Storia ragionata dell'hip hop italiano (presentazione del libro)

Vi posto semplicemente il comunicato stampa dell’incontro/serata che si svolgerà a Rimini Domenica prossima 23 c/o circolo WADADA (con il link dell’evento facebook inerente: http://www.facebook.com/event.php?eid=165197963524331) :

[b]“Adesso ho un obiettivo, sopravvivo,
aspetto il passo successivo,
attratto dalla concreta presenza di una visione,
la cui espressione
è l’insieme di quattro discipline.”

…Cose Preziose, Kaos, 1999.

Il 2010 per l’hip hop italiano è stato un anno di grosso fermento, soprattutto sul piano culturale. Un momento storico per questa scena musicale. Un susseguirsi di critiche, giudizi, ricerche e momenti di dibattito che hanno trovato grande spazio ad un evento unico nella storia dell’hip hop nazionale: durante il Place2be, che si è svolto al Link di Bologna il 5 dicembre. Alla “tavola rotonda” ha partecipato chi questo tipo di cultura la vive e la rende viva a 360°, completa, cioè, delle quattro discipline che la compongono, rifacendosi alla Dichiarazione di Pace dell’Hip Hop (documento depositato da Temple of Hip Hop all’Unesco). Si è anche parlato di una “disciplina” spesso non considerata ma fondamentale: l’ “arte del tramandare”, per far capire a tutti che il rap è un elemento che non può dissociarsi dall’hip hop.
Sulla scia di quello che è stato il momento di dibattito più alto in Italia sull’argomento, abbiamo scelto di portare avanti la discussione, a modo nostro, approfittando della pubblicazione del libro di Damir Ivic, giornalista e critico musicale, “Storia Ragionata dell’Hip Hop Italiano” edito da Arcana; Damir, storica firma di Aelle Magazine, ci presenterà il suo debutto in libreria, inserendolo nel contesto dell’esame del Place2be a cui ha partecipato. Partendo dalle radici di una della più affascinanti culture underground per arrivare ad oggi, passando dalle Posse, a chi ha scelto di speculare su una musica che non può distaccarsi dalla cultura da cui deriva. L’intento è quello di dare spazio ad una discussione che non si limiti a ripercorrere la storicità di questo stile di vita e forma mentis, che spieghi, bensì, l’affinità che lega Mcing, Writing, Djing e Breaking. Una “chiacchierata” aperta e libera a tutti, in cui prenderanno parola non solo l’autore del libro ma anche gli esponenti della cultura hip hop del nostro territorio. L’intero dibattito verrà ripreso per poi essere divulgato sui canali a disposizione affinché la discussione possa proseguire oltre l’evento del 23/01.

Un aperitivo imperdibile al Wadada il 23 gennaio 2011. A seguire Dj-set a cura di FunkRimini e Megastrutture.

Damir Ivic. Trentasei anni, giornalista musicale, al contrario di tutti i principali esponenti della carta stampata italiana ha un grande vantaggio, se si parla di rap e di hip hop: le vicissitudini di queste scene le ha vissute dall’interno, in prima persona. Collabora anche con MTV, fa parte dello staff di Dissonanze (il maggior festival italiano di musica elettronica e sperimentale).

Storia Ragionata Dell’Hip Hop Italiano. Non ingannino i periodici momenti di hype, esposizione su tutti i media, video su MTV e copertine sui maggiori magazine specializzati: la storia dell’hip hop italiano scorre sottotraccia. Da sempre. Anche quando finisce con l’affiorare o addirittura trionfare nel mainstream, si porta dietro i cromosomi e i tic di una vita fieramente underground, storicamente lontana dai radar abituali della critica musicale (e anche del giornalismo tout court). Più che per qualsiasi altro genere, cultura o moda musicale abbia attraversato l’Italia, l’enfatico motto “Se non ci sei dentro, non puoi capire” ha in questo caso l’aria di avere un senso. Questa “Storia ragionata dell’Hip Hop italiano” non è una raccolta esaustiva di tutti i protagonisti, le uscite discografiche, i passaggi storici; certo questi non mancano, ma quello che potete trovare fra queste pagine sono gli strumenti per capire davvero le unicità di ciò che è stato ed è il movimento hip hop nel contesto del panorama musicale (e non solo) italiano, per smascherare luoghi comuni che hanno offerto un’interpretazione distorta e lacunosa del fenomeno e, in definitiva, per fare un tuffo “dentro” questa scena facendola parlare in prima persona: gli inizi eroici e carbonari, i primi successi, le faide interne, i ripiegamenti, i momenti di crisi, i trionfi, il difficile rapporto col mondo musicale tradizionale. Un piccolo epos, quasi un romanzo con tutte le sue figure, storie principali o secondarie, i colpi di scena. Ma anche un fondamentale documento che aiuti a tracciare come mai era stato fatto una linea che colleghi Assalti Frontali a Fabri Fibra, Sangue Misto a Radio Deejay, Club Dogo ai centri sociali, l’immaginario all’americana (anelli, catene, donne svestite…) con la militanza sociale. Tutto sotto il segno di una cultura partita quasi per caso dai ghetti di New York quarant’anni fa e che ha finito con l’avere, piaccia o non piaccia, un impatto enorme e giocato a livello globale. Contro ogni pronostico.[/b]

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p.s.:
ero a naja col fratello di CASTRO X … che suonava con una sconosciuta posse minore…

…molto parziale questo sunto…comunque è tutto pressochè attendibile…

Probabile che ci faccio un salto, ma appena ho letto Place2be ho sorto il naso. Se la linea è quella io sto da un’altra parte.