Symbol - Shinboru (Hiroshi Matsumoto, 2009)

https://www.imdb.com/it/title/tt1410261/

Come in una sorta di ennuplo glory hole michelangiolesco, dalle pareti di una stanza bianca emergono tantissimi gessosi pisellin pipì, toccando il cocuzzolo dei quali si dà la stura a cose che la vostra immaginazione non può lambire, quando ancora la parola multiverso non colonizzava bocche penne e schermi - stante il fare da sempre meta/multiverso a sé di ogni film, ma questa è altra faccenda.

Da natali (come abbrivio, non approdo) a bellezza genio delirio follia fantasia spregiudicatezza senza perimetri dogane frontiere. L’estremo scaraventato in orbite fuori da ogni sistema mentale, una disintossicante mareggiata di psilocibina, un braccio a 90 con dito medio alla tirannia del reale e a tutti i talebani della ratio, lo finisci, ti risistemi una mascella finita sui piedi e già vorresti rivederlo altre 20 volte.

Riassumendo in tre sole parole: dategli la caccia!

Mi son dovuto cercare il trailer perché letta così sono le tipiche parole di chi racconta un sogno appena sveglio e quindi stacchi il cervello e dici: no, non può essere reale, invece:

Sono infatti quelle cose (esperienze) verso le quali andare incontro totalmente vergini e trailer-esenti. Ora ti cascherà quel metro in meno la mascella ma forse esclamerai ugualmente CAZZOOOOO!!! (appunto). Il quarto d’ora finale è roba che ti fa eruttare la materia grigia contro il soffitto. Morire senza averlo visto è sinonimo di vita sprecata.