Le pecette a fini censori sono del tutto originali, non le ho messe io, notare quella a destra assolutamente fuori bersaglio🙈
Non potevo davvero più sopportare che questa porno-cavolata fosse tristemente assente.
Antefatto: era la fine del '99, avevo 24 anni, usciva il Dizionario dei film italiani stracult, fra decine di commedie sexy e barzelletta-movie che non conoscevo iniziai a leggere pure di “Le due bocche di Marina… Marina vedova viziosa… Marina e la sua bestia (!)… Marina e la sua bestia numero 2… seee, addirittura!!!”.
Ma chi diavolo era questa Marina? In realtà inconsapevolmente la conoscevo già “di vista”, l’avevo notata in La pretora e La compagna di viaggio ma non sapevo ancora darle un nome. Mi interessai al personaggio e volendo vederla in azione nell’hard corsi dal mio ex-professore di ripetizioni ai tempi del liceo, la sua collezione di film porno era da sempre rinomata. Mi accontentò senza indugi fornendomi una busta di VHS. La prima che entrò trionfalmente nella bocca del registratore fu questo SWOOSIE, la prima di una serie infinita praticamente - Marina presente in ben oltre 100 film - è inutile cercare di nascondere goffamente il vincolo emotivo che mi ci lega a doppio nodo.
Soprattutto perché rimasi molto piacevolmente sorpreso dal fatto che fosse messo su come un film tradizionale, era molto diverso dalle superputtanate di Schicchi che avevo visto in fase adolescenziale. Questo era davvero un FILM-porno!
L’incipit sembrerebbe quasi mutuato dal genere horror: Paul e Kathy, due sposini in viaggio di nozze, rimangono con l’auto in panne fuori città e chiedono aiuto agli abitanti di una villa nei paraggi, quella sbagliata. Qui abita infatti Bruno (Alias), vedovo inconsolabile di un trans (!) spirato prematuramente a causa delle complicazioni derivate da uno stupro subìto durante un tentativo di rapina da parte di due banditi dal volto travisato penetrati in casa. Madò… manco Arancia Meccanica!
Il vizioso padrone di casa dai gusti bisex in combutta con la servitù decide di tirare un brutto scherzo ai due giovani. Così dopo averli fatti accomodare…
Come da prassi femminile la sposa si dilunga in bagno.
…giunta la sera durante una bella cenetta la cameriera Virna mette della droga (una delle manie del porno) nei loro bicchieri, i due bevono e raggiungono la camera da letto per consumare. Ma non va proprio tutto per il meglio, a un certo punto Bruno che li spia con un sistema video a circuito chiuso (altra fissazione!) deve far intervenire la cameriera…
Simpatico lo scambio di battute, una parvenza di attenzione ai dialoghi lubrifica l’irruenza dell’introduzione al sesso, anzi innesta una sorta di clima di tensione in crescendo.
L’olio di gomito ha sempre portato i suoi risultati, il lavoro della cameriera Marina risolve presto ogni problema maaa…
In più di un’occasione Lo Cascio ha voluto rendere pubblica la sua ricetta: divertire lo spettatore, eccitarlo e portarlo a… sentire le campane. È una pietanza che degusto con appetito. Vabbè oggi le campane sono quelle della chiesa… ad ogni modo voglio dire: il film è sgraziatamente tutto sommato divertente e soprattutto non disgraziatamente 100% hardcore, a discapito di quanto prometteva la locandina. Non farò come al solito il promoter di Marina, tra l’altro qui recita più vestita che mai, e vi invito a vedere il film anche per Cecilia Paloma - alcuni aficionados la chiamano la Giusy Ferreri dell’hard! - come si può notare nella foto intimista era messa bene.
Purtroppo questo capitolo della serie non ebbe una risonanza di quelle esagerate sui rotocalchi d’epoca e il solo Turbo sembrerebbe dedicargli un po’ di spazio nella consueta rubrica riservata a zia Mary, ma i commenti, oltre a non avere i requisiti minimi per essere riportati, a causa delle incredibili inesattezze sottintendono davvero una superficiale visione con una mano al telecomando e l’altraaa… in tasca, diciamo. Le immagini a corredo invece provengono da Turbo Ciak del settembre '88, impiantate a vanvera nel foto-film “Le due bocche di Marina”. Stavolta a sostegno della mia opera di rivalutazione posso invocare unicamente l’aiuto delle “Sacre scritture”, i tre fondamentali testi pubblicati post mortem (del cinema hard): Moana e le altre deride le incongruenze ma sottolinea la presenza di scene omosex, rarissime in Italia; DizionHard lo applaude in quanto “uno dei migliori film firmati Fardelli” arrivando a sostenere che le riprese siano di una qualità tale da essere ascrivibili a Massaccesi; Luce rossa, la maestra più severa (perché quella che ci tiene di più a trasmettere la conoscenza nel modo migliore e preparare i nuovi adepti alle sfide), rimprovera “lo spregio di ogni verosimiglianza” - effettivamente inaccettabile la moglie-trans perché in antitesi con tutte le leggi (anche quella del buonsenso) - però sembrerebbe tutto sommato voler promuovere il ripetente: “La regia di Lo Cascio, ancorché molto statica, valorizza adeguatamente i contenuti hard”.
L’unica pubblicazione video è quella acclusa al Marina Pleasure Serial, la leggenda parla di un’altra edizione titolata SWOOSIE - IL PIACERE DAPPERTUTTO, mai vista. E qui ci si inizia ad impelagare per le strade buie…
Stando alla locandina datata 1992 riemersa il film sembrerebbe in effetti essere stato riproposto con questa intitolazione.
Scarterei invece senza indugi “La ninfomane ingorda - Swoosie” e “Swoosie la sposa ingorda”, grazie alla gentile collaborazione di Carlitos possiamo archiviarli come porno di Lo Cascio anni '90 che sfruttano il visto originale n. 79826 di Swoosie. Già professionista specializzato durante la prima metà degli ottanta nel diffondere lungometraggi a luci rosse senza alcuna autorizzazione… non c’è una volta che faccia le cose in regola!
Arrivederci alla prossima puntata (di Lucky Faar Delly), Wendee e Jojami consideriamoli pure come nomi propri… ma Swoosie? Domani mattina caffè e cornetto pagato a chi mi spiega che c@**o significa.






