Sua Eccellenza si fermò a mangiare (Mattòli 1961)

Con Totò, Ugo Tognazzi, Virna Lisi, Lauretta Masiero, Raimondo Vianello



Scheda sito Anica

Uscito oggi in edicola con Il Sole 24 Ore. I titoli di testa presentano il titolo di una riedizione, Il Dott.Tanzanella, medico personale del… fondatore dell’impero.

Uno dei miei preferiti di Toto’; gran ritmo, equivoci spassosissimi, indubbiamente anche Tognazzi rende benissimo nella sua parte.

Abbastanza divertente, Totò su tutti com’era prevedibile; mentre Tognazzi l’ho trovato un po’ ripetitivo. Storia intricata, quasi da pochade. Non ho riso granché ma il film è gustoso e costruito bene.

il film uscì con il divieto ai minori di 18 anni e subì una serie di tagli e alleggerimenti censori: "Revisionato il film si esprime parere favorevole alla programmazione in pubblico a condizione che sia vietato ai minori e siano eliminate 1) la battuta dell’agente di polizia che, all’affermazione del lestofante Gennarino che in Italia non ci sono più ladri risponde “Ha ragione, mi scusi, scusasse tanto” (1° rullo) 2) la battuta del commissario di polizia che su invito di Totò ad arrestare il presente ministro ladro esclama: ho famiglia (X rullo) 3) La battuta di Totò “se è ministro per forza” (X rullo) Tali battute a parere della commissione debbono ritenersi offensive del decoro e del prestigio dei funzionari ed agenti della Forza pubblica. 4) sia ridotta la scena della ragazza coi seni eccessivamente scoperti, visitata da Totò finto medico. Il rappresentante del ministero dell’interno in base a disposizione su citata, esprime l’avviso per altro non condiviso dagli altri due componenti della commissione, che debbono inoltre essere eliminata 1) la battuta di Gennarino “finiti i ladri, in Italia i ladri non ci sono più brigadie’” 2) La scena dei due carabinieri che, in alta uniforme, salutano militarmente al passaggio del Ministero in macchina (VIII rullo) 3) La battuta di Totò rivolta al commissario “Un ministro ha sempre qualche cosettina sulla coscienza”

Sulle vicissitudini censorie del film c’è un ampio riscontro nel libro Totò proibito di Alberto Anile (Lindau).

Ragazza: «Come?»
Totò: «Opulenza.»
Ragazza: «Ma che è?»
Totò: «Sì, io più ti guardo e più mi convinco che tu sei opulenta.»
Ragazza: «Ma che è, una cosa grave?»
Totò: «Sì, in questi casi io consiglio sempre di mettersi a letto. Ah!
oh…»
Ragazza: «Ma che fa?»
Totò: «Voltati, fammi sentire, fammi sentire. Queste villane! Oh!»
Più che dal dialogo il censore è rimasto turbato
appunto dall’opulenza della ragazza che, invitata a
spogliarsi da Totò, rimane in mutandine e corpetto.

Scena che provocherà ancora problemi a causa del metreggio.