Trama piuttosto standard, con una femme fatale che scappa col malloppo del marito e si rifugia in una cittadina remota, dove si serve di un uomo ingenuo, e forse innamorato, per tentare di uccidere il coniuge, che non ne vuole sapere di lasciarla andare.
Ciò che colpisce maggiormente di questa produzione sono i dialoghi scoppiettanti: non solo quelli tra Bridget (la splendida Linda Fiorentino) e il suo nuovo (e goffo) amante, ma anche quelli quasi comici con i personaggi secondari (i due investigatori privati, tutt’altro che professionali) e perfino quelli lunari con il marito Clay, impersonato da uno squilibrato Bill Pullman, che illumina sia l’inizio che la fine del film!
Notevole è anche la musica simil-jazz, che si palesa fin dal montaggio alternato che dà il via alla narrazione e non si arresta mai, accompagnando l’intero metraggio.
Il risultato è molto gradevole e assolutamente privo della morbosità di Basic Instinct, e forse neppure del tutto ascrivibile al genere thriller erotico (dato che la suspense è piuttosto secondaria e l’erotismo appena accennato, talvolta persino in un’accezione ridicola: vedasi la sequenza di sesso in piedi a lato dell’ingresso del pub).
Curioso di vedere come possa essere il seguito, che sopprime l’intero cast nonché il regista stesso ![]()