di dovere. Grazie.

Pur essendo non “trekkofilo” (diciamo così…), ho apprezzato molto il film del 2009, e questo l’ho visto due volte in sala. Forse fin troppo ricco di avvenimenti per poco più di 2 ore di visione, può comunque contare su una sceneggiatura ben articolata, ricca di riferimenti politici all’attuale situazione mondiale, con critiche mica tanto velate verso gli States e il loro “creare” terroristi. Cast principale sempre adeguato e affiatato (Pine e Quinto sono una forza, Pegg e Urban imprescindibili, si rivede volentieri Peter Weller, ancora in forma), ma il film è davvero dominato da Cumberbatch. Cattivissimo, fortissimo e pure intelligentissimo, è decisamente il villain dell’anno, un Hannibal Lecter “from outer space”. Una lode in particolare al doppiatore Simone D’Andrea, che gli ha dato tonalità giuste ed accurate, anche nelle scene in cui l’attore è in primissimo piano. In breve, un gran film perfetto per i fan dei film “classici” e della serie tv, ma anche per gli ignorantoni profani (come il sottoscritto…).
P.S. Per D-Fens: la scena di cui ti lamenti rimanda in realtà ad una analoga in “Star trek 2: l’ira di Khan”, dove a compiere “l’estremo gesto” era Spock medesimo. Insomma, uno pari e palla al centro per Kirk e Spock…

Visto in sala e molto piaciuto, più del primo capitolo, come dicevo di là l’aspetto più eclatante di Into Darkness è un production design da mozzare il fiato.
Dalla sgargiante giungla della sequenza iniziale (molto Indy Jones come dice D-Fens, e del resto siamo sempre in zona Lucas) alla plancia dell’Enterprise, dall’ufficio dell’ammiraglio Pike alla mirabolante sala macchine di Scotty, questo film è una vera gioia per gli occhi. Lo stile è una rivisitazione retro-post-futurista, e chi più ne ha più ne metta. Una sorta di futuro tecnologico alternativo, che poi è esattamente l’idea di fondo di questo reboot, fatto molto concretamente di leve, monitor, cavi, tubature, paratie e bulloni a vista.
Lo stesso si può dire del sound design, e il suono emesso dalla

Vengeance che raggiunge l’Enterprise mentre viaggia a velocità warp

vale da solo il prezzo del biglietto.

Into Darkness vive di questo, più le scene d’azione, gli inseguimenti nello spazio, le fughe per i corridoi e le pose carismatiche del villain perfettamente interpretato da Benedict Cumberbatch, perché poi la trama è una gigantesca supercazzola stellare senza alcun senso, esattamente quello che ti puoi aspettare da una sceneggiatura su cui ha messo le zampe Damon Lindelof.
Di fatto il film saccheggia la memoria di quello che i trekkies considerano il film più riuscito della serie classica - L’Ira di Khan - addirittura riproponendone pari pari il momento clou, e ovviamente senza raggiungerne neanche di striscio l’intensità.
Anche l’idea dello Spock ex machina

cioè il personaggio anziano di Nimoy che ogni tanto interviene e dà delle dritte risolutive al suo alter ego giovane

la trovo pessima.

Comunque ripeto, il film funziona perfettamente come intrattenimento mirabolante, solo sarebbe ora che dopo due episodi la saga lasciasse perdere il solito incubo yankee degli attentati terroristici e dei grattacieli buttati giù come castelli di carte, per lanciare l’Enterprise all’avventura fra le stelle, nella famosa missione quinquennale “là dove nessun uomo è mai giunto prima” che il finale del film lascia presagire.

Vero, però quando Spock alla domanda di Kirk morente (“sai perché sono tornato a prenderti?” …salvandoti la vita - nda), risponde piagnucolante: “perché sei mio amico”, è una roba da parodia di un Merola Movie. E prima la mamma, poi l’amico …

Visto anch’io in aereo, al contrario del primo m’ha sostanzialmente annoiato, un grosso giocattolone roboante che però alla fine stanca, tra pseudo colpi di scena ed esplosioni sempre più grosse. Boh, m’ha fatto venire voglia di vedere un film di Lars Von Trier, talmente era esagerato.Concordo con Cosmodrome, dovrebbero sterzare verso l’esplorazione.

Visto ieri, mi ha intrattenuto senza esaltarmi.
Quando ci sono scene d’azione mi sono divertito un sacco, quando invece c’erano dialoghi mi sono un po’ annoiato.
Comunque piacevole anche per chi, come me, non è affatto un fan dello Star Trek originale.

Qualcuno dica a JJ Abrams che ha davvero rotto le palle con i lens flare.

Blu ray eccellente.

Morto a soli 27 anni Anton Yelchin, che interpretava Chekov, schiacciato dalla propria auto a casa sua. Un incidente assurdo e orrendo.
P.S. Era anche il sosia del nostro forumista Federicop…