Starry Eyes (Kevin Kölsch, Dennis Widmyer, 2014)

https://www.imdb.com/it/title/tt2793490/

Premesse interessanti: matematicamente parlando, prendiamo la base -ovvero, “Provini per un massacro” di Guido Chiesa- ed eleviamola a potenza: cosa potrebbe accadere agli aspiranti attori dopo aver superato la seleccion ??

Purtroppo non si va oltre ad una scialba parabolhorroretta sull’arrivismo nel mondo cinematografico, che non fa economia dei ritriti e rimasticati topos -alcuni dei quali da pernacchie al cubo- horrorifici quali la consueta combriccola di insulsi giovani stupidi, la sètta di boomers ed udite udite: pure gli incappucciati!! A quel punto ho potuto solo allargare le braccia ed eruttare in un “no vabbè dài”…
Per carità, non mi aspettavo certo un “Mullholand drive” in salsa horror (pur se il film di Lynch è ben più spaventoso…tanto per rimarcare che l’“horror” non si ottiene con sangue&budella) ma nemmeno una vaghezza/fumosità un tanto al chilo e secondo me nemmeno voluta bensì collaterale alla sciatteria/banalità della sceneggiatura che non offre appigli a cui aggrapparsi per evitare le sabbie mobili della noia ed insulsaggine. Cioè, mi son chiesto, tutto qui?

Discreta, comunque, la prova attoriale della Essoe, (ovviamente ricalcata su certe follie della Adjani…altri ed alti livelli filmici), che si immola anima & core sull’altare del body horror inseguendo il suo personale per aspera ad astraeus. Purtroppo per lei, viene a mancare lo specifico do ut des: tanto lei è stella polare-polarizzata ed illumina la pellicola, tanto poco è quanto quest’ultima le renda ossequio, relegandola in un film-lampada ad olio dallo stoppino cortissimo e dalla flebile fiamma.

Buonissima la colonna sonora a tutto synth, con reminiscenze Carpenteriane. A corredo, visto il tema del film, suggerisco anche di riscoprire il valore di un diamante poco celebrato (e suo malgrado frettolosamente offuscato) incastonato all’interno di una parure già ricchissima di altri diamanti inestimabili: King of Hollywood degli Eagles.

Now look at me and tell me, darlin’,
how badly do you want this part?
Are you willing to sacrifice?
And are you willing to be real nice?

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A me era piaciuto, variante in salsa antihollywoodiana del Faust. Niente di trascendentale ma ben recitato e con atmosfere abbastanza luride, di noioso ci ho trovato nada. Poi de gustibus. Uscito anche in DVD per la Midnight Factory.

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