Stop ai film su Netflix e in sala in contemporanea

Il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, interviene sulla polemica che divide esercenti e giganti dello streaming sulla distribuzione dei flim. “Mi accingo oggi a firmare il decreto che regola le finestre in base a cui i film dovranno essere prima distribuiti nelle sale e dopo di questo su tutte le piattaforme. Penso sia importante assicurare che chi gestisce una sala sia tranquillo nel poter programmare film senza che questi siano disponibili in contemporanea su altre piattaforme” ha detto nel videomessaggio inviato alla presentazione della ricerca Agis/Iulm “Spazi culturali ed eventi di spettacolo: un importante impatto sull’economia del territorio”.

(segue su Repubblica.it)

Sull’aspetto prettamente morale e di rispetto dell’attesa dell’uscita al cinema posso anche condividere. Ma solo su quello. Per il resto benvenuto nel mondo reale ministro e nel presente. Voglio vedere la partita allo stadio vado allo stadio. Se no accendo sky non è che devo aspettare il dvd. Più o meno questo è il mio pensiero. Se ne andasse affanculo e pensi a lavorare per fare uscire il paese dalla merda.O pensi a perché i laureati italiani emigrano all’estero.
Netflix in concomitanza dell’uscita al cinema fa girare soldi e genera competizione e mercato. Il ministro i soldi se li suca.

Lungi da me prendere le parti di questo governo, ma due punti non mi tornano:

Beh, è un po’ diverso essere obbligato a raggiungere la Sardegna per vedere Cagliari-Milan dal dover andare al cinema per vedere un film.

Il ministro dei Beni Culturali?

Leggo “no ai film ITALIANI”. Immagino che valga anche per quelli stranieri doppiati?

Per me è giusto, anche se bisognerebbe intervenire a livello europeo.
Poi 105 giorni non sono nulla. Una partita di calcio va vissuta live, un film può essere visto e apprezzato anche dopo 50 anni.

L’articolo recita:

Il decreto cui si riferisce il ministro è quello attuativo della legge sul cinema, la 220 del 2016. E riguarda solo i film italiani.

E allora salva ben poche sale. Col rischio che Netflix non investa sul cinema italiano.

Se il problema lo si affronta a livello europeo, bene. Altimenti vale poco.

Onestamente per quanto sia bello “Rimetti a noi i nostri debiti” davvero sposta se qualcuno se lo perde in sala?
Che mancati introiti darebbe al cinema italiano ?
Per me siamo a livelli dei “Film TV” di una volta e siate buoni , su.


Con le dovute proporzioni, s’intende, E se il Milan gioca in casa e tu sei di Milano e quella sera non ti va ?

Il ministro dei Beni Culturali?

Vabbè ho scritto di getto e me ne scuso.
Si occupi delle statue che cadono a pezzi, dei bronzi di Riace e di RIPORTARCI LA GIOCONDA anziché perdersi dietro a ste cazzate.

ma detto sempre da empirista ingenuo quale sono, le domande che io mi pongo sono diverse

netflix se sarà obbligata a passare per le sale prima di poter offrire un film sulla sua piattaforma, butterà ancora dentro dei soldi per produrne uno? (mi sembra che lo stia facendo adesso)

e ciò va considerato un bene o un male?

Se non ho capito male non è che sia obbligata a passare prima per le sale, può anche non distribuirlo affatto nei cinema. Ma se lo fa deve aspettare 105 giorni dalla prima proiezione per poterlo offrire in streaming.
Insomma, nulla di diverso da quello che fanno la Rai e Sky coi film che producono o co-producono.

Grande :bmw: in modalità Lavoro/guadagno/pago/pretendo :smiley: :smiley:

:diogene:

Che cazzo te lo dico a fare a Renà